Skinning

di Stevan Filipovic (Serbia, 2010)

“Skinning” (“Sisanje”) è un lungometraggio incentrato su un argomento molto delicato, considerando che dopo il crollo del blocco sovietico sono stati proprio i paesi dell’Europa orientale a dover fronteggiare degli enormi rigurgiti nazionalisti: il caso eclatante della ex Jugoslavia continua ancora oggi a tormentare la coscienza di molte persone, non a caso Continua a leggere

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Luna Park

luna parkdi Pavel Lungin (Francia/Russia, 1992)

Nel 1990 Pavel Semyonovich Lungin fa il suo esordio a Cannes vincendo il premio come miglior regista per “Taxi Blues”, un’opera che nell’anno successivo riuscì pure a entrare tra le nomination ai Golden Globes. Passano pochi mesi e il regista si trasferisce in Francia, cominciando a girare una manciata di pellicole prodotte proprio nel paese transalpino, tra le quali troviamo questo “Luna Continua a leggere

Skin

skindi Guy Nattiv (Stati Uniti, 2018)

Fin da adolescente Bryon Widner ha manifesto tutte le sue simpatie per l’estrema destra americana, una devozione che lo ha portato a diventare uno dei più temuti skinhead statunitensi di sempre: co-fondatore del movimento suprematista bianco Vinlanders Social Club, l’uomo era facilmente riconoscibile grazie a una serie di tatuaggi sul volto, molti dei quali riconducibili alle sue ideologie. Tutto Continua a leggere

American History X

american history xdi Tony Kaye (Stati Uniti, 1998)

Gli onesti lavoratori americani oggi vengono ignorati e trattati di merda perché il loro governo si preoccupa più dei diritti costituzionali di un gruppo di persone che non hanno la cittadinanza. Stiamo perdendo la libertà per permettere a degli stranieri di venire qui a spellare il nostro paese”. Stati Uniti 1998, eppure una frase del genere l’abbiamo sentita centinaia di volte durante gli ultimi anni anche qui Continua a leggere

This Is England

this is englanddi Shane Meadows (Gran Bretagna, 2006)

Per il cinema non è mai stato facile descrivere il mondo degli skinhead, una controversa sottocultura che non sarebbe tale se accanto a essa non ci fosse del disagio sociale e un certo immaginario perfettamente distinguibile attraverso il look o le tendenze musicali. Il botto vero e proprio sopraggiunge nel 1982 con un film televisivo diretto da Alan Clarke, “Made In Britain”, in cui il protagonista Continua a leggere