Mad God

di Phil Tippett (Stati Uniti, 2021)

Per entrare nella storia del cinema, non bisogna essere per forza registi o attori: provate a chiederlo a Phil Tippett (per lui solo due lungometraggi dietro la macchina da presa), un mostro sacro degli effetti speciali. Alcuni titoli per cui ha lavorato? “Guerre Stellari”, “Indiana Jones e Il Tempio Maledetto”, “RoboCop” e poi ancora “Jurassic Park”, film Continua a leggere

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Lamb

di Valdimar Jóhannsson (Islanda/Svezia/Polonia, 2021)

Pochi mesi fa “Lamb” si è aggiudicato a Cannes il Prize of Originality nella sezione Un Certain Regard. Un riconoscimento più che meritato, considerando la straniante natura fantasy del film, una particolarità che a un certo punto prende per mano una storia di chiara matrice drammatica. Il regista Valdimar Jóhannsson (qui al suo esordio) ha curato Continua a leggere

Divino Amor

di Gabriel Mascaro (Brasile/Uruguay, 2019)

Era il 2027. Il Brasile era cambiato. La festa più importante del paese non era più il carnevale, ma la festa dell’amore supremo”. Inizia con queste parole il nuovo film di Gabriel Mascaro, regista sudamericano da noi già apprezzato per il precedente “Neon Bull” (2015), una pellicola profondamente legata a un Brasile rurale e arretrato. Stavolta invece si guarda Continua a leggere

Fried Barry

di Ryan Kruger (Sudafrica, 2020)

Tra i titoli più interessanti dell’imminente Be Afraid Horror Fest (quest’anno anche in streaming su Mymovies), dobbiamo per forza segnalare questo delirio assoluto diretto da Ryan Kruger, un film che sviluppa un’idea di base già assaporata nell’omonimo short uscito nel 2017. Sono molte le prerogative che rendono affascinante questo lungometraggio, a Continua a leggere

Ivan

ivandi Janez Burger (Slovenia/Croazia, 2017)

Al di là del nostro confine nord-orientale c’è un cinema tutto da scoprire, quello sloveno. Se alcuni anni fa abbiamo assaporato l’esordio di Rok Bicek (il suo “Class Enemy” arrivò persino nelle sale italiane), oggi puntiamo lo sguardo sul talentuoso Janez Burger, un regista più esperto che ci interessa molto da vicino: “Ivan” è infatti un durissimo film drammatico (travestito da thriller) che merita Continua a leggere

Carne

carnedi Gaspar Noé (Francia, 1991)

Anche se “Carne” è il terzo cortometraggio di Gaspar Noé, la carriera di questo controverso regista franco-argentino inizia praticamente da qui, con un premio della critica a Cannes nel 1991 e con le basi concettuali di quello che nel 1998 sarà il suo primo lungometraggio, il memorabile e annichilente “I Stand Alone”. Ci sono comunque voluti moltissimi anni per raccogliere i fondi Continua a leggere

Begotten

begodi E. Elias Merhige (Stati Uniti, 1990)

Il cinema estremo non può prescindere da un film come “Begotten”. Un’opera completamente sperimentale, priva di dialoghi, spesso considerata indigesta anche da chi è addentrato per bene all’interno del genere di riferimento. Ma possiamo parlare di horror in senso stretto? Assolutamente sì, un terrore grezzo e primigenio. Però bisogna pure rimarcare che qualsiasi etichetta tende a rivelarsi Continua a leggere

Possession

possession_1981di Andrzej Żuławski (Francia/Germania Ovest, 1981)

Le urla isteriche di Isabelle Adjani risuonano potenti ancora oggi. Perché “Possession” è un film disumano, mostruoso, permeato da uno strato permanente di angoscia e disperazione. Il vero capolavoro di Andrzej Żuławski.
Berlino (ancora divisa dal muro), 1981: quando Mark (Sam Neill) scopre il tradimento della moglie Continua a leggere

La Terza Parte Della Notte

la terza partedi Andrzej Żuławski (Polonia, 1971)

Il cinema di Andrzej Żuławski è sospeso e inafferrabile, come se ci trovassimo all’interno di un incubo che lambisce la realtà senza però definire i suoi contorni e viceversa. Una caratteristica che affiora non solo nel celebre “Possession” (1981) ma anche in altre sue opere, come ad esempio nel primo lungometraggio “Trzecia Część Nocy” (“La Terza Parte Della Notte”) che all’epoca mostrava Continua a leggere

Baby Killer

baby kdi Larry Cohen (Stati Uniti, 1974)

Larry Cohen è un regista americano da sempre interessato agli aspetti sociali del cinema horror. Dietro l’apparente leggerezza dei suoi film, si celano messaggi più o meno espliciti volti a sensibilizzare lo spettatore. Questo accade ad esempio nelle sue opere migliori, come nel tagliente “God Told Me To” del 1976 (un sguardo allucinato sulla religione) o nello spassoso “The Continua a leggere