La Collina Del Disonore

di Sidney Lumet (Gran Bretagna, 1965)

“La Collina Del Disonore” (“The Hill”) rappresenta una delle tante eccellenze raggiunte da Sidney Lumet, in quel periodo reduce da altre due pellicole di assoluta importanza (“L’Uomo Del Banco Dei Pegni” ma soprattutto il fondamentale “A Prova Di Errore”). Il compianto regista di Philadelphia qui realizza (in Andalusia) uno dei film più amari e Continua a leggere

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5 Corpi Senza Testa

di William Castle (Stati Uniti, 1964)

William Castle è stato un piccolo grande regista, piccolo perché ha sempre lavorato con budget esigui, grande perché ha saputo spesso trasformare in oro le sue poche risorse a disposizione. Merito della sua inventiva, della sua fantasia e di alcuni espedienti promozionali che nel tempo lo hanno reso uno dei personaggi chiave del cinema povero degli anni Continua a leggere

The Toxic Avenger

di Michael Herz e Lloyd Kaufman (Stati Uniti, 1984)

“The Toxic Avenger” è il film simbolo della Troma, non a caso sul logo della celebre casa di produzione americana compare proprio il bel faccione deturpato del nostro vendicatore tossico. Tolti quindi i vari sequel (tra questi, il quarto episodio uscito nel 2000 è senza dubbio il migliore), non ci resta che cominciare dal primo passo, da un horror demenziale che ha Continua a leggere

Butt Boy

di Tyler Cornack (Stati Uniti, 2019)

Il cinema indipendente è anche libertà, quella libertà di scrivere e di girare un film tra i più assurdi visti di recente. Ecco a voi “Butt Boy”, il classico prodotto da prendere o da lasciare: una manna dal cielo per chi è alla ricerca di qualcosa di totalmente weird ma allo stesso tempo un titolo da evitare come la peste per i cinefili meno allenati alle stranezze su pellicola Continua a leggere

Poltergeist

di Tobe Hooper (Stati Uniti, 1982)

“Poltergeist” rappresenta un esempio lampante di cinema fantastico tout court, una pellicola dal grande impatto culturale divenuta nel giro di poco tempo una delle più significative degli anni ottanta. Il merito va ricercato nei contrasti da cui è permeata, a cominciare dalla stoffa differente che contraddistingue i suoi artefici: da una parte il regista Tobe Hooper, un Continua a leggere

Carne

di Armando Bo (Argentina, 1968)

Una delle collaborazioni più affascinanti in ottica exploitation è stata quella portata avanti dal regista Armando Bo insieme alla modella Isabelle Sarli (i due ebbero anche una relazione), un connubio vincente che i più attenti di voi conosceranno di sicuro. Il fatto curioso è che queste pellicole non arrivano dall’Italia o dagli Stati Uniti, bensì dall’Argentina, un Continua a leggere

A Dirty Shame

di John Waters (Stati Uniti, 2004)

Pochi giorni fa, la Festa del Cinema di Roma ha ospitato John Waters in uno degli incontri più interessanti tra quelli a cui abbiamo assistito durante gli ultimi anni. Dietro il suo personaggio istrionico e dissacrante si nasconde sempre lo spirito di un’intellettuale pronto a combattere delle battaglie molto più serie rispetto al cazzeggio tipico dei suoi film, un Continua a leggere

Prima Della Pioggia

di Milcho Manchevski (Macedonia/Francia/Gran Bretagna, 1994)

Arriva a sorpresa dalla Macedonia (oggi Macedonia del Nord) il film vincitore a Venezia nel 1994, una pellicola pregna di significati realizzata durante l’atroce conflitto che ha insanguinato i Balcani durante gli anni novanta. Le spinte nazionaliste dopo il crollo della Jugoslavia, le divisioni religiose, le ambizioni politiche dei vari leader, sono tanti i motivi Continua a leggere

Mother Is A Whore

di Lee Sang-Woo (Corea del Sud, 2009)

Il cinema coreano, anche quello acclamato nelle sale e nei festival di tutto il mondo, non si è mai autoimposto dei limiti o delle censure, non a caso in molte di queste pellicole sono presenti immagini decisamente forti per un pubblico medio. Scendendo invece giù nell’underground, sembra ci sia qualcosa di ancora più estremo che bolle in pentola, come Continua a leggere

Una Lunga Fila Di Croci

di Sergio Garrone (Italia, 1969)

Durante l’edizione del 2007, il Festival di Venezia dedicò una retrospettiva al cinema degli spaghetti-western, un’occasione ghiotta per riscoprire titoli interessanti finiti troppo presto nel dimenticatoio. Sergio Garrone è stato uno dei registi più prolifici sotto questo punto di vista, pur nella sua devozione quasi assoluta nei confronti di Corbucci e Leone (si chiamano Continua a leggere