Ecco L’Impero Dei Sensi

di Nagisa Ôshima (Giappone/Francia, 1972)

“Ecco L’Impero Dei Sensi” è una pietra miliare del cinema erotico mondiale, una vera e propria corrida d’amore (riferendoci alla traduzione del titolo originale “Ai No Korîda”) che Nagisa Ôshima realizzò ispirandosi a una storia vera accaduta in Giappone nel 1936. Insieme al celebre regista, troviamo Kôji Wakamatsu nelle vesti di produttore esecutivo Continua a leggere

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The Pit

di Lew Lehman (Canada, 1981)

All’inizio degli anni ottanta non tutti i registi erano impegnati nel giro slasher. Lew Lehman fu uno di questi, anche se “The Pit” (produzione canadese ma riprese effettuate in Wisconsin) rimase il suo primo e ultimo lavoro dietro la mdp. Si tratta di un horror (dai contorni drammatici) piuttosto curioso per l’epoca, un’opera dove il disagio di un ragazzino Continua a leggere

Watcher In The Attic

watcher in the atticdi Noboru Tanaka (Giappone, 1976)

Il titolo originale “Edogawa Rampo Ryôki-Kan: Yaneura No Sanposha” non lascia dubbi al riguardo, “Watcher In The Attic” è l’ennesimo film giapponese tratto da un’opera del celebre scrittore nipponico Edogawa Rampo (una lista molto lunga nella quale troviamo pellicole come “Blind Beast” di Yasuzô Masumura o “Gemini” di Shinya Tsukamoto). Da noi a malapena conosciuto con la Continua a leggere

Maîtresse

maitressedi Barbet Schroeder (Francia, 1976)

Tra le pellicole più curiose uscite durante gli anni settanta, è impossibile non citare “Maîtresse”, uno dei primi lavori diretti da Barbet Schroeder (pochi anni prima impegnato nel fumoso “La Vallée”, un film diventato celebre solo grazie alla colonna sonora firmata dai Pink Floyd). In questo lungometraggio il regista franco-svizzero affronta con molta disinvoltura la tematica del Continua a leggere

L’Occhio Che Uccide

peeping_tomdi Michael Powell (Gran Bretagna, 1960)

Nel gergo britannico “Peeping Tom” significa guardone. Non poteva esserci titolo migliore per questo importante thriller diretto da Michael Powell, un lavoro controverso che soltanto dopo tanti anni è riuscito a convincere anche i suoi più ostici detrattori: non tanto per ciò che viene raccontato, quanto per ciò che viene mostrato, una vera e propria anticipazione di quel cinema del voyeurismo Continua a leggere

Bad Guy

bad guydi Kim Ki-Duk (Corea del Sud, 2001)

Con “Bad Guy” (“Nabbeun Namja”) Kim Ki-Duk chiude un cerchio ritornando praticamente al punto di partenza: il suo debutto del 1996 intitolato “Crocodile” rappresenta infatti il grezzo (ma altrettanto valido) prototipo di questa pellicola. Dinamiche diverse ma sviluppo molto simile, anche se “Bad Guy” allo stesso tempo apre nuove prospettive per il cinema di Kim Ki-Duk, Continua a leggere

Sisters

sistersdi Brian De Palma (Stati Uniti, 1972)

Non ci sono dubbi sul fatto che Brian De Palma sia un grande devoto del cinema di Alfred Hitchcock, ciò però non esclude la bravura e la personalità dietro la mdp del regista del New Jersey. Si può anche essere derivativi senza per forza risultare una brutta copia dell’originale, anche per questo motivo De Palma è considerato (non a caso) una personalità di spicco della New Hollywood. “Sisters” (da noi “Le Due Continua a leggere

Marebito

marebitodi Takashi Shimizu (Giappone, 2004)

Il nome di Takashi Shimizu associato alla saga di Ju-on (“The Grudge”) rappresenta uno dei passaggi fondamentali per comprendere a pieno il fenomeno J-horror. Succede poi che quando un regista viene identificato con un film di importanza basilare (e con i suoi derivati), divincolarsi dalle etichette diventa difficile e non sempre porta buoni frutti. “Marebito” è l’eccezione che conferma la regola, una Continua a leggere

Gli Orrori Del Liceo Femminile

la residenciadi Narciso Ibáñez Serrador (Spagna, 1970)

Nato in Uruguay nel 1935 ma naturalizzato spagnolo, Narciso Ibáñez Serrador ha diretto in carriera soltanto due film per poi dedicarsi interamente al mondo della televisione sia come regista che come sceneggiatore. Si tratta però di due opere di fondamentale importanza per il cinema di genere iberico e non solo: “Ma Come Si Può Uccidere Un Bambino?” (1976) è un cult movie di Continua a leggere

Emanuelle e Françoise (Le Sorelline)

ema e fradi Joe D’Amato (Italia, 1975)

Con le sue pellicole, Joe D’Amato ha sempre creato un mondo a parte, lontano dagli stereotipi del cinema di genere italiano. Non si può infatti negare che anche nel nostro panorama mancasse a volte una certa originalità di fondo: un meccanismo sicuramente rodato ma a tratti ridondante che si ripeteva in maniera ossessiva con prodotti derivativi meno efficaci rispetto ai Continua a leggere