Il Seme Della Follia

di John Carpenter (Stati Uniti, 1994)

Dopo “La Cosa” (1982) e “Il Signore Del Male” (1987), “Il Seme Della Follia” chiude quella che John Carpenter ha definito la trilogia dell’apocalisse. Anche se questi tre film non condividono gli stessi personaggi, c’è un filo invisibile che lega le succitate pellicole, in particolare le ultime due, a nostro avviso le più complesse e tortuose mai dirette dal Continua a leggere

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Saint Bernard

di Gabriel Bartalos (Stati Uniti/Francia, 2013)

Gabriel Bartalos non è un perfetto sconosciuto. Anche se di film ne ha girati soltanto due (“Scannati Vivi” nel 2004 e questo più recente “Saint Bernard”), come truccatore ed effettista il suo nome è sulla bocca di tanti appassionati da quasi quarant’anni: tra le sue collaborazioni più importanti, è impossibile non citare quella più duratura (con Frank Henenlotter) o Continua a leggere

Benedetta

di Paul Verhoeven (Francia/Belgio/Paesi Bassi, 2021)

Benedetto sia Paul Verhoeven. Oggi ottantatreenne, eppure sempre in splendida forma quando si tratta di sbatterci in faccia la sua idea di cinema. Sono trascorsi cinque anni dal suo ultimo lavoro (il magnifico “Elle”), un periodo in cui il regista di Amsterdam ha sviluppato almeno tre progetti, fino a sceglierne uno in accordo con la produzione Continua a leggere

Necromentia

di Pearry Reginald Teo (Stati Uniti, 2009)

L’inferno è ovunque, parola del regista Pearry Reginald Teo. La dannazione ha inizio nella vita reale, nella tragedia dell’esistenza, per poi proseguire giù in fondo all’abisso. Una condanna a cui nessuno può sfuggire, dopotutto quale essere umano merita di andare in paradiso? Almeno sotto questo punto di vista, “Necromentia” è un horror che ha le idee molto Continua a leggere

Next Of Kin

di Tony Williams (Australia/Nuova Zelanda, 1982)

L’interesse attorno al cinema di genere australiano ha subito una forte impennata nel 2008, quando fu realizzato il documentario sul tema ““Not Quite Hollywood: The Wild, Untold Story Of Ozploitation!”, un lavoro nel quale intervenivano diverse personalità legate al movimento aussie e non. Tra i tanti film citati in quell’opera, non poteva mancare Continua a leggere

Hellbound: Hellraiser II

di Tony Randel (Gran Bretagna, 1988)

Sul fatto che “Hellraiser” (1987) sia un capolavoro del cinema horror, siamo tutti d’accordo. Il problema semmai è il dopo, perché forse questa è una delle saghe i cui sequel hanno davvero fatto acqua da tutte le parti, lasciando veramente pochissimi ricordi positivi. Seguendo l’ordine cronologico delle uscite, oggi ci soffermiamo su quello che possiamo Continua a leggere

Antrum

antrumdi David Amito e Michael Laicini (Canada, 2018)

Non è un caso che “Antrum: The Deadliest Film Ever Made” sia finito persino su Amazon Prime Video: dietro questo mockumentary c’è infatti un’operazione di marketing studiata ad hoc, roba che non si vedeva dai tempi di “The Blair Witch Project” (1999). La pellicola in esame viene fatta passare per un’opera maledetta girata nel 1979 ma Continua a leggere

Lucifer Rising

lucifer risingdi Kenneth Anger (Stati Uniti, 1972)

“Lucifer Rising” è il cortometraggio che praticamente chiude un’epoca per Kenneth Anger, controverso personaggio poi riapparso furtivamente in tempi recenti con altri piccoli lavori a volte commissionati. Si tratta di un’opera ardita e ambiziosa, nella quale partecipano artisti del calibro di Marianne Faithfull, Jimmy Page (molto rapida la sua apparizione) e Bobby Continua a leggere

Nevrland

nevrlanddi Gregor Schmidinger (Austria, 2019)

Il cinema indipendente austriaco continua imperterrito a sfornare prodotti di livello, lo abbiamo visto di recente con lo splendido “Die Beste Aller Welten” (2017) di Adrian Goiginger e lo ribadiamo oggi con “Nevrland”, primo lungometraggio per il talentuoso Gregor Schmidinger, regista classe 1985 nato a Linz. Nel curriculum di Schmidinger possiamo annoverare Continua a leggere

Possum

possumdi Matthew Holness (Gran Bretagna, 2018)

Quello di Matthew Holness è un nome da tenere d’occhio per il futuro, il suo “Possum” rappresenta infatti un esordio di tutto rispetto, nonostante gli evidenti limiti dettati dal budget e da uno script fin troppo scarno (un mediometraggio di cinquanta-sessanta minuti sarebbe stato perfetto per quanto effettivamente proposto). Le idee messe sul piatto sono comunque intriganti e la cornice dentro la Continua a leggere