The Last Family

di Jan P. Matuszynski (Polonia, 2016)

Non bisogna per forza essere amanti del macabro per apprezzare le creazioni di Zdzisław Beksiński, uno dei più grandi artisti polacchi di recente memoria, un pittore giustamente celebrato anche al di fuori dei confini nazionali. Le sue opere più ammirate fanno davvero accapponare la pelle, perché l’arte di Beksiński è un tripudio di sofferenza e di tormento Continua a leggere

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Cicha Noc

di Piotr Domalewski (Polonia, 2017)

Non fatevi ingannare dalla banale locandina, “Cicha Noc” (notte silenziosa) non è affatto una commedia natalizia, bensì uno spietato dramma familiare di quelli che fanno masticare amaro. Per il polacco Piotr Domalewski si tratta di un esordio con i fiocchi (in patria il film ha ottenuto importanti riconoscimenti), un successo poi bissato di recente con Continua a leggere

Your Name Is Justine

di Franco De Peña (Lussemburgo/Polonia, 2005)

Forse è solo una coincidenza, forse non lo è: sta di fatto che tre anni dopo il devastante “Lilja 4-Ever” (2002) di Lukas Moodysson, esce questa coproduzione tra Lussemburgo e Polonia che sembra quasi ricalcarne le vicende. Ancora una volta, la ricerca della felicità è destinata a naufragare nella tragedia e nell’inganno. Fidarsi è bene, non fidarsi Continua a leggere

Sul Globo D’Argento

di Andrzej Żuławski (Polonia, 1988)

Vedrete un film realizzato dieci anni fa, uno stralcio di film. Una storia di due ore e mezza un quinto della quale manca. Questo quinto, datato 1977, è stato distrutto e non può essere più ricreato. Al posto delle scene mancanti, sentirete una voce che vi spiegherà brevemente l’idea originale”. Inizia con queste parole il lungometraggio maledetto di Andrzej Continua a leggere

Something Better To Come

di Hanna Polak (Danimarca/Polonia, 2014)

Hanna Polak i reietti li conosce bene. Se infatti nel 2005 il suo potente mediometraggio “The Children Of Leningradsky” fu candidato agli Oscar nella categoria dei documentari, è con questo “Something Better To Come” che per lei è arrivata la definitiva consacrazione su scala internazionale (con numerosi premi ricevuti in giro per il mondo). Questo lavoro Continua a leggere

Tower. A Bright Day

di Jagoda Szelc (Polonia/Repubblica Ceca, 2017) 

Tra le nuove generazioni di registe polacche, il nome di Jagoda Szelc (classe 1984) è sicuramente tra i più interessanti. “Tower. A Bright Day” (“Wieza. Jasny Dzien”), il suo primo lungometraggio, non lascia infatti indifferenti, perché si tratta di un lavoro alquanto originale che rispecchia l’attuale situazione socio-politica che sta vivendo la Polonia Continua a leggere

Interrogation

interrogationdi Ryszard Bugajski (Polonia, 1989)

“Interrogation” (“Przesłuchanie”) è stato girato da Ryszard Bugajski nel 1982 ma è uscito in via ufficiale soltanto nel 1989, dopo il crollo del blocco sovietico. Nel frattempo il regista era emigrato in Canada, portando con sé alcune copie del film che già nel corso degli anni ottanta stavano dunque circolando silenziosamente. I semi sono stati poi raccolti nel 1990, con la vittoria a Cannes Continua a leggere

Essential Killing

essential killingdi Jerzy Skolimowski (Polonia/Norvegia, 2010)

Un’opera asciutta per non dire essenziale, che ricalca praticamente quanto già annunciato dal titolo. Forse manca qualcosa a “Essential Killing” per essere definito un film di grande spessore, ma il vecchio Jerzy Skolimowski (qui già ultrasettantenne) conosce bene le regole del gioco e riesce comunque a regalarci alti momenti di cinema: non a caso i riconoscimenti non sono mancati, gran Continua a leggere

Playground

playgrounddi Bartosz M. Kowalski (Polonia, 2016)

Possiamo considerare “Playground” (“Plac Zabaw”) uno degli esordi più controversi di questi ultimi anni, una pellicola che ha fatto tanto discutere al Festival di San Sebastián del 2016, dove alcuni spettatori hanno abbandonato la sala durante la proiezione. Partendo da un fatto di cronaca realmente accaduto, il regista Bartosz M. Kowalski ci sbatte in faccia la semplicità con la quale il male Continua a leggere

Corpus Christi

corpus christidi Jan Komasa (Polonia, 2019)

“Corpus Christi” (“Boże Ciało”) è arrivato nella cinquina finale dei film stranieri candidati al premio Oscar, un traguardo che rappresenta già una grande vittoria nonostante in questa categoria il trionfo di “Parasite” sia più che scontato (oltre che meritato). Una bella soddisfazione per un cinema polacco in ottima salute, senza per forza scomodare il nome maggiormente quotato del momento, quello di Continua a leggere