Executions

di David Herman e David Monaghan (Gran Bretagna, 1995) 

This film is a legacy of those executed. Images of their death are used to educate the living”. È molto serio questo documentario realizzato nel 1995 da David Herman e David Monaghan (in compagnia di Arum Kumar), un lavoro che prende decisamente le distanze sia dai famigerati mondo movie di italica provenienza che da certa spazzatura estrema Continua a leggere

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Earwig

di Lucile Hadžihalilović (Gran Bretagna/Francia/Belgio, 2021)

La formula per la giusta alchimia in una coppia? Qualcuno dice che bisogna essere simili negli interessi ma complementari nel carattere. Anche se le vicende private di Lucile Hadžihalilović (lei francese di origini bosniache) e di suo marito Gaspar Noé non le conosciamo, sappiamo comunque che entrambi amano il cinema in maniera viscerale. Proprio Continua a leggere

The Feast

di Lee Haven Jones (Gran Bretagna, 2021)

“The Feast” rappresenta il debutto sul grande schermo per il regista Lee Haven Jones (per lui un passato ma anche un presente nel mondo delle serie televisive). Si tratta di un horror 100% british, in questo caso segnato dall’utilizzo specifico della lingua gallese e da una serie di retaggi folk legati a doppio filo con il territorio circostante (il film è stato Continua a leggere

Flux Gourmet

di Peter Strickland (Gran Bretagna/Ungheria/Stati Uniti, 2022)

Peter Strickland non aveva ancora sbagliato un colpo: con i precedenti “Katalin Varga” (2009), “Berberian Sound Studio” (2012), “The Duke Of Burgundy” (2014) e “In Fabric” (2018), il regista di Reading aveva infatti inanellato quattro pellicole di indubbia qualità, mettendo in luce una notevole personalità dietro la macchina da presa. Anche se oggi tale cifra Continua a leggere

Men

di Alex Garland (Gran Bretagna, 2022)

È innegabile che durante gli ultimi anni, il cinema horror d’autore sia diventato il fiore all’occhiello di un intero genere, un movimento altrimenti relegato al più banale e stereotipato prodotto da multisala (ovviamente americano) o alle più sotterranee pellicole low budget (quelle per pochi intimi). Dopo le notevoli esperienze maturate in passato Continua a leggere

Bull

di Paul Andrew Williams (Gran Bretagna, 2021)

Paul Andrew Williams cambia decisamente direzione, dopo essersi cimentato prima con una sboccata horror comedy (“The Cottage”) e poi con un classico home invasion (“Cherry Tree Lane”), due film comunque trascurabili rispetto a molti altri titoli provenienti dalle terre albioniche. “Bull”, al contrario delle succitate opere, si tuffa fin da subito Continua a leggere

Shallow Grave

di Danny Boyle (Gran Bretagna, 1994)

“Shallow Grave”, ribattezzato in Italia con l’imbarazzante titolo “Piccoli Omicidi Tra Amici”, è il primo lungometraggio realizzato da Danny Boyle. Purtroppo, come spesso accade, si tende a dimenticare in fretta un buon film dal momento in cui il successivo diventa un fenomeno cinematografico su scala mondiale: in questo caso parliamo di “Trainspotting” Continua a leggere

The Reptile

di John Gilling (Gran Bretagna, 1966)

Se con “The Plague Of The Zombies” (“La Lunga Notte Dell’Orrore”) John Gilling aveva rimesso in circolo le più inquietanti sensazioni legate al cinema dei morti viventi (quello ovviamente di matrice haitiana), con il film gemello “The Reptile” (“La Morte Arriva Strisciando”) egli realizza un valido diversivo sempre targato Hammer Film Productions Continua a leggere

Essex Boys

di Terry Winsor (Gran Bretagna, 2000)

Il 6 dicembre del 1995, lungo un sentiero di campagna dell’Essex, alcuni corpi senza vita furono ritrovati a bordo di una Range Rover. Quei cadaveri appartenevano a tre spacciatori appena giustiziati a colpi di pistola, un episodio che scosse non poco l’opinione pubblica del paese. Ancora oggi, nel Regno Unito, ci si riferisce a queste vicende con l’appellativo Continua a leggere

Rawhead Rex

di George Pavlou (Gran Bretagna/Irlanda, 1986)

A volte bisogna davvero ringraziare il destino, perché se “Rawhead Rex” fosse stato un bel film, un anno dopo Clive Barker probabilmente non si sarebbe messo al timone di “Hellraiser” (1987), il suo capolavoro. Il miracolo è avvenuto: nel giro poco tempo, siamo passati da uno dei mostri più ridicoli dell’intera storia del cinema horror a un villain tra i più Continua a leggere