Bull

di Paul Andrew Williams (Gran Bretagna, 2021)

Paul Andrew Williams cambia decisamente direzione, dopo essersi cimentato prima con una sboccata horror comedy (“The Cottage”) e poi con un classico home invasion (“Cherry Tree Lane”), due film comunque trascurabili rispetto a molti altri titoli provenienti dalle terre albioniche. “Bull”, al contrario delle succitate opere, si tuffa fin da subito Continua a leggere

The Innocents

di Eskil Vogt (Norvegia/Svezia/Danimarca, 2021)

Eskil Vogt è soprattutto uno sceneggiatore affermato, un nome praticamente inscindibile da quello del suo grande amico Joachim Trier (Vogt finora ha curato lo script di tutte le pellicole del regista norvegese: “Reprise”, “Oslo, August 31st”, “Segreti Di Famiglia”, “Thelma” e “La Peggiore Persona Del Mondo”). Proprio durante la realizzazione di Continua a leggere

O Animal Cordial

di Gabriela Amaral (Brasile, 2017)

Da molti anni a questa parte, il cinema di confine centro-sudamericano è in pieno fermento: c’è tanta passione, ci sono buone idee ma soprattutto ci sono dei registi (anche esordienti) che riescono ad ottenere risultati importanti con budget minimi. Da oggi possiamo aggiungere alla lista dei promossi pure la brasiliana Gabriela Amaral (classe 1980), artefice di Continua a leggere

Dr. Lamb

di Danny Lee (Hong Kong, 1992)

Quando parliamo di cinema estremo proveniente da Hong Kong, dobbiamo per forza di cose passare dalla famigerata Cat III, una classificazione istituita nel 1988 in cui finivano dentro tutte quelle pellicole destinate a un pubblico rigorosamente adulto. Pur funzionando anche a livello retroattivo (nella lista furono incluse alcune opere uscite in precedenza Continua a leggere

Undocumented

di Chris Peckover (Stati Uniti, 2010)

Dopo aver diretto una commedia horror simpatica e divertente come “Better Watch Out” (2016), di Chris Peckover non abbiamo saputo più nulla. Curiosando però nel suo passato, abbiamo recuperato questo suo esordio targato 2010, un film violento, estremo ma soprattutto attuale: al centro della storia c’è infatti il problema dell’immigrazione Continua a leggere

Mal Nosso

mal nossodi Samuel Galli (Brasile, 2017)

Non è la prima volta che lo scriviamo, ormai da molto tempo il cinema estremo sta prosperando più in periferia che nel centro storico da cui si è irradiato per decenni. Nonostante la mancanza di budget elevati, alcuni giovani registi continuano a sfornare idee decisamente originali, lasciando da parte quegli stereotipi e quei modelli ormai spremuti all’infinito. Tra questi luoghi di rinascita Continua a leggere

A Bloody Aria

abloodydi Won Shin-Yeon (Corea del Sud, 2006)

In poco meno di vent’anni di carriera, il coreano Won Shin-Yeon ha girato sei lungometraggi, la maggior parte dei quali sono rimasti praticamente sconosciuti nel mercato occidentale. Se il suo primo film (“The Wig”) era un horror tutto sommato trascurabile, qualcosa di più interessante l’abbiamo vista di recente con il thriller “Memoir Of A Murderer” (2017), un titolo non fondamentale Continua a leggere

Quien A Hierro Mata

occhio per occhiodi Paco Plaza (Spagna, 2019)

Dopo la poco esaltante esperienza sovrannaturale di “Verónica” (2017), Paco Plaza torna in grande stile direttamente su Netflix con un thriller davvero crudele. Nulla di cui stupirsi, considerando che da molti anni in questo genere di film gli spagnoli stanno tirando fuori prodotti di alto valore. Come se non bastasse, la ciliegina sulla torta è rappresentata dalla presenza del sempre ottimo Continua a leggere

La Maschera Della Morte Rossa

la maschera della morte rossadi Roger Corman (Stati Uniti/UK, 1964)

La sacra triade composta da Roger Corman, Vincent Price ed Edgar Allan Poe segna indelebilmente la prima metà degli anni sessanta: pellicole come “I Vivi e i Morti” (1960), “Il Pozzo e il Pendolo” (1961), “I Racconti Del Terrore” (1962), “La Tomba di Ligeia” (1964) o l’opera in esame non hanno infatti bisogno di presentazioni, anche se il film più ambizioso e affascinante del lotto è proprio “La Continua a leggere

Frontier(s)

frontier(s)di Xavier Gens (Francia, 2007)

Tra i vari film della celebre new wave of french horror, “Frontier(s)” è quello meno francese di tutti. Xavier Gens (qui al suo esordio) guarda infatti agli Stati Uniti, in particolare a un caposaldo come “Non Aprite Quella Porta” (1974), arricchendo la formula con altre influenze riconducibili sia alla (quasi) contemporanea esplosione dei torture porn che al cinema dinamico on the road di Rob Zombie Continua a leggere