Decision To Leave

di Park Chan-Wook (Corea del Sud, 2022)

Dopo sei anni di assenza dal grande schermo (“The Handmaiden” risale al 2016), Park Chan-Wook torna a deliziarci con un cinema sempre più distante dai modelli coreani di riferimento (una virata che si poteva già intuire con “Thirst” o con il precedente lungometraggio, film molto diverso dalle sue esperienze più celebri). Premiato solo pochi mesi Continua a leggere

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Lady Vendetta

di Park Chan-Wook (Corea del Sud, 2005)

Con questo lungometraggio del 2005 si chiude la celebre trilogia della vendetta di Park Chan-Wook, tre pellicole ognuna delle quali capace di brillare di luce propria. Difficile dunque scegliere tra un capolavoro assoluto del cinema coreano (“Mr. Vendetta”) e uno dei film orientali più celebri di sempre (“Oldboy”), con “Lady Vendetta” a rappresentare un Continua a leggere

Thirst

di Park Chan-Wook (Corea del Sud/Stati Uniti, 2009)

Che il cinema dei vampiri non debba per forza ridursi ai grandi classici del passato o alle solite pellicole adolescenziali di ultima generazione, è un dato di fatto: senza andare troppo indietro nel tempo, film come “Lasciami Entrare” (2008) o il più recente “Solo Gli Amanti Sopravvivono” (2013) hanno dimostrato che esiste anche una terza via, in cui la Continua a leggere

Mr. Vendetta

mr. vendetta posterdi Park Chan-Wook (Corea del Sud, 2002)

Capita spesso di imbattersi nel cinefilo occasionale, quello che di solito apprezza solo un paio di registi coreani, Kim Ki-Duk e Park Chan-Wook. Il primo per “Ferro 3” (2004) e il secondo per “Oldboy” (2003), due film da lui considerati i più grandi mai realizzati in Corea (la loro importanza è indiscutibile, meno il fatto che questa valutazione rappresenti la classica ovvietà di chi conosce Continua a leggere

The Handmaiden

14956436_1244901368906065_3861803518530304610_ndi Park Chan-Wook (Corea del Sud, 2016)

Dopo la tanto osannata trilogia della vendetta, il vampiro urbano del sottovalutato “Thirst” (2009), la discreta virata hollywoodiana di “Stoker” (2013) e molto altro, Park Chan-Wook si rimette in gioco e lo fa sorprendendoci con un lesbian thriller ambientato nella Corea degli anni trenta, durante l’occupazione giapponese. In realtà, il film è la trasposizione del romanzo “Fingersmith” di Sarah Continua a leggere