As Bestas

di Rodrigo Sorogoyen (Spagna/Francia, 2022)

“As Bestas” (“The Beasts”) ribadisce l’ottimo stato di salute del cinema spagnolo contemporaneo, una scuola capace di regalarci dei thriller sempre più coinvolgenti e accattivanti: a tal proposito, è arrivata l’ora di appuntarsi il nome di Rodrigo Sorogoyen, regista madrileno qui alla sua migliore prova in assoluto (la pellicola ha ricevuto molti apprezzamenti Continua a leggere

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Victoria

di Sebastian Schipper (Germania, 2015)

Quando un film è girato con un unico piano sequenza, c’è sempre un buon motivo per guardarlo. Al regista, agli attori ma soprattutto all’operatore (il cameraman norvegese Sturla Brandth Grøvlen è stato giustamente omaggiato durante i titoli di coda!) è infatti richiesto uno sforzo sovraumano, perché sbagliare significa dover fare tabula rasa per Continua a leggere

Thx 1138

di George Lucas (Stati Uniti, 1971)

Alcuni film diretti da George Lucas sono entrati nella storia del cinema dalla porta principale: titoli come “American Graffiti” (1973) o “Star Wars” (1977) non hanno certo bisogno di presentazioni, al contrario del fin troppo bistrattato “Thx 1138”, pellicola che segnò l’esordio per il regista americano, poi affermatosi quasi esclusivamente come Continua a leggere

Tenderness Of The Wolves

di Ulli Lommel (Germania Ovest, 1973)

Il cinema tedesco non ha mai trascurato i serial killer di casa propria: una lunga storia che ha avuto inizio con il capolavoro “M – Eine Stadt Sucht Einen Mörder” (1931) per poi concludersi, almeno per il momento, con il recente “Der Goldene Handschuh” (2019) di Fatih Akin. Un viaggio cominciato da Düsseldorf (il pervertito Peter Kürten) e successivamente Continua a leggere

Tropa De Elite

di José Padilha (Brasile/Stati Uniti, 2007)

In partenza, “Tropa De Elite” (conosciuto anche come “Elite Squad”) doveva essere un documentario basato sull’omonimo libro scritto dall’antropologo Luiz Eduardo Soares insieme a due ex-membri del BOPE (il Batalhão De Operações Policiais Especiais è un gruppo di intervento speciale incaricato di effettuare incursioni nei territori delle favelas brasiliane) Continua a leggere

Limbo

di Soi Cheang (Hong Kong/Cina, 2021)

Come un set a cielo aperto, Hong Kong è una metropoli da sempre riconoscibile al primo sguardo: il suo caos, il suo formicaio umano in perenne movimento, il suo tessuto urbano claustrofobico e schiacciato su se stesso, sono molte le prerogative che rendono unici i connotati dell’ex colonia britannica. Negli anni, il cinema noir locale ha avuto la fortuna Continua a leggere

Šavovi

di Miroslav Terzic (Serbia, 2019)

Questo film è ispirato a una storia vera. Ancora oggi, in Serbia, oltre cinquecento famiglie sono ancora alla ricerca dei propri bambini scomparsi”. Stavolta partiamo dai titoli di coda, da un epilogo che lascia tutto in sospeso, perché la verità non è ancora venuta a galla: ci riferiamo per l’appunto a una questione sociale tornata prepotentemente alla Continua a leggere

Skinning

di Stevan Filipovic (Serbia, 2010)

“Skinning” (“Sisanje”) è un lungometraggio incentrato su un argomento molto delicato, considerando che dopo il crollo del blocco sovietico sono stati proprio i paesi dell’Europa orientale a dover fronteggiare degli enormi rigurgiti nazionalisti: il caso eclatante della ex Jugoslavia continua ancora oggi a tormentare la coscienza di molte persone, non a caso Continua a leggere

Shorta

di Frederik Louis Hviid e Anders Ølholm (Danimarca, 2020)

Fu grazie a un regista all’epoca sconosciuto come Nicolas Winding Refn che il filone crime danese cominciò a far parlare di sé al di fuori dei confini nazionali. Era infatti il 1996 quando Refn realizzò il primo grezzo capitolo di “Pusher”, un esordio importante per una trilogia di successo poi culminata con il conclusivo “Pusher 3 – L’Angelo Della Morte” del 2005. Questa Continua a leggere

Vanishing Point

di Richard C. Sarafian (Stati Uniti, 1971)

“Vanishing Point” (da noi “Punto Zero”) è un road movie del 1971 che meriterebbe di stare molto più alto in un’ipotetica scala di valori legata ai film di culto usciti a cavallo tra i 60s e i 70s. Nessuno vuole mettere in discussione “Easy Rider” (1969), però l’opera di Richard C. Sarafian potrebbe tranquillamente essere lì, accanto a quel monumento Continua a leggere