Ladybug Ladybug

di Frank Perry (Stati Uniti, 1963)

Le bombe atomiche sganciate in Giappone hanno spalancato una finestra su scenari ancora più apocalittici. Ecco perché, durante i lunghi decenni contraddistinti dalla guerra fredda, ogni timore è diventato paranoia, così come ogni paura si è trasformata in ossessione. Questa breve ma incisiva pellicola americana del 1963 affronta le dinamiche Continua a leggere

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A Prova Di Errore

di Sidney Lumet (Stati Uniti, 1964)

Quella che un tempo si chiamava guerra fredda, oggi si è trasformata in una partita a scacchi geopolitica tra due o più schieramenti (bisogna metterci dentro anche la Cina). Una mossa falsa del nemico può scatenare sanzioni, embarghi e quant’altro, perché l’ipotetico periodo di pace in cui viviamo in realtà nasconde mille battaglie invisibili, giocate Continua a leggere

Rashômon

di Akira Kurosawa (Giappone, 1950)

Si potrebbe parlare a lungo del pessimismo presente nel cinema di Akira Kurosawa: abbiamo scelto di farlo attraverso uno dei suoi capolavori assoluti, “Rashômon”, il film che ha spalancato le porte del successo internazionale al regista giapponese (il doppio trionfo prima a Venezia e poi agli Oscar ha segnato in maniera indelebile il nostro rapporto Continua a leggere

Leviathan

di Andrey Zvyagintsev (Russia, 2014)

Tra i registi russi emersi con l’avvento del nuovo secolo, Andrey Zvyagintsev (classe 1964) si è spesso distinto per l’elevata qualità delle sue pellicole, molte delle quali hanno ottenuto importanti riconoscimenti in giro per il mondo. “Leviathan” è una di queste (miglior film straniero ai Golden Globe 2015 e poi ancora nella cinquina finale degli Oscar, sempre Continua a leggere

L’Ultima Ora

di Sébastien Marnier (Francia, 2018) 

Se state cercando un film strano, “L’Ultima Ora” (“L’Heure De La Sortie”) potrebbe fare al caso vostro. Si tratta di un prodotto sui generis perché ci parla di qualcosa di molto attuale, facendolo però in maniera contorta, criptica e inquietante, come se un dramma come tanti all’improvviso prendesse i connotati di un mystery/thriller senza via di scampo Continua a leggere

Au Hasard Balthazar

au hasard balthazardi Robert Bresson (Francia/Svezia, 1966)

Insieme al successivo “Mouchette” (1967) che ne rappresenta il naturale prolungamento, “Au Hasard Balthazar” incarna una delle più strazianti riflessioni sul male mai raccontate dal cinema. Dietro la macchina da presa troviamo Robert Bresson, maestro assoluto del minimalismo francese. Questi due film rappresentano una vera e propria esperienza filosofica, una lezione di Continua a leggere

Onora Il Padre E La Madre

onora il padre e la madredi Sidney Lumet (Stati Uniti, 2007)

“Onora Il Padre e La Madre” (“Before The Devil Knows You’re Dead”) è l’ultimo film diretto da Sidney Lumet, un grande veterano della mdp deceduto a New York nel 2011. Nel 2007 Lumet ha ottant’anni suonati, ma con questa pellicola il suo talento trova l’ennesima meritata consacrazione, un plauso unanime avvalorato da una prova corale del cast a dir poco perfetta: a cominciare da Philip Continua a leggere

Sweet Sixteen

sweet sixteen 2di Ken Loach (Gran Bretagna/Germania, 2002)

“Sweet Sixteen” è un film significativo tra quelli diretti da Ken Loach, forse il più indicato per essere inserito tra queste pagine. Non si tratta certo del miglior Loach, ma il premio per la sceneggiatura a Cannes nel 2002 e una serie di dure riflessioni sul mondo giovanile britannico lo rendono ancora oggi un lavoro importante, attuale, capace di sbatterci in faccia argomenti raccontati troppo spesso con Continua a leggere

Sussurri E Grida

bergman_di Ingmar Bergman (Svezia, 1972)

“Sussurri e Grida” (il titolo originale è “Viskningar Och Rop”) è senza dubbio uno dei capolavori di Ingmar Bergman, un film per giunta realizzato durante un periodo non facile della sua carriera. Il regista svedese dirige un’opera durissima incentrata sul dolore, sulla morte e sulle relazioni interpersonali, smascherando la falsità e l’ipocrisia di una famiglia altoborghese del primo novecento Continua a leggere

Loveless

lovelessdi Andrey Zvyagintsev (Russia/Francia, 2017)

Andrey Zvyagintsev continua imperterrito a raccontarci la Russia dei giorni nostri, ritornando nella metropoli moscovita dopo la parentesi subartica del monumentale “Leviathan” (2014). “Loveless”, già premiato dalla giuria a Cannes, è un amaro dramma sull’egoismo, anche se la trama potrebbe far pensare a un thriller investigativo. Zhenya e Boris sono una coppia in crisi in attesa del Continua a leggere