Laurin

di Robert Sigl (Germania Ovest/Ungheria, 1989)

Fino a questo momento, “Laurin” è l’unico lungometraggio diretto dal tedesco Robert Sigl, un regista praticamente sconosciuto la cui carriera prosegue ancora oggi (nel mondo delle produzioni televisive). Alcuni anni fa, i sempre attenti organizzatori del Fantafestival, ospitarono Sigl a Roma per il trentennale di questa particolarissima pellicola: fu Continua a leggere

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El Mar

di Agustí Villaronga (Spagna, 2000)

Qui in Italia, la notizia della scomparsa di Agustí Villaronga (1953-2023) è passata praticamente inosservata. Un peccato, considerando che abbiamo perso uno dei più coraggiosi e controversi registi spagnoli di sempre: per lui pochi titoli, ma tutti di sostanza, a cominciare dal primissimo “Tras El Cristal” (1986), pellicola indispensabile per ogni amante del Continua a leggere

Watcher

di Chloe Okuno (Stati Uniti/Romania, 2022)

Per gli amanti del cinema della paranoia, “Watcher” è una visione imprescindibile. I riferimenti passano sia da Roman Polanski (qui spogliato di qualsiasi riferimento esoterico) che da Alfred Hitchcock (“La Finestra Sul Cortile”), per poi atterrare fino al recente “It Follows” (2014), pellicola che condivide alcune cose proprio con il prodotto in esame Continua a leggere

The Children

di Max Kalmanowicz (Stati Uniti, 1980)

“The Children”, conosciuto anche come “The Children Of Ravensback”, è uno dei film più sottovalutati per quanto riguarda il filone dei bambini assassini. Nonostante si tratti di un horror girato con pochi dollari e per giunta invecchiato male, qui è possibile respirare a pieni polmoni delle atmosfere davvero cupe e malsane, con tanto di citazioni sparse Continua a leggere

Invasion Of The Blood Farmers

di Ed Adlum (Stati Uniti, 1972)

“Invasion Of The Blood Farmers” (da noi “L’Invasione Dei Contadini Assassini”) è un horror che in pochi ricordano, soprattutto per via della sua confezione semi-amatoriale davvero povera di contenuti. Effetti spartani (il sangue è realizzato alla meno peggio), personaggi privi di spessore e una regia ai minimi storici rappresentano soltanto una Continua a leggere

La Nuit Du 12

di Dominik Moll (Francia/Belgio, 2022)

Durante lo scorso autunno, “La Nuit Du 12” (da noi “La Notte Del 12”) ha fatto una timida apparizione nelle sale italiane, trainato anche dagli ottimi responsi del precedente “Only The Animals” (2019), il thriller che ci ha fatto innamorare di questo regista franco-tedesco. Dominik Moll ama il genere giallo-noir ma non sembra affatto interessato alla risoluzione del Continua a leggere

Non Ho Sonno

di Dario Argento (Italia, 2001)

Spesso si usa dividere la carriera di Dario Argento in due fasi ben distinte: una prima parte a dir poco monumentale (quella che comprende tutti i suoi film usciti dal 1970 al 1987) e una seconda di misteriosa nonché totale involuzione (praticamente gli ultimi trent’anni della sua carriera). “Non Ho Sonno”, a nostro avviso, rappresenta un piccolo ma significativo Continua a leggere

Soft & Quiet

di Beth De Araújo (Stati Uniti, 2022)

“Soft & Quiet” è un colpo a sorpresa targato Blumhouse Productions. Beth De Araújo (qui al suo primo lungometraggio) firma infatti una pellicola ben lontana dagli horror destinati alle sale cinematografiche di tutto il mondo, pur mantenendo vivo quell’approccio socio-politico molto in voga durante gli ultimi anni (pensiamo a “Get Out” di Jordan Peele Continua a leggere

Mad Heidi

di Johannes Hartmann (Svizzera, 2022)

La storia di Heidi parte da molto lontano, esattamente nel 1880, anno nel quale fu pubblicato l’omonimo romanzo per ragazzi (scritto da Johanna Spyri) ambientato tra le Alpi svizzere e la Germania. Durante lo scorso secolo, sono state parecchie le trasposizioni televisive o cinematografiche dedicate all’opera (tra le tante, è impossibile dimenticare il celebre cartone Continua a leggere

Sick Of Myself

di Kristoffer Borgli (Norvegia/Svezia, 2022)

Competizione e invidia. La nostra società si fonda (anche) su queste due magiche paroline, due termini purtroppo amplificati all’ennesima potenza dai social network, luoghi virtuali dove spesso sembra di assistere a una gara a chi prende (o elemosina) più like. Come però suggerisce una frase presente nel film, sono i narcisisti quelli che riescono a raggiungere Continua a leggere