Evil Dead Trap

di Toshiharu Ikeda (Giappone, 1988)

Il cinema horror giapponese ha sempre avuto una sua precisa identità, smarcandosi fin dagli albori da eventuali riferimenti di taglio occidentale. Poi ovviamente c’è la solita eccezione che conferma la regola, ovvero un film come “Evil Dead Trap”, per certi versi più vicino alle pellicole di Lucio Fulci e Dario Argento che all’immaginario tipicamente orientale Continua a leggere

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Vacancy

vacancydi Nimród Antal (Stati Uniti, 2007)

Americano di nascita ma ungherese di origine, Nimród Antal (classe 1973) è finito nel giro di poco tempo dalle luci della ribalta al dimenticatoio, nonostante la recente collaborazione con i Metallica (il film “Through The Never”) e un come back sulle sponde del Danubio con “A Viszkis” (2017). Tornando alle origini della sua carriera, in seguito al successo di “Kontroll” (2003) – primo film magiaro Continua a leggere

Tesis

tesisdi Alejandro Amenábar (Spagna, 1996)

Quella di Alejandro Amenábar è stata una partenza col botto: sette premi Goya in Spagna e un elogio unanime da parte della critica, il primo passo di una carriera successivamente esplosa con “The Others” (2001) e “Mare Dentro” (2004) ma poi incapace di mantenersi su alti livelli (per chi vi scrive, “Regression” è stata una grossa delusione). “Tesis” (o “Thesis”) lancia nella mischia questo regista di Continua a leggere

Hardcore

hcdi Paul Schrader (Stati Uniti, 1979)

Ci sono alcuni inevitabili punti di contatto tra “Taxi Driver” (film di cui Paul Schrader fu sceneggiatore) e “Hardcore”, secondo lavoro come regista per Schrader dopo “Blue Collar” del 1978. Anche in questo caso veniamo catapultati nella giungla metropolitana più infima, dopotutto dalla notte di New York a quella di Los Angeles il passo è breve. Inoltre con “Hardcore” il tema della Continua a leggere

Cold In July

cold in julydi Jim Mickle (Stati Uniti, 2014)

Anche se Joe R. Lansdale ha scritto (e continua a scrivere) tanti racconti e romanzi di culto, il cinema ha saputo raccogliere solo in parte questo enorme patrimonio: pensiamo alla commedia horror “Bubba Ho-Tep” (2002) di Don Coscarelli o alla recente serie televisiva “Hap And Leonard”, creata da Jim Mickle e Nick Damici nel 2016 e conclusasi nel 2018 dopo tre stagioni. Prima di compiere questo passo, il Continua a leggere

The Butcher

the butcherdi Kim Jin-Won (Corea del Sud, 2007)

Il cinema coreano che piace a noi è indissolubilmente legato a una poetica dell’estremo unica nel suo genere, capace di far convogliare in un film aspetti drammatici ed esistenziali ma anche intrecci morbosi ed esplosioni di violenza spesso insostenibili. Eppure nel 2007 Kim Jin-Won dirige un horror completamente avulso dal trend in voga nel suo Continua a leggere

Snuff 102

snuff-102di Mariano Peralta (Argentina, 2007)

Quando il corpo altrui viene usato come se fosse vuoto, come un oggetto, lì sta la perversione”, parola della psicanalista Silvia Bleichmar. Da questo presupposto prende vita uno dei film più controversi partoriti dal Sud America durante il nuovo millennio, un’indagine sul mondo del deep web che alterna immagini scovate realmente in rete con altre realizzate per l’occasione. Una Continua a leggere

Malgré La Nuit

despite the nightdi Philippe Grandrieux (Francia, 2015)

Philippe Grandrieux è uno dei maggiori sperimentatori del cinema contemporaneo: proprio per questo motivo, fin dal suo lontano esordio (“Sombre” del 1998), egli si è attirato l’attenzione di tanti ammiratori ma anche di un non trascurabile esercito di detrattori. Uno stile legato a doppio filo con la videoarte, un’esperienza sensoriale prima che visiva, nella Continua a leggere

August Underground

august-undergrounddi Fred Vogel (Stati Uniti, 2001)

Fred Vogel (classe 1976) è un regista. O forse no. Sicuramente conosciamo la sua esistenza soprattutto grazie ai social network, anche perché nell’epoca dell’analogico sarebbe stato davvero arduo scoprire e recuperare le sue pellicole. Quello di Vogel non è neppure cinema, ma proprio questo azzeramento di qualsiasi canone estetico ha trovato nel mondo una manciata di estimatori: dopo “August Underground” Continua a leggere

The Life And Death Of A Porno Gang

life and deathdi Mladen Djordjevic (Serbia, 2009)

La primissima inquadratura non lascia scampo: Marko, un regista con tanti sogni nel cassetto ma nessuna possibilità di realizzarli, parla alla telecamera e si presenta. Dietro di lui possiamo scorgere due poster, sicuramente dei suoi film preferiti, il primo è “Pink Flamingos” (1972) di John Waters, il secondo è “The Rocky Horror Picture Show” (1975) di Jim Sharman. Due opere Continua a leggere