La Collina Del Disonore

di Sidney Lumet (Gran Bretagna, 1965)

“La Collina Del Disonore” (“The Hill”) rappresenta una delle tante eccellenze raggiunte da Sidney Lumet, in quel periodo reduce da altre due pellicole di assoluta importanza (“L’Uomo Del Banco Dei Pegni” ma soprattutto il fondamentale “A Prova Di Errore”). Il compianto regista di Philadelphia qui realizza (in Andalusia) uno dei film più amari e Continua a leggere

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Olga’s House Of Shame

ohs_di Joseph P. Mawra (Stati Uniti, 1964)

Il 1964 non è un anno qualunque per il nascente cinema exploitation americano: Russ Meyer dirige il ruspante “Lorna”, Herschell Gordon Lewis ci sconvolge con il delirante “2000 Maniacs” mentre uno sconosciuto Joseph W. Mawra cala addirittura un tris veramente audace per l’epoca, realizzando tre filmetti low cost che stravolgono letteralmente le carte in tavola, ovvero “White Slaves Of Chinatown” Continua a leggere

San Babila Ore 20: Un Delitto Inutile

san babila ore 20di Carlo Lizzani (Italia, 1976)

Durante i primi anni settanta, Piazza San Babila era la roccaforte dell’estrema destra milanese (la sezione giovanile del Movimento Sociale Italiano distava qualche centinaio di metri da quel luogo), un punto di ritrovo in pieno centro affollato di ragazzi benestanti con i Ray-Ban agli occhi e la giacca di pelle. Gli scontri tra rossi e neri o tra questi militanti e la polizia erano all’ordine del Continua a leggere

Les 7 Jours Du Talion

7 joursdi Daniel Grou (Canada, 2010)

Occhio per occhio, dente per dente. Il cinema della vendetta è stato spremuto in lungo e in largo fin dai primi anni settanta, così spesso avvicinarsi a un film del genere significa incappare in qualcosa di già visto. “Les 7 Jours Du Talion” (che nel titolo anglofono diventa semplicemente “7 Days”) ha però qualcosa che lo rende diverso, un approfondimento etico e psicologico che travalica Continua a leggere

Big Bad Wolves

bbwdi Aharon Keshales e Navot Papushado (Israele, 2013)

Per quanto riguarda l’annata 2013, “Big Bad Wolves” è tra i film preferiti di Quentin Tarantino. Non c’è da stupirsi in effetti, poiché il duo di registi israeliani Aharon Keshales e Navot Papushado (che già si era messo in luce nel 2010 con il sorprendente “Rabies”) segue in parte una formula cara al cineasta americano, immettendo in un contesto Continua a leggere

Hostel

hostel movie-posterdi Eli Roth (Stati Uniti, 2005)

Il nuovo millennio si apre sotto l’insegna di scenari apocalittici: l’11 settembre del 2001 l’America subisce un colossale attacco terroristico, così pochi mesi dopo George W. Bush dà il via libera per l’apertura del campo di detenzione di Guantanamo, dove vengono rinchiusi presunti sospetti (catturati in paesi come il Pakistan e l’Afghanistan) che subiscono anche sevizie e maltrattamenti. Il cinema Continua a leggere

Morituris

moriturisdi Raffaele Picchio (Italia, 2011)

Erano trascorsi troppi anni da “Totò Che Visse Due Volte” (1998) di Ciprì e Maresco, l’ultimo film italiano bloccato dalla nostra censura. Qualcuno doveva pure invertire la rotta facendo incazzare qualche burocrate seduto comodamente dietro una scrivania, così durante il nuovo millennio la risposta è arrivata puntuale con “Morituris” di Raffaele Picchio, un prodotto underground truce e Continua a leggere

Begotten

begodi E. Elias Merhige (Stati Uniti, 1990)

Il cinema estremo non può prescindere da un film come “Begotten”. Un’opera completamente sperimentale, priva di dialoghi, spesso considerata indigesta anche da chi è addentrato per bene all’interno del genere di riferimento. Ma possiamo parlare di horror in senso stretto? Assolutamente sì, un terrore grezzo e primigenio. Però bisogna pure rimarcare che qualsiasi etichetta tende a rivelarsi Continua a leggere

Salò o Le 120 Giornate Di Sodoma

01di Pier Paolo Pasolini (Italia/Francia, 1975)

Non serve un’ennesima recensione su “Salò”, bensì una riflessione a mente fredda diluita lungo tutto il tempo che è trascorso fin dal fatidico 1975, anno che corrisponde anche alla tragica morte di Pier Paolo Pasolini. Considerato erroneamente il testamento del regista, il film è solo la prima parte di una seconda trilogia mai realizzata, dopo quella relativa alla vita girata tra il 1971 e il 1974 (che Continua a leggere

Grotesque

grotesquedi Kôji Shiraishi (Giappone, 2009)

In ambito torture porn i giapponesi non sono secondi a nessuno. Senza troppi preamboli, i loro film vanno dritti al sodo, lo sappiamo fin dai tempi dei vari “Guinea Pig” (per ora sul sito trovate le recensioni di “Guinea Pig: Flower Of Flesh And Blood” e “Guinea Pig: Mermaid In A Manhole”), la serie infame che ha spalancato le porte a questo sottogenere del cinema horror. Il paragone con Continua a leggere