Laurin

di Robert Sigl (Germania Ovest/Ungheria, 1989)

Fino a questo momento, “Laurin” è l’unico lungometraggio diretto dal tedesco Robert Sigl, un regista praticamente sconosciuto la cui carriera prosegue ancora oggi (nel mondo delle produzioni televisive). Alcuni anni fa, i sempre attenti organizzatori del Fantafestival, ospitarono Sigl a Roma per il trentennale di questa particolarissima pellicola: fu Continua a leggere

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What Josiah Saw

di Vincent Grashaw (Stati Uniti, 2021)

“What Josiah Saw” appartiene al cosiddetto filone southern gothic, un sottogenere artistico in cui possiamo trovare una lunga serie di opere letterarie, musicali o cinematografiche. Non esiste southern gothic senza povertà, alienazione, crimine, religione o decadenza umana: tematiche ricorrenti che hanno segnato vari capolavori ambientati nel Continua a leggere

Piggy

di Carlota Pereda (Spagna/Francia, 2022)

Durante questo 2022, la Spagna rurale ci sta regalando delle belle sorprese: in attesa di gustarci “As Bestas” (del quale si dice un gran bene), la macchina da presa si è spostata da un villaggio della Catalogna (“Alcarràs” ha vinto a Berlino) fino alle zone più remote dell’Estremadura, dove la regista Carlota Pereda ha girato questo suo primo lungometraggio Continua a leggere

America Latina

di Damiano D’Innocenzo e Fabio D’Innocenzo (Italia/Francia, 2021)

Quello dei fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo è un caso alquanto particolare, almeno qui da noi: il cinema che cercano di proporre è infatti ben distante dai modelli nazionali visti negli ultimi anni, per un approccio raramente apprezzato a dovere dal sempre più assuefatto e pigro pubblico italiano. Per giunta, alcuni atteggiamenti del Continua a leggere

Fresh

di Mimi Cave (Stati Uniti, 2022)

Se da un lato, il cinema horror degli ultimi anni ci sta regalando degli ottimi spunti da un punto di vista prettamente autoriale, l’esordiente Mimi Cave percorre un’altra strada altrettanto credibile, quella della commistione tra generi. Commedia sentimentale, poi thriller e infine horror: un approccio in divenire sempre fluido e trasversale. Ecco perché Continua a leggere

La Polizia Ringrazia

di Stefano Vanzina (Italia/Germania Ovest, 1972)

Le radici del genere poliziottesco hanno tutte un nome. “La Polizia Ringrazia” si pone addirittura come pilastro del suddetto filone, non solo per una questione temporale (è un film del 1972) ma soprattutto per via di alcune caratteristiche in perfetto equilibrio con la sensibilità dell’epoca: se la pellicola da un lato riprende le coordinate del cinema di Continua a leggere

Catch The Fair One

di Josef Kubota Wladyka (Stati Uniti, 2021)

Per parlare di “Catch The Fair One”, dobbiamo per forza di cose spendere due parole sull’attrice esordiente Kali Reis (classe 1986), la vera sorpresa del film. Questa (non più giovanissima) ragazza è una boxer professionista già campione del mondo in due occasioni, ma non solo: chi la conosce da vicino è infatti al corrente del suo impegno sociale nei Continua a leggere

Irezumi

di Yasuzô Masumura (Giappone, 1966)

In giapponese, irezumi significa letteralmente inserire inchiostro nero. È il tatuaggio per eccellenza del Sol Levante (artisticamente parlando, è caratterizzato da colori molto accesi e da ampi disegni), un segno distintivo spesso utilizzato dagli appartenenti alla Yakuza (la famigerata mafia nipponica). Nel 1966, un talentuoso regista del calibro Continua a leggere

Luna De Miel

di Diego Cohen (Messico, 2015)

“Luna De Miel” fece la sua discreta figura durante la proiezione romana al Fantafestival del 2016. Dopotutto, già dalla scorsa decade, il cinema estremo messicano (e in generale quello dei paesi latini dell’area centro-sudamericana) ha decisamente alzato in alto la propria asticella. In questo caso, basta un piccolo budget per sfornare un prodotto più che Continua a leggere

Coming Home In The Dark

di James Ashcroft (Nuova Zelanda, 2021)

Questo è un thriller che non piacerà al grande pubblico, bensì a una determinata nicchia di cinefili (ovvero noi appassionati di pellicole di confine e pochi altri). “Coming Home In The Dark” è infatti un film cinico, destabilizzante, politicamente scorretto e bastardo fino al midollo, un’opera secca e diretta nella quale la violenza esplode Continua a leggere