Triangle Of Sadness

di Ruben Östlund (Svezia/Francia/Gran Bretagna/Grecia, 2022)

A Cannes, Ruben Östlund vince sempre: lo aveva fatto nel 2014 con “Forza Maggiore” (nella sezione Un Certain Regard), prima di aggiudicarsi la Palma d’Oro con “The Square” nel 2017 e con questo “Triangle Of Sadness” nel 2022, un film girato prevalentemente su un lussuoso yacht tra le isole della Grecia. Ancora una volta, la satira del regista svedese colpisce Continua a leggere

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Hatching

di Hanna Bergholm (Finlandia/Svezia, 2022)

Già si parla di una distribuzione italiana (dal prossimo ottobre) per questo “Hatching”, un horror di taglio fantastico decisamente diverso dalle tante pellicole americane che affollano le nostre sale. Il motivo è semplice: quello diretto da Hanna Bergholm è un film finlandese, dunque proviene da una scuola dove anche i prodotti di genere hanno Continua a leggere

Lasciami Entrare

di Tomas Alfredson (Svezia, 2008)

Quella presente tra i fotogrammi di “Lasciami Entrare” (“Låt Den Rätte Komma In”) è un’alchimia di rara bellezza. Ispirandosi all’omonimo libro di John Ajvide Lindqvist (qui autore della sceneggiatura), Tomas Alfredson ha messo in scena una pellicola dalle diverse sfaccettature: troppo riduttivo parlare soltanto di horror, quando a entrare in Continua a leggere

Ravens

di Jens Assur (Svezia, 2017) 

Il primo lungometraggio di Jen Assur risale al 2017 e senza dubbio merita di essere riscoperto, anche perché ancora una volta è il cinema drammatico a sbatterci in faccia la miseria umana meglio di qualsiasi altra cosa. In questo caso diventa fondamentale il rapporto tra due personaggi (un padre e un figlio) all’interno di un affascinante contesto rurale Continua a leggere

Sult

sultdi Henning Carlsen (Danimarca/Norvegia/Svezia, 1966)

C’è un po’ di Danimarca, un po’ di Svezia e un po’ di Norvegia in questa importante pellicola del 1966, diretta da un regista (Henning Carlsen) scomparso nel 2014 dopo aver lasciato più di un segno indelebile nella storia del cinema danese. L’attore protagonista del film è invece lo svedese Per Oscarsson, anch’egli morto di recente (nel Continua a leggere

L’Ora Del Lupo

l'ora del lupodi Ingmar Bergman (Svezia, 1968)

La notizia della scomparsa di Max Von Sydow ci ha addolorato davvero tanto, ma nonostante ciò, possiamo dire che adesso il cinema di Ingmar Bergman si è cristallizzato per una seconda volta, diventando ancora più immortale rispetto al passato. Sono ben quattordici le pellicole in cui Von Sydow è stato diretto dal Maestro svedese e tra queste, oggi vogliamo ricordarne anche una Continua a leggere

Draug

draugdi Karin Engman e Klas Persson (Svezia, 2018)

Nella mitologia norrena, il draug (oppure draugr) è una creatura sovrannaturale che cammina dopo la morte, un essere dotato di poteri magici e dalla forza sovraumana che vive nelle tombe dei vichinghi. Un tempo si credeva che il draug potesse manifestarsi presso i viventi durante la notte, un evento orribile che spesso coincideva con qualcosa di infausto. Dopo esperienze di vario tipo con i troll Continua a leggere

Midsommar

midsommardi Ari Aster (Stati Uniti, 2019)

Un anno dopo il fin troppo strombazzato “Hereditary” (2018), atterra nelle sale il secondo lungometraggio di Ari Aster, un banco di prova importante per testare le sue effettive capacità. Il giovane regista newyorkese (classe 1986) questa volta convince maggiormente, grazie a una pellicola più sobria e più quadrata rispetto ai voli pindarici messi in scena nella precedente. Un passo in avanti Continua a leggere

Aniara

aniara,jpgdi Pella Kågerman e Hugo Lilja (Svezia/Danimarca, 2018)

“Aniara” è il nome di un poema fantascientifico scritto nel 1956 dallo svedese Harry Martinson (futuro Premio Nobel per la letteratura). Con i ricordi del secondo conflitto mondiale ancora vivi e con la guerra fredda spunto di continue riflessioni, “Aniara” non poteva che essere un’opera carica di incertezze e di pessimismo. Pella Kågerman e Hugo Continua a leggere

Black Circle

svart cirkeldi Adrián García Bogliano (Svezia/Messico, 2018)

Per il giovane Adrián García Bogliano (classe 1980) questo “Black Circle” (“Svart Cirkel” nel titolo originale) rappresenta un qualcosa di assolutamente inedito, un film che prende le distanze dalle precedenti esperienze cinematografiche calandosi all’interno di una psichedelia sovrannaturale tutta da scoprire Continua a leggere