13 Tzameti

13 tzametidi Géla Babluani (Francia, 2005)

Produzione francese ma regista e titolo georgiano (tzameti significa tredici) per questo agghiacciante thriller uscito nel 2005, uno dei film più allucinanti tra quelli realizzati durante gli anni zero. Premiato sia al Sundance che a Venezia, “13 Tzameti” segna il debutto per Géla Babluani, chiamato poi nel 2010 a dirigere il remake americano della stessa pellicola, un rifacimento (a colori) ovviamente evitabile. Continua a leggere

Grizzly Man

grizzly mandi Werner Herzog (Stati Uniti, 2005)

Timothy Treadwell (1957-2003) è stato un ambientalista statunitense con l’ossessione per i grizzly, animali con i quali egli decise di convivere per ben tredici estati consecutive (all’interno di una riserva naturale in Alaska), fino al giorno in cui un orso grigio sbranò sia lui che sua moglie Amie Huguenard, ponendo fine alla loro lunga avventura. Studiando e proteggendo questi esemplari, Treadwell Continua a leggere

Orgasmo Nero

org nerodi Joe D’Amato (Italia/Repubblica Dominicana, 1980)

Il periodo caraibico di Joe D’Amato è ricco di pellicole in cui abbonda la commistione tra generi diversi. Sotto al sole di Santo Domingo, il cinema horror può diventare pornografico e viceversa (“Porno Holocaust”), ma c’è anche spazio per il melodramma che prende la piega di un film erotico: è il caso di “Orgasmo Nero”, il cui soggetto è ispirato Continua a leggere

Peppermint Candy

peppermint candydi Lee Chang-Dong (Corea del Sud, 1999)

Fino a oggi Lee Chang-Dong ha diretto soltanto sei film in oltre vent’anni di carriera, una media piuttosto bassa che però viene ripagata dal fattore qualità. Sei pellicole ognuna delle quali molto importante per la storia del cinema coreano contemporaneo: “Green Fish” (1997), “Peppermint Candy” (1999), “Oasis” (2002), “Secret Sunshine” (2007), “Poetry” (2010) e il recente “BurningContinua a leggere

La Faida

la faidadi Joshua Marston (Stati Uniti/Albania, 2011)

Peccato che un regista senza confini come Joshua Marston si sia perso per strada, perché le storie da lui raccontate in “Maria Full Of Grace” (2004) e “La Faida” (2011) ci hanno permesso di entrare a gamba tesa all’interno di realtà da noi lontane anni luce. Questa volta però dal Sud America ci spostiamo in Albania, per qualcosa di molto più peculiare: “La Faida” è infatti un film incentrato sul Kanun, un Continua a leggere

The Lodge

the lodgedi Severin Fiala e Veronika Franz (Canada/Gran Bretagna, 2019)

Sono trascorsi più di cinque anni dal precedente (e notevole) “Goodnight Mommy” (2014), pellicola austriaca giustamente sostenuta da molte recensioni positive: un trampolino di lancio che ha permesso a Veronika Franz e Severin Fiala di fare un salto non indifferente, in quanto “The Lodge” è una produzione targata Hammer girata in lingua Continua a leggere

Maîtresse

maitressedi Barbet Schroeder (Francia, 1976)

Tra le pellicole più curiose uscite durante gli anni settanta, è impossibile non citare “Maîtresse”, uno dei primi lavori diretti da Barbet Schroeder (pochi anni prima impegnato nel fumoso “La Vallée”, un film diventato celebre solo grazie alla colonna sonora firmata dai Pink Floyd). In questo lungometraggio il regista franco-svizzero affronta con molta disinvoltura la tematica del Continua a leggere

Apocalypse Now

apocalypse-nowdi Francis Ford Coppola (Stati Uniti, 1979)

Poco più di un anno fa, Francis Ford Coppola ha presentato la final cut di “Apocalypse Now”, una versione definitiva di 183 minuti poi proiettata in piazza a Bologna nel giugno dello stesso anno (il 2019). Praticamente una via di mezzo tra la prima edizione (di 153 minuti) e quella denominata redux (202 minuti), quest’ultima proiettata in anteprima al Festival di Cannes nel 2001. Quale scegliere tra Continua a leggere

Possessor

possessordi Brandon Cronenberg (Canada/Gran Bretagna, 2020)

Tale padre, tale figlio. Ma fino a un certo punto, perché se le intuizioni geniali di David Cronenberg fanno parte di un’epoca in cui il cinema del regista canadese era un passaggio obbligato per comprendere la post-modernità, l’eredità raccolta dal figlio Brandon deve per forza di cose scontrarsi con un’agguerrita concorrenza in cui si rincorrono Continua a leggere

The Visitors

i visitatoridi Elia Kazan (Stati Uniti, 1972)

Non bisogna confondere “The Visitors” (“I Visitatori”) con l’omonimo film del 1992 diretto da Jean-Marie Poiré, una commedia fantasy che non ha nulla a che vedere con questo dramma messo in scena da un Elia Kazan ormai a fine carriera. Parliamo del regista di “Fronte Del Porto” e di “Un Tram Chiamato Desiderio”, due pellicole (tra le tante) che hanno permesso a Kazan di entrare Continua a leggere