Hope

di Lee Joon-Ik (Corea del Sud, 2013)

Durante lo scorso decennio, in Corea del Sud si sono distinti un paio di film entrambi legati da una tematica molto delicata, quella incentrata sugli abusi sessuali nei confronti dei minori: se “Silenced” (2011) ha sbaragliato la concorrenza al Far East Festival di Udine, questo “Hope” (di due anni successivo) ha trovato comunque tanti estimatori in giro Continua a leggere

The Devil All The Time

di Antonio Campos (Stati Uniti, 2020)

Già dal titolo, “The Devil All The Time” non lascia presagire nulla di buono, perché il diavolo (il male in questo caso) appartiene a ogni epoca e si rinnova di generazione in generazione, come una pesante eredità tra padre e figlio. Non a caso il film prende vita durante la Seconda Guerra Mondiale e si chiude con il conflitto del Vietnam ormai parte Continua a leggere

The Dentist

di Brian Yuzna (Stati Uniti, 1996)

Non venitemi a dire che dal dentista ci andate sempre con nonchalance, sarebbe davvero difficile credervi. Tuttavia non è stato semplice per il mondo del cinema raccontare una delle fobie più diffuse tra la gente: questo lo sapeva a suo tempo anche Brian Yuzna, artefice di un film che lambisce solo in parte l’aspetto di cui sopra, focalizzandosi Continua a leggere

White Dog

di Samuel Fuller (Stati Uniti, 1982)

La censura non ci piace, figuriamoci poi quando il suo metro di giudizio travisa il significato portante di un film, facendolo passare come qualcosa di razzista e diseducativo. Praticamente il caso di “White Dog” (tratto da un romanzo di Romain Gary), una pellicola sfortunata e maledetta diretta da un Samuel Fuller quasi a fine carriera. La Continua a leggere

La Seduzione

di Fernando Di Leo (Italia, 1973)

“La Seduzione” è un film praticamente contemporaneo alla celebre trilogia del milieu diretta da Fernando Di Leo, un motivo (tra i tanti) per il quale questa pellicola non ha mai ricevuto le doverose attenzioni. Qui entriamo a gamba tesa dentro un genere di (melo)dramma morboso da leggere in ottica antiborghese, un filone piuttosto sfruttato Continua a leggere

L’Armata Delle Tenebre

di Sam Raimi (Stati Uniti, 1992)

Grazie a un budget molto più sostanzioso rispetto ai primi due capitoli della trilogia, nel 1992 Sam Raimi decide di cambiare quasi completamente le carte in tavola, spostando le (dis)avventure di Ash da un bosco spettrale a un Medioevo fantasy popolato di mostri e di altre orripilanti creature. La storia in qualche modo si riallaccia al finale Continua a leggere

Bambole E Sangue

di Paul Bartel (Stati Uniti, 1972)

“Bambole e Sangue” (“Private Parts”) segna il debutto ufficiale sulla lunga distanza per Paul Bartel (1938-2000), attore e regista newyorkese conosciuto soprattutto per la regia del distopico “Death Race 2000” (1975). Con un budget piuttosto risicato, Bartel ambienta la sua storia all’interno di un vecchio albergo, lasciandosi ispirare dal cinema di Alfred Hitchcock Continua a leggere

Next Door

di Pål Sletaune (Norvegia/Svezia, 2005)

La cosiddetta trilogia dell’appartamento di Roman Polanski ha veramente lasciato il segno, non si spiegherebbe altrimenti la profonda devozione di alcuni registi verso tali opere: il norvegese Pål Sletaune è uno di questi, perché “Next Door” (“Naboer” nel titolo originale) è un film profondamente polanskiano, settantacinque minuti che volano Continua a leggere

Over Your Dead Body

di Takashi Miike (Giappone/Francia/Cina, 2014)

Durante la scorsa decade l’eclettico Takashi Miike ha spaziato come al solito in lungo e in largo (soprattutto per quanto riguarda gli adattamenti di manga o di romanzi), alternando degli ottimi film ad altri meno ispirati. L’importante è che Miike lavori sempre piena libertà, perché mettergli il bavaglio significa anche limitare di Continua a leggere

Sto Pensando Di Finirla Qui

di Charlie Kaufman (Stati Uniti, 2020)

Con “Sto Pensando Di Finirla Qui” (“I’m Thinking Of Ending Things”) l’utente medio di Netflix potrebbe incontrare parecchie difficoltà, perché si tratta di un film piuttosto complesso indicato soltanto a una determinata fetta di pubblico. Dopotutto a un regista e sceneggiatore come Charlie Kaufman (già impegnato dietro la mdp con “Synecdoche, New York” e “Anomalisa”) non Continua a leggere