Jesus Camp

jesus campdi Heidi Ewing e Rachel Grady (Stati Uniti, 2006)

“Jesus Camp” è un documentario di quelli che fanno male. In questi novanta minuti scarsi è racchiuso il punto di vista (imparziale) di Heidi Ewing e Rachel Grady, due registe che hanno raccontato con la loro mdp la vita di un campo estivo pentacostale per bambini. Il lato oscuro di un’America che corre a marcia indietro, combattendo l’aborto e Continua a leggere

One Nite In Mongkok

onimdi Derek Yee (Hong Kong, 2004)

Si ritiene che Mongkok sia il quartiere con la più alta densità di popolazione al mondo, una zona di Hong Kong brulicante di persone, piena di esercizi commerciali e spesso congestionata per via del traffico. Un posto ideale per fare shopping ma anche per girare un crime movie come si deve, dove i destini dei vari personaggi si incrociano inesorabilmente durante i tre giorni che precedono Continua a leggere

The Lobster

the lobsterdi Yorgos Lanthimos (Irlanda/UK/Grecia, 2015)

“The Lobster” ha sdoganato definitivamente il talento di Yorgos Lanthimos, fino a quel momento nome di culto per una cerchia ristretta di cinefili (grazie soprattutto al capolavoro “Kynodontas” del 2009). Lasciato da parte l’idioma greco, il regista si cimenta con una produzione di respiro internazionale che approda persino nelle sale Continua a leggere

I, Zombie

i,zdi Andrew Parkinson (Gran Bretagna, 1998)

Alla fine degli anni novanta, quando il cinema degli zombi di George Romero era ancora in letargo (prima del risveglio nel 2005 con “La Terra Dei Morti Viventi”) e le nuove derive legate al genere dovevano ancora esplodere (pensiamo agli infetti di “28 Giorni Dopo”), uno sconosciuto regista esordiente, con pochissime sterline, tirò fuori dal nulla questo “I, Zombie: The Chronicles Of Pain” Continua a leggere

Mandy

mandydi Panos Cosmatos (Stati Uniti/Belgio, 2018)

“Mandy” è un film che si fa notare, un po’ come era accaduto per il precedente “Beyond The Black Rainbow” del 2010, perché Panos Cosmatos (figlio d’arte del celebre George P. Cosmatos) è un regista molto più eccentrico del padre. Niente di male, però bisogna sempre mettere in conto che si può essere ambiziosi solo a patto di saper maneggiare con cura la materia cinematografica da proporre al pubblico Continua a leggere

Basket Case

basket casedi Frank Henenlotter (Stati Uniti, 1982)

What’s in the basket?” è la mitica domanda di rito in “Basket Case”, cult movie dei primi anni ottanta incentrato su un misterioso cesto di vimini chiuso a chiave con un lucchetto. Si tratta del primo lungometraggio in assoluto per Frank Henenlotter (all’epoca poco più che trentenne), il quale prese ispirazione da “Baby Killer” (1974) di Larry Cohen creando però qualcosa di altamente originale. Un Continua a leggere

La Meute

19505445di Franck Richard (Francia/Belgio, 2010)

Franck Richard, a differenza di altri suoi colleghi transalpini, si è fermato qui. Se i vari Xavier Gens, Alexandre Aja, Pascal Laugier o la coppia Bustillo-Maury hanno trovato la loro strada sia in patria che al di fuori dei confini francesi, Richard non si è giocato bene le sue carte scrivendo e dirigendo un film tutto sommato interessante ma purtroppo confuso e derivativo. Eppure “La Meute” (che nel Continua a leggere