Nove film da ricordare in un 2020 da dimenticare

Non poteva mancare il nostro consueto appuntamento con i migliori film usciti nel corso della stagione. Come al solito, prendiamo in considerazione tutte le pellicole diventate fruibili durante il 2020 (sulle varie piattaforme streaming, direttamente in edizione home video o al cinema quando è stato possibile), al di là del loro anno effettivo di produzione (se non è il 2020, è comunque il 2019 inoltrato). Per nostra fortuna la maggior parte Continua a leggere

Lacrime Di Kali

di Andreas Marschall (Germania, 2004)

Prima di tuffarsi a capofitto nel genere horror, Andreas Marschall era conosciuto soprattutto nel giro heavy metal come disegnatore di copertine (Sodom, Running Wild, Blind Guardian, Obituary e tanti altri) e come regista di videoclip (Coroner, Kreator, Rage, Samael, Moonspell e non solo). La svolta arriva puntuale nel 2003, quando Marschall dirige Continua a leggere

Neve Nera

di Martín Hodara (Argentina/Spagna, 2017)

“Neve Nera” (“Nieve Negra”) è un thriller argentino che all’azione sostituisce il torbido dramma familiare, un approccio che si rivela interessante considerando pure la suggestiva location utilizzata per l’occasione (la Patagonia, anche se alcune scene sono state girate ad Andorra). Ancora una volta la neve diventa un valore aggiunto, perché il Continua a leggere

Pietà

di Kim Ki-Duk (Corea del Sud, 2012)

La scomparsa di Kim Ki-Duk per noi è lunga da elaborare. Abbiamo perso un grande poeta della settima arte, un cineasta che ha permesso a molte persone di avvicinarsi alla bellezza del cinema coreano. Oggi ripeschiamo il suo ultimo successo su scala internazionale, “Pietà” (il titolo si può scrivere anche senza accento), il film che si impose a Venezia nel 2012 Continua a leggere

Un Lupo Mannaro Americano A Londra

di John Landis (Gran Bretagna/Stati Uniti, 1981)

“Un Lupo Mannaro Americano A Londra” segna in maniera indelebile il cinema dei licantropi di inizio anni ottanta, in quel periodo già salito alla ribalta grazie a “L’Ululato” di Joe Dante (uscito solo pochi mesi prima). Qui però alla base c’è una storia che appassiona di più, c’è un budget più sostanzioso (circa dieci milioni di dollari) ma soprattutto Continua a leggere

Fried Barry

di Ryan Kruger (Sudafrica, 2020)

Tra i titoli più interessanti dell’imminente Be Afraid Horror Fest (quest’anno anche in streaming su Mymovies), dobbiamo per forza segnalare questo delirio assoluto diretto da Ryan Kruger, un film che sviluppa un’idea di base già assaporata nell’omonimo short uscito nel 2017. Sono molte le prerogative che rendono affascinante questo lungometraggio, a Continua a leggere

Girolimoni, Il Mostro Di Roma

di Damiano Damiani (Italia, 1972)

Tra il 1924 e il 1927 a Roma sette bambine furono rapite, violentate e (cinque di loro) uccise da un misterioso pedofilo. Con la rabbia dei cittadini ormai impossibile da contenere, il regime fascista si ritrovò costretto a chiudere il caso incolpando un innocente, tale Gino Girolimoni, un ricco fotografo trasformato in capro espiatorio senza uno straccio Continua a leggere

Natural Born Killers

di Oliver Stone (Stati Uniti, 1994)

Si può parlare di “Natural Born Killers” senza per forza scomodare dei termini in netta antitesi tra loro come capolavoro o schifezza colossale? A nostro avviso sì, perché è possibile trovare un punto di equilibrio tra le parti superando anche quell’onda emozionale che all’epoca decretò il successo del film soprattutto tra i più giovani. Davanti a un lavoro del Continua a leggere

Un Violento Weekend Di Terrore

di William Fruet (Canada, 1976)

Con “Un Violento Weekend Di Terrore” (“Death Weekend”), il regista canadese William Fruet cercò di cavalcare quell’onda exploitation tipica degli anni settanta, mettendosi in scia di pellicole importanti come “Cane Di Paglia” (1971) oppure “L’Ultima Casa A Sinistra” (1972), pur con meno originalità e inventiva. La riproposizione di uno schema abbastanza Continua a leggere

Platzspitzbaby

di Pierre Monnard (Svizzera, 2020)

Fino alla metà degli anni novanta, il Platzspitz di Zurigo era un parco cittadino frequentato esclusivamente da tossicodipendenti, dove tanti giovani provenienti da ogni parte della Svizzera (ma anche da altri paesi) si riunivano per spararsi nelle vene la loro dose di eroina. Un luogo pericoloso e degradato, nel quale la polizia non aveva possibilità di accedere Continua a leggere