13 Sins

di Daniel Stamm (Stati Uniti, 2014)

Nel lontano 2006, il thailandese Chookiat Sakveerakul scrive e dirige un thriller destinato a raccogliere applausi e consensi, “13 Game Sayawng” (ovvero “13: Game Of Death”). Trascorrono otto anni e qualcuno negli States decide di girare il remake del suddetto, snellendo il minutaggio ma aumentando considerevolmente il budget a disposizione Continua a leggere

Die Tödliche Maria

di Tom Tykwer (Germania, 1993)

Scavando a ritroso nella carriera di Tom Tykwer, è possibile imbattersi in un lungometraggio davvero cupo e claustrofobico, “Die Tödliche Maria” (“Deadly Maria” per gli anglofoni). È il 1993 e il regista tedesco si muove nei più lugubri territori underground, in attesa di fare il grande salto prima con “Lola Corre” (1998) e successivamente con una serie di titoli Continua a leggere

American Gothic

di John Hough (Gran Bretagna/Canada, 1987)

“American Gothic” è il titolo di un celebre quadro realizzato da Grant Wood nel 1930. Raffigura un agricoltore (con un forcone in mano) accanto a sua figlia (entrambi indossano degli abiti coloniali). L’opera è pregna di ambiguità, a cominciare dal volto teso e rigido dei due personaggi, da tempo considerati un simbolo della cultura rurale americana Continua a leggere

Pensione Paura

di Francesco Barilli (Italia/Spagna, 1978)

La popolarità di Leonora Fani (classe 1954) crebbe a dismisura durante la seconda metà degli anni settanta, quando l’attrice di origini trevigiane interpretò alcuni ruoli alquanto pruriginosi: noi ce la ricordiamo soprattutto nel controverso “Bestialità” (1976), in “Nenè” (1977) di Salvatore Samperi e poi ancora in questo “Pensione Paura”, un film Continua a leggere

L’Ultima Onda

di Peter Weir (Australia, 1977)

Peter Weir realizza “L’Ultima Onda” (“The Last Wave”) a due anni di distanza dal mystery movie per eccellenza, “Picnic Ad Hanging Rock” (1975). Se quest’ultimo è indubbiamente il primo grande capolavoro del regista di Sydney, la pellicola in esame si può tuttavia annoverare tra le sue opere più sottovalutate. C’è un filo invisibile che lega questi due Continua a leggere

The Northman

di Robert Eggers (Stati Uniti, 2022)

Esistono diversi partiti schierati sia a favore che contro il cinema di Robert Eggers. C’è chi lo ammira fin dal folgorante esordio “The VVitch” (2015), c’è chi lo ha cominciato ad apprezzare seriamente soltanto con l’incredibile “The Lighthouse” (2019) e infine c’è anche una sparuta minoranza che non lo considera affatto un regista di spessore. In questi Continua a leggere

La Abuela

di Paco Plaza (Spagna/Francia, 2021)

Nonostante la recente incursione nel genere thriller con il valido “Quien A Hierro Mata” (2019), Paco Plaza è tornato indietro sui suoi passi, imboccando per l’ennesima volta la strada dell’horror: in verità, dopo il meritato successo di “[Rec]” e del suo primo sequel (sempre condiviso con il collega Jaume Balagueró), la corsa del regista di Valencia si è Continua a leggere

You Won’t Be Alone

di Goran Stolevski (Gran Bretagna/Serbia/Australia, 2022)

Se non è proprio un folk-horror, è comunque un folk-drama. Lo abbiamo visto di recente con “Lamb” (2021) di Valdimar Jóhannsson, un film plumbeo e straniante dominato da una prova superba di Noomi Rapace. Oggi un filo invisibile ci conduce per mano dall’Islanda alla Macedonia di due secoli fa, perché l’attrice svedese la ritroviamo anche in questo Continua a leggere

Amore E Morte Nel Giardino Degli Dei

di Sauro Scavolini (Italia, 1972)

Questo lavoro nasce dal connubio tra due fratelli mai troppo celebrati negli ambienti del cinema bis italiano, Sauro e Romano Scavolini. Il primo, classe 1934, ha sceneggiato decine e decine di film soprattutto durante gli anni settanta (il sodalizio con Sergio Martino fu lungo e proficuo), mentre Romano (lui nato nel 1940) ce lo ricordiamo Continua a leggere