Rampage

rampagedi Uwe Boll (Canada/Germania, 2009)

Il 2009 si può considerare l’anno di grazia di Uwe Boll. Il controverso regista tedesco realizza una tripletta di buon livello con quelli che, ancora oggi, possono essere considerati i suoi film più significativi: parliamo di “Darfur”, “Stoic” e “Rampage”, quest’ultimo primo episodio di una apprezzata trilogia. Superato il periodo (nero) delle trasposizioni videoludiche e in seguito ad alcuni Continua a leggere

The Divide

the dividedi Xavier Gens (Canada/Stati Uniti/Francia, 2011)

Xavier Gens è salito alla ribalta nel 2007, durante il periodo d’oro dell’horror francese. “Frontier(s)” resta ancora oggi uno dei titoli di punta di quella magnifica ondata di sangue e violenza, poi dissipatasi lentamente per una serie di motivi. Con quell’opera però il regista di Dunkerque dimostrava di possedere un gusto meno europeo e Continua a leggere

Inseminoid

inseminoiddi Norman J. Warren (Gran Bretagna, 1981)

A cavallo tra gli anni settanta e gli anni ottanta, il successo di “Alien” (1979) mise in moto la macchina delle emulazioni low budget, piccoli film che comunque richiamavano l’attenzione del pubblico appassionato di cinema bis (in questo caso legato al fantahorror). In Italia uscirono “Alien 2 – Sulla Terra” (1980) di Ciro Ippolito e “Contamination” (sempre del 1980) di Luigi Cozzi, mentre nel Regno Continua a leggere

Big Man Japan

bigmanjapan_di Hitoshi Matsumoto (Giappone, 2007)

In terra nipponica Hitoshi Matsumoto (classe 1963) è un comico di successo da oltre trent’anni. Nel 2007 la svolta, la possibilità di intraprendere anche una carriera come regista, proseguita in seguito con altre tre pellicole molto apprezzate dai suoi ammiratori. “Big Man Japan” è un monster movie diverso dai soliti, poiché in esso è presente un tragico sense of humour continuamente velato Continua a leggere

A Serbian Film

aserbiandi Srdjan Spasojevic (Serbia, 2010)

Che “A Serbian Film” sia per alcuni un capolavoro, per altri pura immondizia o per altri ancora una pellicola da evitare a prescindere, questo non è importante. Ciò che conta è che se ne parli, sulle riviste, sui libri o sui blog, perché il nuovo millennio si nutre ancora più di prima di scandali e di shock, come un’asticella che con il trascorrere del tempo si alza e supera continuamente un Continua a leggere

Quella Notte In Casa Coogan

quella notte in casa coogandi Lee Madden (Stati Uniti, 1971)

Charles Manson ha lasciato un segno anche nel cinema e non poteva essere altrimenti. Da un lato attraverso alcune opere biografiche incentrate sul suo personaggio e sulla family che gravitava attorno a lui (ricordiamo “Helter Skelter”, film televisivo del 1976 o il più recente “The Manson Family” del 1997), ma anche con pellicole nelle quali non viene citato in modo esplicito, dove però è ben presente Continua a leggere

1990: I Guerrieri Del Bronx

1990di Enzo G. Castellari (Italia, 1982)

Il cinema di genere italiano ha vissuto di cicli concatenati tra loro. Se durante gli anni settanta la violenza del western si spostò nelle grandi città con l’avvento del poliziottesco, negli anni ottanta lo sfondo urbano di questi film lasciò spazio alla decadenza post-atomica. La metropoli, ormai consumata dal crimine e annientata dalle attività stesse dell’essere umano, regrediva a uno stato Continua a leggere

Mouchette

MV5BMTk5NzgwOTMxMV5BMl5BanBnXkFtZTcwMDk2NDE0MQ@@._V1_di Robert Bresson (Francia, 1967)

Cinema estremo è anche cinema del dolore. “Mouchette – Tutta La Vita In Una Notte” è una profonda riflessione sul male realizzata da uno dei registi più influenti dello scorso secolo, Robert Bresson, indiscusso maestro francese del minimalismo. Un codice nel quale lo spettatore diventa il vero protagonista, poiché tocca a lui dover decifrare quelle sensazioni che i personaggi Continua a leggere

Nekromantik

nekromantikdi Jörg Buttgereit (Germania Ovest, 1987)

L’amore malato nel cinema di Jörg Buttgereit trova il suo zenit assoluto in “Nekromantik”, ma ha le radici piantate nel passato. Il cortometraggio “Hot Love” (1985) è di soli due anni addietro ma rappresenta praticamente una prova generale per questo cult horror tanto apprezzato dai seguaci del cinema di confine underground. Le atmosfere marce, la colonna sonora funerea, il budget esiguo, Buttgereit Continua a leggere

Neon Bull

boineondi Gabriel Mascaro (Brasile, 2015)

Toro al neon, un titolo singolare. Niente a che vedere però con le subliminali luci losangeline di refniana memoria. Qui ci troviamo in un luogo arcaico, incontaminato, ancora legato alle tradizioni della terra. “Neon Bull” indaga sul Brasile che conosciamo di meno, quello nord-orientale dove una delle attrazioni più seguite è quella delle vaquejadas, una sorta di rodeo nel quale bisogna Continua a leggere