La Abuela

di Paco Plaza (Spagna/Francia, 2021)

Nonostante la recente incursione nel genere thriller con il valido “Quien A Hierro Mata” (2019), Paco Plaza è tornato indietro sui suoi passi, imboccando per l’ennesima volta la strada dell’horror: in verità, dopo il meritato successo di “[Rec]” e del suo primo sequel (sempre condiviso con il collega Jaume Balagueró), la corsa del regista di Valencia si è Continua a leggere

Latidos De Pánico

di Paul Naschy (Spagna, 1983)

Paul Naschy (pseudonimo di Jacinto Molina Álvarez) è stato un personaggio molto influente all’interno della cinematografia di genere spagnola. Lo ricordiamo non solo come attore in un centinaio di film, ma anche come sceneggiatore e come regista: Naschy era infatti un artista eclettico impegnato su svariati fronti, persino su quelli legati alla Continua a leggere

Ballata Dell’Odio E Dell’Amore

di Álex De La Iglesia (Spagna/Francia, 2010)

“Ballata Dell’Odio e Dell’Amore” (“Balada Triste De Trompeta”) è il film più celebre tra quelli diretti da Álex De La Iglesia negli ultimi vent’anni, un lungometraggio già consacrato a Venezia nel 2010 con la vittoria del Leone d’Argento. È proprio tra questi fotogrammi che emerge il volto più eclettico del regista basco, non a caso l’incontro/scontro tra dramma Continua a leggere

Matar A Dios

di Caye Casas e Albert Pintó (Spagna/Francia, 2017)

Dio esiste? Si può uccidere? Ma soprattutto, se davvero fosse un uomo in carne e ossa, sarebbe un infame nano barbuto che beve vino come se non ci fosse un domani? “Matar A Dios” (“Killing God” per il mercato internazionale) non risponde quasi a nessuna di queste domande, però prova a scherzarci sopra buttando nella mischia una tonnellata di black humour e Continua a leggere

La Madre Muerta

di Juanma Bajo Ulloa (Spagna, 1993)

Durante i primi anni novanta, in Spagna emerge una nuova generazione di registi indipendenti, alcuni poi diventati celebri su scala internazionale (pensiamo all’eclettica e brillante carriera di Álex De La Iglesia). Al contrario, Juanma Bajo Ulloa ha sparato le sue migliori cartucce soltanto all’inizio, dirigendo un paio di film drammatici veramente oscuri e Continua a leggere

Viridiana

di Luis Buñuel (Spagna/Messico, 1961)

Oltre a essere considerato uno dei migliori film diretti da Luis Buñuel, “Viridiana” è anche una delle sue pellicole più censurate e controverse: ci troviamo nel 1961 e contemporaneamente alla vittoria al Festival di Cannes, l’opera viene ritenuta sacrilega e blasfema dall’Osservatore Romano. Una voce che giunge in un attimo al regime franchista spagnolo Continua a leggere

I Vizi Morbosi Di Una Giovane Infermiera

di Eloy De La Iglesia (Spagna/Francia, 1973)

Sono molte le denominazioni con le quali “Una Gota De Sangre Para Morir Amando” è conosciuto fuori dai confini spagnoli, per esempio il dvd in nostro possesso è un’edizione inglese intitolata “Murder In A Blue World”. Negli Stati Uniti si è invece optato per “To Love, Perhaps To Die” oppure per il più ruffiano “Clockwork Terror”, mentre in Italia la scelta Continua a leggere

Akelarre

di Pablo Agüero (Spagna, 2020)

Da pochi giorni è atterrata su Netflix questa produzione iberica intitolata “Akelarre”, un termine basco per indicare il sabba. Il regista è l’argentino Pablo Agüero, di cui avevamo sentito parlare per la prima volta nel 2015 per il film “Eva No Duerme” (pellicola incentrata sulle sorti del cadavere mummificato di Evita Perón). Stavolta invece ci trasferiamo nell’area Continua a leggere

L’Eretica

di Amando De Ossorio (Spagna, 1975)

Subito dopo il grande exploit di un film come “L’Esorcista” (1973), tra Italia e Spagna cominciarono a uscire alcune pellicole a basso budget appartenenti al cosiddetto filone demoniaco (un bel minestrone di preti, possessioni, esorcismi e blasfemia a buon mercato). Amando De Ossorio, apprezzato regista divenuto celebre per la saga dei resuscitati ciechi, con Continua a leggere

Cella 211

di Daniel Monzón (Spagna/Francia, 2009)

Se nel giro di poco tempo “Cella 211” (“Celda 211”) è diventato uno dei prison movie più apprezzati degli ultimi dieci-quindici anni, i motivi non sono pochi: sicuramente l’ampio successo raccolto in Spagna (otto Premi Goya su sedici candidature) ha fatto da traino per tutto il resto, consacrando per l’ennesima volta un grande attore come Luis Tosar e mettendo Continua a leggere