Mad Heidi

di Johannes Hartmann (Svizzera, 2022)

La storia di Heidi parte da molto lontano, esattamente nel 1880, anno nel quale fu pubblicato l’omonimo romanzo per ragazzi (scritto da Johanna Spyri) ambientato tra le Alpi svizzere e la Germania. Durante lo scorso secolo, sono state parecchie le trasposizioni televisive o cinematografiche dedicate all’opera (tra le tante, è impossibile dimenticare il celebre cartone Continua a leggere

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Wolf Hunter

di Shawn Linden (Canada/Stati Uniti, 2020)

Questa produzione nordamericana è uscita in edizione home video con il titolo “Wolf Hunter”, anche se sarebbe stato più coerente preservare la denominazione originale “Hunter Hunter”. In effetti, qui il lupo serve soltanto per depistare lo spettatore, perché a far paura è qualcos’altro: meglio allora un cacciatore davanti allo specchio, due volte hunter, Continua a leggere

Piggy

di Carlota Pereda (Spagna/Francia, 2022)

Durante questo 2022, la Spagna rurale ci sta regalando delle belle sorprese: in attesa di gustarci “As Bestas” (del quale si dice un gran bene), la macchina da presa si è spostata da un villaggio della Catalogna (“Alcarràs” ha vinto a Berlino) fino alle zone più remote dell’Estremadura, dove la regista Carlota Pereda ha girato questo suo primo lungometraggio Continua a leggere

Matar A Jesús

di Laura Mora Ortega (Colombia/Argentina, 2017)

Medellín è una metropoli sterminata che si arrampica lungo una valle posta a millecinquecento metri sopra il livello del mare. Purtroppo, nominare questa città colombiana significa spesso associarla al famigerato ex cartello di Pablo Escobar (le prime due stagioni di “Narcos” parlano chiaro) oppure ad altre vicende (reali o fittizie) legate al mondo della Continua a leggere

The Witch Who Came From The Sea

di Matt Cinber (Stati Uniti, 1976)

Censurare un film significa anche pubblicizzarlo inconsapevolmente, facendolo passare per un prodotto maledetto nonché offensivo per il pubblico (il divieto ovviamente sortisce un effetto contrario, poiché scatena la più feroce curiosità). Nel Regno Unito, all’inizio degli 80s, sono stati poco furbi in tal senso, perché buona parte dei lungometraggi contenuti Continua a leggere

Bull

di Paul Andrew Williams (Gran Bretagna, 2021)

Paul Andrew Williams cambia decisamente direzione, dopo essersi cimentato prima con una sboccata horror comedy (“The Cottage”) e poi con un classico home invasion (“Cherry Tree Lane”), due film comunque trascurabili rispetto a molti altri titoli provenienti dalle terre albioniche. “Bull”, al contrario delle succitate opere, si tuffa fin da subito Continua a leggere

The Northman

di Robert Eggers (Stati Uniti, 2022)

Esistono diversi partiti schierati sia a favore che contro il cinema di Robert Eggers. C’è chi lo ammira fin dal folgorante esordio “The VVitch” (2015), c’è chi lo ha cominciato ad apprezzare seriamente soltanto con l’incredibile “The Lighthouse” (2019) e infine c’è anche una sparuta minoranza che non lo considera affatto un regista di spessore. In questi Continua a leggere

Latidos De Pánico

di Paul Naschy (Spagna, 1983)

Paul Naschy (pseudonimo di Jacinto Molina Álvarez) è stato un personaggio molto influente all’interno della cinematografia di genere spagnola. Lo ricordiamo non solo come attore in un centinaio di film, ma anche come sceneggiatore e come regista: Naschy era infatti un artista eclettico impegnato su svariati fronti, persino su quelli legati alla Continua a leggere

Irezumi

di Yasuzô Masumura (Giappone, 1966)

In giapponese, irezumi significa letteralmente inserire inchiostro nero. È il tatuaggio per eccellenza del Sol Levante (artisticamente parlando, è caratterizzato da colori molto accesi e da ampi disegni), un segno distintivo spesso utilizzato dagli appartenenti alla Yakuza (la famigerata mafia nipponica). Nel 1966, un talentuoso regista del calibro Continua a leggere

Sestri

di Dina Duma (Macedonia del Nord, 2021)

While researching the world of adolescents, I learned that how they represent themselves on social media is more important than who they really are”. Nulla di nuovo sotto al sole, stando alle parole della giovane regista macedone Dina Duma. Non a caso, “Sestri” (“Sisterhood” nel titolo internazionale) è un film che potrebbe essere Continua a leggere