Ayka

di Sergei Dvortsevoy (Russia/Germania/Kazakistan, 2018)

Come spesso accade dalle nostre parti, il cinema russo contemporaneo resta sempre un’esperienza (nonché un privilegio!) per pochi intimi, anche quando queste pellicole riescono ad aggiudicarsi qualche importante premio internazionale. Ricordiamo infatti che nel 2018, la kazaka Samal Yeslyamova trionfò a Cannes come migliore attrice della rassegna Continua a leggere

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Chekist

di Aleksandr Rogozhkin (Russia/Francia, 1992)

Aleksandr Rogozhkin (1949-2021) ha dovuto attendere il crollo del blocco sovietico per mettere in scena un’opera di tale portata: persino lo stesso racconto a cui è ispirato il film (“Shtepka”, scritto da Vladimir Zazubrin nel 1923), fu pubblicato soltanto nel 1989. Neppure in tempi più recenti è andata meglio, perché dopo un rapido passaggio Continua a leggere

Unclenching The Fists

di Kira Kovalenko (Russia, 2021)

Prima di parlare di “Unclenching The Fists”, è opportuno fare una piccola introduzione di carattere geopolitico, anche per comprendere al meglio alcune dinamiche presenti nel film: la storia si svolge infatti in Ossezia del Nord, una repubblica del Caucaso settentrionale (tuttavia compresa nel territorio russo) poco distante dalla Georgia. Proprio da queste Continua a leggere

The Rifleman Of The Voroshilov Regiment

di Stanislav Govorukhin (Russia, 1999)

Se “The Rifleman Of The Voroshilov Regiment” (“Voroshilovskiy Strelok”) è un revenge movie molto conosciuto in Russia, dalle nostre parti nessuno (o quasi) ne ha mai sentito parlare. Questo perché, nel corso dei 90s, il cinema proveniente dal blocco ex sovietico stava ancora trovando la sua giusta dimensione, prima della grande esplosione su scala Continua a leggere

Leviathan

di Andrey Zvyagintsev (Russia, 2014)

Tra i registi russi emersi con l’avvento del nuovo secolo, Andrey Zvyagintsev (classe 1964) si è spesso distinto per l’elevata qualità delle sue pellicole, molte delle quali hanno ottenuto importanti riconoscimenti in giro per il mondo. “Leviathan” è una di queste (miglior film straniero ai Golden Globe 2015 e poi ancora nella cinquina finale degli Oscar, sempre Continua a leggere

Something Better To Come

di Hanna Polak (Danimarca/Polonia, 2014)

Hanna Polak i reietti li conosce bene. Se infatti nel 2005 il suo potente mediometraggio “The Children Of Leningradsky” fu candidato agli Oscar nella categoria dei documentari, è con questo “Something Better To Come” che per lei è arrivata la definitiva consacrazione su scala internazionale (con numerosi premi ricevuti in giro per il mondo). Questo lavoro Continua a leggere

Storozh

storozhdi Yuriy Bykov (Russia, 2019)

Abbiamo capito che Yuriy Bykov (classe 1981) è un regista che ama i posti decadenti o degradati: i suoi lavori ci hanno immerso prima in un fatiscente palazzone di periferia (recuperatevi l’eccelso “Durak”), poi dentro una fabbrica (“Zavod”) e infine nel cuore di un sanatorio abbandonato circondato dalla neve (“Storozh”). Perché la Russia raccontata da questo regista è un luogo in cui l’essere umano è Continua a leggere

Why Don’t You Just Die!

why don't you just diedi Kirill Sokolov (Russia, 2018)

Solitamente tutto il cinema di derivazione post-sovietica che piace a noi è molto lontano da una pellicola come “Why Don’t You Just Die!” (“Papa, Sdokhni”). Nessun pregiudizio però, in Russia non si vive solo di fantascienza filosofica o di drammoni sociali, perché c’è anche chi (come l’esordiente Kirill Sokolov) ha deciso di attaccare l’istituzione per eccellenza (la famiglia) attraverso la commedia nera Continua a leggere

Durak

durakdi Yuriy Bykov (Russia, 2014)

Questo è un film che fa male, anzi malissimo. Perché già dal titolo capiamo che c’è qualcosa che non torna, “Durak” (“The Fool”) significa infatti sciocco (nel senso di ingenuo) e ci chiediamo perché un uomo coscienzioso, premuroso verso gli altri e dotato di uno spiccato senso civico debba essere considerato un folle dalla società contemporanea. I mostri forse sono i normali? Non importa se siano Continua a leggere

Luna Park

luna parkdi Pavel Lungin (Francia/Russia, 1992)

Nel 1990 Pavel Semyonovich Lungin fa il suo esordio a Cannes vincendo il premio come miglior regista per “Taxi Blues”, un’opera che nell’anno successivo riuscì pure a entrare tra le nomination ai Golden Globes. Passano pochi mesi e il regista si trasferisce in Francia, cominciando a girare una manciata di pellicole prodotte proprio nel paese transalpino, tra le quali troviamo questo “Luna Continua a leggere