Catch The Fair One

di Josef Kubota Wladyka (Stati Uniti, 2021)

Per parlare di “Catch The Fair One”, dobbiamo per forza di cose spendere due parole sull’attrice esordiente Kali Reis (classe 1986), la vera sorpresa del film. Questa (non più giovanissima) ragazza è una boxer professionista già campione del mondo in due occasioni, ma non solo: chi la conosce da vicino è infatti al corrente del suo impegno sociale nei Continua a leggere

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Your Name Is Justine

di Franco De Peña (Lussemburgo/Polonia, 2005)

Forse è solo una coincidenza, forse non lo è: sta di fatto che tre anni dopo il devastante “Lilja 4-Ever” (2002) di Lukas Moodysson, esce questa coproduzione tra Lussemburgo e Polonia che sembra quasi ricalcarne le vicende. Ancora una volta, la ricerca della felicità è destinata a naufragare nella tragedia e nell’inganno. Fidarsi è bene, non fidarsi Continua a leggere

Comizi D’Amore

di Pier Paolo Pasolini (Italia, 1964)

Durante il 1963, Pier Paolo Pasolini si mette in viaggio insieme al produttore Alfredo Bini per trovare luoghi e volti adatti in vista del suo nuovo film “Il Vangelo Secondo Matteo” (1964). Questa riscoperta socio-antropologica dell’Italia gli permette di indagare sugli eventuali progressi dei suoi concittadini in fatto di morale, di libertà sessuale e Continua a leggere

Almost Holy

di Steve Hoover (Ucraina/Stati Uniti, 2015)

Mariupol’ è un’importante città portuale dell’Ucraina sudorientale, segnata purtroppo dal solito grigiore dei palazzoni di periferia e dall’immancabile fumo delle fabbriche che si innalza sullo sfondo. Qui molti ragazzini orfani vivono alla giornata per le strade, come se un filo diretto legasse questi disperati con i besprizornye della Russia post-rivoluzionaria Continua a leggere

Wij

wijdi Rene Eller (Olanda/Belgio, 2018)

All’interno di quel cinema legato a doppio filo con il disagio delle nuove generazioni, “Wij” è un film che irrompe a gamba tesa, un’opera persino capace in alcuni passaggi di alzare verso l’alto l’asticella del politicamente scorretto. Se ad esempio le vecchie pellicole di Larry Clark ci catapultavano nei sobborghi americani per sbatterci in faccia la grigia quotidianità di tanti adolescenti piuttosto Continua a leggere

Baixio Das Bestas

baixiodasbestas,jpgdi Cláudio Assis (Brasile, 2006)

Una delle nostre missioni è far riemergere dalle tenebre quei film meritevoli che purtroppo conoscono in pochi. Oggi quindi ci spostiamo in Brasile per parlarvi di una delle opere più dure e interessanti tra quelle realizzate da Cláudio Assis, regista classe 1959 originario dello stato del Pernambuco. Il titolo di questo “Baixio Das Bestas” (o se volete, “Bog Of Beasts”) si riferisce a un Continua a leggere

Manila – Negli Artigli Della Luce

manila - negli artigli della lucedi Lino Brocka (Filippine, 1975)

La storia del cinema filippino non può assolutamente fare a meno di Lino Brocka, regista pilastro del movimento nazionale scomparso prematuramente nel 1991 (Brocka fu vittima di un incidente stradale all’età di cinquantadue anni). Tuttavia la sua morte non ha scalfito l’importanza universale delle sue pellicole, opere che non hanno mai smesso di influenzare nuovi e vecchi cineasti Continua a leggere

La Samaritana

la samaritanadi Kim Ki-Duk (Corea del Sud, 2004)

Questa volta il contrasto è ancora più forte, perché dietro una locandina angelica si nasconde l’ennesimo film di Kim Ki-Duk pregno di dolore, di violenza e di morte, un intreccio di sensazioni raccontate sempre con grande sensibilità. “La Samaritana” (“Samaria”) esce pochi mesi prima rispetto all’acclamato “Ferro 3” (2004), chiudendo una stagione trionfale per il regista coreano (il Continua a leggere

Mysterious Skin

MV5BMTgxMjQ4NzE5OF5BMl5BanBnXkFtZTcwNzkwOTkyMQ@@._V1_di Gregg Araki (Stati Uniti/Olanda, 2004)

Nel 2004 esce il film della vita di Gregg Araki, un regista (padre giapponese e madre americana) che si era già messo in luce nel decennio precedente con una serie di lavori piuttosto controversi, spesso incentrati su storie di sesso, sangue, nichilismo e omosessualità (tra i tanti, ricordiamo un road movie sopra le righe come “Doom Generation”). Con “Mysterious Skin” Araki affina il suo talento e pone Continua a leggere

Carga

cargadi Bruno Gascon (Portogallo, 2018)

Bruno Gascon è un regista e sceneggiatore portoghese qui al suo esordio ufficiale dopo una gavetta fatta di televisione e di documentari a sfondo sociale. Il suo interesse nei confronti dei drammi della realtà si è riversato completamente nello script di “Carga”, un film che pone le basi per un futuro molto interessante. Quella di Gascon è un’opera da leggere in un’ottica di ampio respiro, la Continua a leggere