Triangle Of Sadness

di Ruben Östlund (Svezia/Francia/Gran Bretagna/Grecia, 2022)

A Cannes, Ruben Östlund vince sempre: lo aveva fatto nel 2014 con “Forza Maggiore” (nella sezione Un Certain Regard), prima di aggiudicarsi la Palma d’Oro con “The Square” nel 2017 e con questo “Triangle Of Sadness” nel 2022, un film girato prevalentemente su un lussuoso yacht tra le isole della Grecia. Ancora una volta, la satira del regista svedese colpisce Continua a leggere

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Hatching

di Hanna Bergholm (Finlandia/Svezia, 2022)

Già si parla di una distribuzione italiana (dal prossimo ottobre) per questo “Hatching”, un horror di taglio fantastico decisamente diverso dalle tante pellicole americane che affollano le nostre sale. Il motivo è semplice: quello diretto da Hanna Bergholm è un film finlandese, dunque proviene da una scuola dove anche i prodotti di genere hanno Continua a leggere

The Sadness

di Rob Jabbaz (Taiwan, 2021)

Il cinema taiwanese ci aveva già provato (nel 2012) ma senza lasciare traccia (il trascurabile “Zombie 108” ce lo ricordiamo in quattro). Dieci anni dopo, accade invece l’impossibile: un regista canadese (Rob Jabbaz) sbarca a Taipei e realizza uno dei film più ferali e depravati sul tema (zombi/infetti e dintorni), lasciando una lunga scia di sangue destinata Continua a leggere

The Medium

di Banjong Pisanthanakun (Thailandia/Corea del Sud, 2021)

Che fine ha fatto Na Hong-Jin? Finalmente abbiamo la risposta, perché oggi il regista coreano del magnifico tris “The Chaser” (2008), “The Yellow Sea” (2010) e “The Wailing” (2016) si è messo al servizio del thailandese Banjong Pisanthanakun (qualcuno di voi ricorderà sicuramente il suo apprezzato “Shutter”). Na Hong-Jin è infatti il produttore e Continua a leggere

Sid & Nancy

di Alex Cox (Gran Bretagna, 1986)

“Sid & Nancy” è un biopic da vedere al di là della propria passione verso il punk rock e i Sex Pistols, perché questa è soprattutto una controversa storia d’amore, una delle più estreme e autodistruttive mai partorite dal mondo della musica. Quello diretto da Alex Cox non è dunque un film incentrato sulla celebre band inglese, ma è un dettagliato resoconto sul Continua a leggere

Heads And Tails

di Nicolae Constantin Tanase (Romania/Repubblica Ceca, 2019)

Un uomo beve, ascolta una canzone pop e muore. Voleva ascoltare la sua canzone preferita, in un bar di Bacau. Non una sola volta, ma dieci. È stato colpito con una bottiglia, ma ha rifiutato le cure. Tre giorni dopo, è entrato in coma ed è deceduto”. Quando il telegiornale rumeno ha parlato di questo bizzarro nonché tragico episodio di cronaca, il regista Continua a leggere

No Reason

di Olaf Ittenbach (Germania, 2010)

Dopo le simpatiche esperienze artigianali degli anni novanta (“Premutos” non può mancare nella collezione di ogni splatter-maniaco), con il nuovo secolo Olaf Ittenbach alza la posta in gioco lavorando con budget più sostanziosi e con maggiori ambizioni. Tra le sue pellicole più recenti, abbiamo voluto esaminare quella meno trascurabile (“No Reason” del 2010) Continua a leggere

Bad Taste

bad tastedi Peter Jackson (Nuova Zelanda, 1987)

Prima o poi dovevamo scrivere qualcosa sulle vecchie pellicole di Peter Jackson: abbiamo perciò deciso di cominciare con il suo esordio assoluto, un film dal titolo inequivocabile (“Bad Taste”) poi malamente mutuato in italiano con un più generico “Fuori Di Testa”. Invece il cattivo gusto è il vero motore di questo b-movie, un fattore fondamentale che attraverso tanta creatività e un livello piuttosto Continua a leggere

Threads

threadsdi Mick Jackson (Gran Bretagna, 1984)

Non ho idea di quali armi serviranno per combattere la terza guerra mondiale, ma la quarta sarà combattuta con i bastoni e con le pietre”. Questa frase, attribuita ad Albert Einstein, lascia trasparire tutti i timori di un ipotetico conflitto nucleare, un leitmotiv che ritroviamo ossessivamente durante la lunga stagione della guerra fredda. Con il trascorrere degli anni, accanto Continua a leggere

Sweet Movie

sweet moviedi Dušan Makavejev (Francia/Germania Ovest/Canada, 1974)

Dušan Makavejev, scomparso di recente all’età di ottantasei anni, ha segnato in maniera indelebile il cinema della ex-Jugoslavia e dell’intero continente europeo tra gli anni sessanta e gli anni settanta. Parliamo di un vero innovatore, inizialmente membro attivo del partito comunista ma in seguito capace di rompere con le autorità stesse, soprattutto Continua a leggere