La Rosa Di Ferro

la rosa di ferrodi Jean Rollin (Francia, 1973)

“La Rosa Di Ferro” (“La Rose De Fer”) rappresenta un vertice cinematografico per Jean Rollin (1938-2010), nonostante il regista francese sia sempre stato accostato a quella corrente fantastica di taglio vampiresco legata ad antichi castelli e provocanti femmes fatales. Qui la sostanza non è poi così differente, ma la storia si muove all’interno di un contesto diverso, un cimitero dove una coppia di Continua a leggere

Pubblicità

Sonatine

sonatinedi Takeshi Kitano (Giappone, 1993)

Per una serie di motivi, nel 1993 si chiude la prima fase artistica di Takeshi Kitano. “Sonatine” (uno dei suoi film più amati e celebrati dal pubblico) lascia esplodere definitivamente la sua poetica cinematografica: questo percorso viene però ridimensionato e riformulato durante l’anno seguente, quando il regista rimane vittima di un grave incidente motociclistico che segna Continua a leggere

Lèvres De Sang

ZZL014AAdi Jean Rollin (Francia, 1975)

Jean Rollin (1938-2010) è stato un regista fuori dal tempo, così come i suoi film, spesso sospesi all’interno di un sognante e surreale universo parallelo. Se alcune delle sue pellicole fossero state realizzate solo dieci anni prima, Rollin avrebbe ricevuto una maggiore considerazione sia dal pubblico che dalla critica: molti dei suoi lavori più celebri escono invece durante gli anni settanta Continua a leggere

Spring Breakers

spring breakersdi Harmony Korine (Stati Uniti, 2012)

“Spring Breakers” merita un doveroso approfondimento anche in questa sede, pur trattandosi di una pellicola diversa dalle altre che analizziamo sul sito. Il regista dopotutto è Harmony Korine, uno che si è fatto le ossa nel circuito indipendente lasciando tracce profonde a ogni suo passaggio. Ecco che così quella che superficialmente può sembrare una banale Continua a leggere

Il Tempo Che Resta

il tempo che restadi François Ozon (Francia, 2005)

“Il Tempo Che Resta” (“Le Temps Qui Reste”) è il secondo tassello della trilogia del lutto diretta dal parigino François Ozon, riapparso ultimamente con l’atteso “L’Amant Double” (2017) al Festival di Cannes. Questo trittico, composto anche da “Sotto La Sabbia” (2000) e “Il Rifugio” (2009), tocca vertici importanti nella filmografia del regista, capace di modellare con poesia e delicatezza Continua a leggere