Tell Me Something

di Jang Yun-Hyeon (Corea del Sud, 1999)

Dopo un lungo periodo di oblio, con l’inizio del nuovo secolo il cinema sudcoreano si è rimesso in carreggiata grazie all’apporto di una serie di registi poi acclamati in giro per il mondo, le cui pellicole sono state distribuite praticamente ovunque. Sono soprattutto i film drammatici e i thriller a stupire ancora oggi sia il pubblico che la critica. Nel caso Continua a leggere

Occhiali Neri

di Dario Argento (Italia/Francia, 2022)

Ottantadue anni non sono pochi. Ecco perché, nonostante la voglia di continuare a fare cinema, Dario Argento ci fa anche un po’ di tenerezza. Non a caso, lo stesso regista romano, è stato scelto da Gaspar Noé per interpretare un vecchietto malato di cuore nel suo ultimo “Vortex” (il film sta per uscire nelle sale francesi, in attesa di vederlo anche da queste Continua a leggere

Tenderness Of The Wolves

di Ulli Lommel (Germania Ovest, 1973)

Il cinema tedesco non ha mai trascurato i serial killer di casa propria: una lunga storia che ha avuto inizio con il capolavoro “M – Eine Stadt Sucht Einen Mörder” (1931) per poi concludersi, almeno per il momento, con il recente “Der Goldene Handschuh” (2019) di Fatih Akin. Un viaggio cominciato da Düsseldorf (il pervertito Peter Kürten) e successivamente Continua a leggere

Tragedy Girls

di Tyler MacIntyre (Stati Uniti, 2017)

Esistono anche i film antipatici. Non sono necessariamente brutti, ma si impegnano fino in fondo per farsi detestare sotto ogni aspetto possibile: “Tragedy Girls” è uno di questi, al di là della sua ottima confezione studiata appositamente per attirare un pubblico di aspiranti bimbiminkia di età compresa tra i tredici e i diciannove anni. Se per Continua a leggere

Limbo

di Soi Cheang (Hong Kong/Cina, 2021)

Come un set a cielo aperto, Hong Kong è una metropoli da sempre riconoscibile al primo sguardo: il suo caos, il suo formicaio umano in perenne movimento, il suo tessuto urbano claustrofobico e schiacciato su se stesso, sono molte le prerogative che rendono unici i connotati dell’ex colonia britannica. Negli anni, il cinema noir locale ha avuto la fortuna Continua a leggere

Titane

di Julia Ducournau (Francia/Belgio, 2021)

Questa volta Nanni Moretti non ha tutti i torti: dopo aver visto “Titane”, ci si sente davvero invecchiati. Lui ovviamente a Cannes si aspettava un risultato diverso, non che trionfasse un film malsano così agli antipodi rispetto alla sua sensibilità cinematografica. Noi invece, da sempre innamorati della tanto celebrata corrente estrema d’oltralpe, ci sentiamo Continua a leggere

Dr. Lamb

di Danny Lee (Hong Kong, 1992)

Quando parliamo di cinema estremo proveniente da Hong Kong, dobbiamo per forza di cose passare dalla famigerata Cat III, una classificazione istituita nel 1988 in cui finivano dentro tutte quelle pellicole destinate a un pubblico rigorosamente adulto. Pur funzionando anche a livello retroattivo (nella lista furono incluse alcune opere uscite in precedenza Continua a leggere

Killers

di Kimo Stamboel e Timo Tjahjanto (Indonesia/Giappone, 2014)

“Killers” è una pellicola che risale al 2014, quando i Mo Brothers (ovvero Kimo Stamboel e Timo Tjahjanto) erano ormai sulla bocca di tutti. Eppure ancora oggi questo lungometraggio sa tanto di occasione mancata, di una battuta parzialmente a vuoto all’interno di una filmografia nel complesso positiva, culminata nel 2018 con l’action estremo Continua a leggere

Amsterdamned

di Dick Maas (Paesi Bassi, 1988)

“Amsterdamned” è una pellicola impossibile da dimenticare, non tanto per la storia (si tratta di un thriller dallo svolgimento piuttosto scontato) e neppure per il cast (gli attori sembrano sbucati fuori da un telefilm), quanto per una location mai troppo sfruttata dal cinema di genere, quella relativa alla capitale dei Paesi Bassi. L’olandese Dick Maas, già in Continua a leggere

Mørke

di Jannik Johansen (Danimarca, 2005)

Da tempo il cinema danese è una realtà consolidata su più livelli, a cominciare da quei registi di fama internazionale che continuano a sfornare ottimi film a ripetizione (l’ultimo dei quali è “Another Round” di Thomas Vinterberg, vincitore dell’Oscar come migliore pellicola straniera). Se però scendiamo di un paio di gradini, troviamo una serie di prodotti poco Continua a leggere