Maîtresse

maitressedi Barbet Schroeder (Francia, 1976)

Tra le pellicole più curiose uscite durante gli anni settanta, è impossibile non citare “Maîtresse”, uno dei primi lavori diretti da Barbet Schroeder (pochi anni prima impegnato nel fumoso “La Vallée”, un film diventato celebre solo grazie alla colonna sonora firmata dai Pink Floyd). In questo lungometraggio il regista franco-svizzero affronta con molta disinvoltura la tematica del Continua a leggere

Pubblicità

Of Freaks And Men

of freaks and mendi Aleksej Balabanov (Russia, 1998)

Aleksey Oktjabrinovič Balabanov poteva contare sul talento e sulla versatilità, prerogative che oggi ce lo fanno rimpiangere ancora di più rispetto al passato. Il regista di Ekaterinburg, scomparso prematuramente all’età di cinquantaquattro anni, lo abbiamo apprezzato soprattutto per “Brother” (1997) e per “Cargo 200” (2007), ma non possiamo assolutamente trascurare questo controverso “Of Continua a leggere

Lisa!

lisa!_di Mario Schollenberger (Germania, 2018)

Il cinema underground tedesco non smette mai di regalarci sorprese, soprattutto quando si tratta di pellicole realizzate con zero budget ma con tanta passione per la materia. Una peculiarità confermata in passato da alcuni registi che non hanno mai fatto il grande salto (pensiamo a Buttgereit, Ittenbach o Schnaas), perché in Germania di orrori ne hanno visti fin troppi e si riesce a lavorare in assoluta libertà Continua a leggere

A Garden Without Birds

a garden wbdi Akira Nobi (Giappone, 1992)

Se il cinema di Hisayasu Satô rappresenta la punta di diamante dell’underground estremo nipponico (soprattutto a cavallo tra gli anni ottanta e gli anni novanta), quello di Akira Nobi in pratica non esiste, in quanto le sue rare opere ancora oggi sono praticamente invisibili, eccetto questo allucinante cortometraggio di appena ventidue minuti, un lavoro che anticipa proprio alcune follie dello stesso Continua a leggere

Beast

beastdi Christoffer Boe (Danimarca, 2011)

Il nome di Christoffer Boe (classe 1974) non è illustre come quello di altri suoi colleghi danesi, ma in carriera ha già diretto una manciata di rispettabili film (il più celebre è “Reconstruction”, uno psicodramma del 2003). In questo decennio, dopo la svolta thriller di “Everything Will Be Fine” (2010), Boe dirige un dramma di confine (“Beast”), una pellicola fulminea di ottantadue minuti Continua a leggere

Cruising

cruisingdi William Friedkin (Stati Uniti, 1980)

Giugno 1981: alcuni casi sospetti di polmonite riscontrati in cinque omosessuali permisero ai medici di riconoscere per la prima volta l’AIDS. Comincia un incubo, inizialmente circoscritto alle comunità gay, agli haitiani, agli eroinomani e agli emofiliaci. La stampa coniò il termine GRID (gay-related immune deficiency), ma solo l’anno successivo fu utilizzato il termine AIDS, una Continua a leggere

Hellraiser

hellraiser (1)di Clive Barker (Gran Bretagna, 1987)

“Hellraiser” è una di quelle pellicole simbolo di un’epoca, un horror che nella seconda metà degli anni ottanta ha creato un immaginario di enorme potenza iconografica, sfruttato ovviamente tra alti (pochissimi) e bassi (troppi) da una serie infinita di sequel (al momento otto, alcuni dei quali veramente insulsi). Il film è basato sul racconto “Schiavi Dell’Inferno” di Clive Barker ed è scritto, diretto Continua a leggere

Im Keller

16901692_1789192861097992_951403634_ndi Ulrich Seidl (Austria, 2014)

Con “In The Basement” (questo il titolo internazionale), Ulrich Seidl ci svela cosa accade nelle cantine degli austriaci, ovviamente con il suo inconfondibile stile algido e documentaristico che qui oltrepassa il limite già raggiunto con le sue precedenti pellicole. Il regista (coadiuvato nella sceneggiatura dalla moglie Veronika Franz, già vista all’opera per il valido “Goodnight Mommy”) Continua a leggere