Deadlock

di Roland Klick (Germania Ovest, 1970)

Pur non essendo mai stato un nome di punta del Nuovo Cinema Tedesco (Wenders, Herzog e Fassbinder appartengono a un altro mondo), Roland Klick si è preso qualche piccola soddisfazione con il trascorrere del tempo, quando la critica ha cominciato a rivalutare alcune sue pellicole all’epoca bistrattate: “Deadlock” fu persino sedotto e abbandonato Continua a leggere

Blanco En Blanco

di Théo Court (Cile/Spagna, 2019)

Théo Court è nato a Ibiza nel 1980 da genitori cileni: per adesso la sua carriera ha raggiunto l’apice del successo con questo “Blanco En Blanco” (“White On White”), un valido lungometraggio premiato a Venezia nel 2019 nella sezione Orizzonti. Si tratta di un film plumbeo, lento e avvolgente, girato quasi esclusivamente nelle zone più fredde e impervie Continua a leggere

Django

djangodi Sergio Corbucci (Italia/Spagna, 1966)

Anche se il vero capolavoro western di Sergio Corbucci è senza dubbio “Il Grande Silenzio” (1968), “Django” è uno dei pochi prodotti appartenenti al genere che brilla di luce propria, una pellicola imitata in lungo e in largo (i sequel apocrifi non si contano) e fonte di ispirazione per registi del calibro di Takashi Miike (“Sukiyaki Western Django”) e Quentin Tarantino (“Django Continua a leggere

Bacurau

bacuraudi Juliano Dornelles e Kleber Mendonça Filho (Brasile, 2019)

C’era molta curiosità attorno a “Bacurau”, un inclassificabile film brasiliano premiato dalla giuria durante la scorsa edizione del Festival di Cannes. Un prodotto sicuramente originale, anche se è importante ribadire che sapersi distinguere dagli altri non sempre corrisponde a essere migliore degli altri. Juliano Dornelles e Kleber Mendonça Filho Continua a leggere

The Wind

the winddi Emma Tammi (Stati Uniti, 2018)

Nel cinema western raramente c’è spazio per le figure femminili, spesso relegate al ruolo marginale di mogli o di madri, a meno che non entriamo dentro un saloon/bordello per incontrare prostitute o (nella migliore delle ipotesi) ballerine. In questo polveroso mondo fatto di soprusi e di violenza, è proprio l’uomo il nemico principale delle donne, lo abbiamo visto di recente nel film scandalo “BrimstoneContinua a leggere

Never Grow Old

never grow olddi Ivan Kavanagh (Irlanda, 2019)

Il regista irlandese Ivan Kavanagh, già apprezzato in passato per gli horror “Tin Can Man” (2007) e “The Canal” (2014), cambia registro spostandosi sul western senza però rinnegare nulla del suo approccio claustrofobico al cinema di genere. “Never Grow Old” è infatti una pellicola dove non c’è un raggio di sole, perché solo il fango e la pioggia possono raccontare al meglio l’orrore di una Continua a leggere

La Ballata Di Buster Scruggs

la ballata Copiadi Ethan Coen e Joel Coen (Stati Uniti, 2018)

“La Ballata Di Buster Scruggs” (“The Ballad Of Buster Scruggs”) chiude e allo stesso tempo apre una nuova pagina nella carriera dei fratelli Coen: il film infatti prende ispirazione da una serie di racconti elaborati dai registi nell’arco degli ultimi venticinque anni (eccetto uno scritto da Jack London), sei storie di frontiera che rivangano nel passato dell’America e che forse escono nel decennio giusto, proprio Continua a leggere

El Topo

kinopoisk.rudi Alejandro Jodorowsky (Messico, 1970)

Nel 1968, il primo lungometraggio “Fando Y Lis” (“Il Paese Incantato”) ci permette di conoscere il cinema surrealista di Alejandro Jodorowsky, una collaborazione con Fernando Arrabal (altro personaggio di spicco del Movimento Panico) penalizzata da un budget purtroppo limitato. Ma già con questo lavoro Jodo mostra alcune idee embrionali di grande potenza visiva e concettuale Continua a leggere

Dogs

dogsdi Bogdan Mirică (Romania/Francia, 2016)

Con Bogdan Mirică la new wave rumena si sposta dallo squallore urbano delle città agli spazi aperti delle campagne. Dimentichiamoci quindi per un attimo le atmosfere plumbee di alcuni lavori di Cristi Puiu o Cristian Mungiu, esplorando invece una zona del paese poco conosciuta, un lembo di terra al confine tra Romania e Ucraina (nei pressi di Tulcea). Qui il giovane regista esordiente Continua a leggere

Laissez Bronzer Les Cadavres

let the corpses tandi Hélène Cattet e Bruno Forzani (Francia/Belgio, 2017)

C’è un’attrazione magnetica tra la coppia Hélène Cattet/Bruno Forzani e il nostro paese, non a caso i due registi francesi (stanziati da tempo a Bruxelles) hanno girato “Amer” (2009) a Mentone (a uno sputo dalla Liguria) e “Laissez Bronzer Les Cadavres” in Corsica, con il mare sullo sfondo che si perde oltre i nostri confini. Un Continua a leggere