La Casa Del Peccato Mortale

homsdi Pete Walker (Gran Bretagna, 1976) 

Insieme al più malsano “Nero Criminale” (1974), “La Casa Del Peccato Mortale” (“House Of Mortal Sin”) si distingue per essere una delle opere più interessanti tra quelle dirette da Pete Walker, regista inglese classe 1939 molto attivo durante gli anni settanta in ambito horror. Il film in America è conosciuto con il titolo alternativo “The Confessional”, una denominazione ancora più esplicita che ci porta direttamente al succo del discorso: come già infatti era accaduto in passato, Walker punta il dito sulle istituzioni, passando dalla famiglia disfunzionale del precedente lavoro ai deliri di un prete ossessionato da una donna. Un messaggio anticlericale che arriva puntualmente a destinazione.
Jenny (Susan Penhaligon la rivedremo due anni dopo in “Patrick”), una ragazza che non sta passando un momento felice, si reca in chiesa per trovare conforto: le circostanze però la portano a raccontare tutti i suoi recenti problemi al prete seduto nel confessionale (un ottimo Anthony Sharp interpreta Padre Xavier Meldrum), un personaggio che scopriamo essere sessualmente represso. Da quel momento per la giovane inizia un incubo, una persecuzione non solo psicologica che mette a rischio la vita di tante persone che gravitano attorno a lei. Le uccisioni (tutte piuttosto ferali) non tardano quindi ad arrivare.
Se la trama non è poi così credibile, l’idea di fondo è intrigante e una discreta sceneggiatura ci permette di trascorrere questi cento minuti abbondanti senza troppi cali di tensione, nonostante qualche passaggio a vuoto in cui si batte la fiacca (la parte centrale è abbastanza prolissa). Di buono ci sono le atmosfere cupe di questa cittadina britannica, così come l’odiosa presenza di un prete a dir poco sgradevole, una figura mentalmente deviata eppure intoccabile grazie al suo abito talare e agli oggetti in suo possesso (l’ostia e il turibolo sono soltanto alcuni degli strumenti da lui utilizzati per commettere gli omicidi).
“La Casa Del Peccato Mortale” è un film sempre in bilico tra horror e thriller le cui tenebrose suggestioni valgono da sole la visione, un prodotto per certi verti ancora intriso di quell’oscuro alone gotico figlio del decennio precedente. Se oggi l’opera di Pete Walker risulta dunque esteticamente invecchiata rispetto al suo periodo di riferimento, i concetti espressi al suo interno restano ancora validi e forse pungono più di allora. Al regista di Brighton il coraggio non è mai mancato, peccato che il suo cinema sia rimasto sempre confinato nel giro dei soliti quattro appassionati.

3,5

(Paolo Chemnitz)

la casa del peccato mortale

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...