Bacurau

bacuraudi Juliano Dornelles e Kleber Mendonça Filho (Brasile, 2019)

C’era molta curiosità attorno a “Bacurau”, un inclassificabile film brasiliano premiato dalla giuria durante la scorsa edizione del Festival di Cannes. Un prodotto sicuramente originale, anche se è importante ribadire che sapersi distinguere dagli altri non sempre corrisponde a essere migliore degli altri. Juliano Dornelles e Kleber Mendonça Filho Continua a leggere

Arrebato

arrebatodi Iván Zulueta (Spagna, 1979)

Uno dei registi maledetti del cinema spagnolo è stato sicuramente Iván Zulueta, una meteora che in patria ha lasciato un segno indelebile proprio con “Arrebato”. La dipendenza dall’eroina e altri problemi di natura personale non hanno permesso al suo talento di esplodere, oltre al fatto che in pochi, nel 2009, si sono ricordati di omaggiare la sua scomparsa. “Arrebato” non solo è un film fuori Continua a leggere

Blind Shaft

blind shaftdi Li Yang (Cina/Germania/Hong Kong, 2003)

Solo di recente Li Yang ha concluso la sua ipotetica trilogia incentrata sui contrasti sociali di una Cina a noi sconosciuta, risale infatti al 2017 il suo ultimo “Blind Way”, un terzo capitolo comunque meno brillante rispetto ai primi due lungometraggi, “Blind Shaft” (2003) e “Blind Mountain” (2007). Davanti a questi titoli inequivocabili, una domanda sorge spontanea: la Cina contemporanea ha (forse) Continua a leggere

Mudhoney

mudhoneydi Russ Meyer (Stati Uniti, 1965)

Nonostante “Mudhoney” e “Faster, Pussycat! Kill! Kill!” siano usciti entrambi nel 1965, lo spirito che attraversa queste due opere è sostanzialmente differente: il primo film si può infatti considerare una sorta di appendice estrema del già controverso “Lorna” (1964), un affondo ancora più duro nella vecchia provincia americana in cui le donne sono considerate un mero oggetto sessuale. Al contrario Continua a leggere

The Whispering Star

the whispering stardi Sion Sono (Giappone, 2015)

Durante il 2015 Sion Sono di film ne ha girati parecchi, ma fino a quel momento non aveva realizzato nessuna pellicola anche minimamente simile a questo “The Whispering Star” (“Hiso Hiso Boshi”), un tributo molto personale a quella fantascienza filosofica spesso di complessa assimilazione. Per il genere trattato, un lavoro relativamente breve (neppure cento minuti) e Continua a leggere

Tremors

tremorsdi Ron Underwood (Stati Uniti, 1990)

Nonostante “Tremors” abbia avuto la bellezza di cinque sequel, oggi, a distanza di trent’anni esatti dalla sua uscita, resta un film che ha chiuso un’epoca. Ci troviamo nel 1990 ma quello di Ron Underwood non è un lavoro che guarda avanti: anche con il senno di poi, questa pellicola ci appare come un’appendice di tante cose già viste in passato, un intruglio comunque ben riuscito che mescola il Continua a leggere

Quien A Hierro Mata

occhio per occhiodi Paco Plaza (Spagna, 2019)

Dopo la poco esaltante esperienza sovrannaturale di “Verónica” (2017), Paco Plaza torna in grande stile direttamente su Netflix con un thriller davvero crudele. Nulla di cui stupirsi, considerando che da molti anni in questo genere di film gli spagnoli stanno tirando fuori prodotti di alto valore. Come se non bastasse, la ciliegina sulla torta è rappresentata dalla presenza del sempre ottimo Continua a leggere