La Abuela

di Paco Plaza (Spagna/Francia, 2021)

Nonostante la recente incursione nel genere thriller con il valido “Quien A Hierro Mata” (2019), Paco Plaza è tornato indietro sui suoi passi, imboccando per l’ennesima volta la strada dell’horror: in verità, dopo il meritato successo di “[Rec]” e del suo primo sequel (sempre condiviso con il collega Jaume Balagueró), la corsa del regista di Valencia si è Continua a leggere

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You Won’t Be Alone

di Goran Stolevski (Gran Bretagna/Serbia/Australia, 2022)

Se non è proprio un folk-horror, è comunque un folk-drama. Lo abbiamo visto di recente con “Lamb” (2021) di Valdimar Jóhannsson, un film plumbeo e straniante dominato da una prova superba di Noomi Rapace. Oggi un filo invisibile ci conduce per mano dall’Islanda alla Macedonia di due secoli fa, perché l’attrice svedese la ritroviamo anche in questo Continua a leggere

The City Of The Dead

di John Llewellyn Moxey (Gran Bretagna, 1960)

La regione del New England viene spesso associata alla stregoneria (il processo di Salem ormai ha fatto epoca). In effetti, si tratta di un territorio ideale per mettere in scena quel particolare filone cinematografico dedicato a questo affascinante immaginario (“Maid Of Salem” risale addirittura al 1937). Ventitré anni dopo, il regista John Llewellyn Moxey Continua a leggere

Murrain

di John Cooper (Gran Bretagna, 1975)

Nel lontano 1975, la televisione britannica trasmette sette episodi di una misconosciuta serie chiamata “Against The Crowd”. Sei di questi oggi non se li ricorda più nessuno, mentre “Murrain” negli anni ha trovato alcuni estimatori soprattutto nel circuito folk-horror. La parola che dà il titolo al film deriva dal latino mori (morire) e si riferisce a un termine Continua a leggere

Dies Irae

di Carl Theodor Dreyer (Danimarca, 1943)

Durante l’occupazione nazista della Danimarca, Carl Theodor Dreyer gira uno dei suoi film più importanti, un dramma ambientato nel 1623 in una piccola comunità rurale danese. L’opera non solo mette in mostra l’esemplare linguaggio estetico del regista, ma ci permette anche di toccare con mano delle tematiche il cui sviluppo diventerà fondamentale Continua a leggere

L’Eretica

di Amando De Ossorio (Spagna, 1975)

Subito dopo il grande exploit di un film come “L’Esorcista” (1973), tra Italia e Spagna cominciarono a uscire alcune pellicole a basso budget appartenenti al cosiddetto filone demoniaco (un bel minestrone di preti, possessioni, esorcismi e blasfemia a buon mercato). Amando De Ossorio, apprezzato regista divenuto celebre per la saga dei resuscitati ciechi, con Continua a leggere

Belladonna Of Sadness

belladonna of sadnessdi Eiichi Yamamoto (Giappone, 1973)

Ribadire che “Belladonna Of Sadness” (“Kanashimi No Beradonna”) sia uno dei film di animazione più belli di sempre non è affatto esagerato. Perché in un periodo di grande fermento culturale come i primi anni settanta, non è facile trovare un titolo così poetico ma altrettanto potente nel raccontarci la ribellione di quell’epoca. Eiichi Yamamoto compie il miracolo chiudendo una trilogia cominciata con “La Continua a leggere

Las Brujas De Zugarramurdi

las brujasdi Álex De La Iglesia (Spagna/Francia, 2013)

Conosciuto in Italia con l’anonimo titolo “Le Streghe Son Tornate”, “Las Brujas De Zugarramurdi” (o al massimo “Witching & Bitching” nella denominazione internazionale) è uno dei film più recenti tra quelli diretti dall’eclettico Álex De La Iglesia. Ancora una volta il regista basco trova la chiave giusta per far convivere all’interno della stessa pellicola horror, action Continua a leggere

Viy

viydi Konstantin Ershov e Georgiy Kropachyov (Unione Sovietica, 1967)

Cosa hanno in comune Mario Bava e questa coppia di registi sovietici? In apparenza nulla, eppure sia “La Maschera Del Demonio” (1960) che “Viy” prendono entrambi ispirazione dall’omonimo racconto di Nikolaj Vasilevič Gogol, pubblicato all’interno della raccolta Milgorod (1835). Ma se il film di Bava si colloca come pietra miliare del gotico italiano Continua a leggere

Häxan

haxandi Benjamin Christensen (Svezia/Danimarca, 1922)

Sono trascorsi quasi cento anni dall’uscita di “Häxan”, eppure non ho ancora visto una pellicola capace di eguagliare le incredibili atmosfere diaboliche e stregonesche presenti in questo film. Una ricostruzione minuziosa e suggestiva, all’epoca costata la bellezza di due milioni di corone svedesi (facendo una semplice proporzione Continua a leggere