The Last Horror Film

the last horror filmdi David Winters (Stati Uniti, 1982)

Joseph Spagnuolo in arte Joe Spinell, sesto e ultimo figlio di una coppia di immigrati italiani in America, ha lasciato un segno indelebile nel cinema horror grazie al personaggio di Frank Zito visto in “Maniac” (1980), il cult di William Lustig che non ci stancheremo mai di elogiare. Accanto a lui recitava Caroline Munro nel ruolo di Anna, lei inglese classe 1949. Poco tempo dopo accade quello che non ti Continua a leggere

Vital

vitaldi Shinya Tsukamoto (Giappone, 2004)

C’è una profonda questione di sensibilità alla base della differenza tra melodramma di taglio commerciale e questo tipo di melodramma, a cui bisogna aggiungere quello sguardo tipicamente orientale che ne avvalora metafore e significati. Con “Vital” Shinya Tsukamoto lascia momentaneamente da parte il rapporto tra essere umano e contesto urbano, parlandoci invece della riscoperta della Continua a leggere

L’Istruttoria È Chiusa: Dimentichi

istrdi Damiano Damiani (Italia/Francia, 1971)

Damiano Damiani, oltre a essere stato uno dei migliori registi italiani di sempre, è stato pure un attento osservatore della realtà sociale e politica circostante, uno sguardo tramutatosi nel cosiddetto cinema di impegno civile (in tal senso i nostri titoli preferiti sono “Il Giorno Della Civetta”, “Confessione Di Un Commissario Di Polizia Al Procuratore Della Repubblica” e l’amarissimo “Io Continua a leggere

Ready Or Not

ready or notdi Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett (Canada/Stati Uniti, 2019)

“Ready Or Not” è sbarcato in Italia con il solito titolo del cazzo (“Finché Morte Non Ci Separi”), quindi manterremo la denominazione originale che è molto più idonea considerando l’essenza e lo svolgimento del film. Dopotutto questa formula romantica non ha senso di esistere all’interno di una pellicola dove invece, pronti o meno, bisogna salvare la pelle Continua a leggere

Hardware

hardwaredi Richard Stanley (Gran Bretagna, 1990)

Quando il budget non è alto, il cinema di fantascienza può giocarsi tante altre carte: la fotografia, le scenografie, la colonna sonora e molte altre felici intuizioni, praticamente quello che ha fatto Richard Stanley al suo primo lungometraggio, un film che sulla carta non inventa nulla di nuovo, assemblando atmosfere e iconografie del passato all’interno di un polveroso e avvolgente contesto Continua a leggere

Green Room

green roomdi Jeremy Saulnier (Stati Uniti, 2015)

Nel giro di due anni Jeremy Saulnier salta dal blu al verde, semplificando in parte la formula vincente del suo acclamato e inarrivabile “Blue Ruin” (2013). Con “Green Room” il regista statunitense rimane sempre fedele sia al genere thriller che a queste cartoline provenienti dalla profonda provincia americana, ma è la componente drammatica a venir meno, un ingrediente qui prontamente sostituito con quella Continua a leggere

Frogs

frogsdi George McCowan (Stati Uniti, 1972)

Davanti a una frase come questa (“io credo ancora che l’uomo debba dominare la natura”), diventa logico attendersi una risposta adeguata. La natura dunque si incazza. Molti decenni prima delle battaglie portate avanti da Greta Thunberg, sugli schermi spopola il cosiddetto filone eco-vengeance, del quale la ragazzina svedese andrebbe davvero orgogliosa: un sottogenere legato al cinema horror in Continua a leggere