Watcher

di Chloe Okuno (Stati Uniti/Romania, 2022)

Per gli amanti del cinema della paranoia, “Watcher” è una visione imprescindibile. I riferimenti passano sia da Roman Polanski (qui spogliato di qualsiasi riferimento esoterico) che da Alfred Hitchcock (“La Finestra Sul Cortile”), per poi atterrare fino al recente “It Follows” (2014), pellicola che condivide alcune cose proprio con il prodotto in esame Continua a leggere

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Ladybug Ladybug

di Frank Perry (Stati Uniti, 1963)

Le bombe atomiche sganciate in Giappone hanno spalancato una finestra su scenari ancora più apocalittici. Ecco perché, durante i lunghi decenni contraddistinti dalla guerra fredda, ogni timore è diventato paranoia, così come ogni paura si è trasformata in ossessione. Questa breve ma incisiva pellicola americana del 1963 affronta le dinamiche Continua a leggere

Mrak

di Dušan Milić (Serbia/Italia, 2022)

Tra i film più interessanti visti di recente al Trieste Film Festival, spicca questo “Mrak” (“Darkling”), una coproduzione tra ben cinque paesi (Serbia, Italia, Danimarca, Bulgaria e Grecia) per la regia di Dušan Milić. Qui a entrare in gioco è la travagliata storia contemporanea dei Balcani: la pellicola è infatti ambientata nel 2004, quando la tensione sociale nei Continua a leggere

The Ones Below

di David Farr (Gran Bretagna, 2015)

Ancora oggi, non sono pochi i registi che intraprendono la strada del thriller psicologico rimettendo in circolo la lezione di Roman Polanski, colui che nel genere di riferimento ha lasciato un segno indelebile grazie alla cosiddetta trilogia dell’appartamento. David Farr (qui al suo primo e per ora unico lungometraggio) ricomincia proprio dall’esperienza Continua a leggere

Adoration

di Fabrice Du Welz (Belgio/Francia, 2019)

Reduce da un paio di esperienze commerciali alquanto trascurabili, il belga Fabrice Du Welz è rientrato finalmente nella sua comfort zone, riprendendo le redini di quel discorso che tanti anni fa lo aveva portato alla ribalta internazionale (“Calvaire” resta un titolo di punta della grande stagione horror franco-belga di inizio secolo). Un successo bissato più Continua a leggere

Blood Conscious

di Timothy Covell (Stati Uniti, 2021)

La quarantunesima edizione dello storico Fantafestival romano si sta avviando alla conclusione con meritato successo, attraverso una formula ibrida sia in presenza che on-line capace di attirare l’attenzione del pubblico su più livelli. Un segnale incoraggiante di speranza e di ripartenza. Per quanto riguarda il programma della rassegna, si è invece optato per Continua a leggere

Coma Profondo

di Michael Crichton (Stati Uniti, 1978)

Nel 1978 Michael Crichton dirige il suo film più acclamato, “Coma Profondo” (“Coma” nel titolo originale), un medical-thriller al cardiopalmo tratto da un romanzo di Robin Cook. Parliamo di un regista/scrittore che è stato per tutti l’autore di “Jurassic Park”, il libro dal quale Steven Spielberg ha tratto l’omonima trasposizione cinematografica di successo Continua a leggere

Next Door

di Pål Sletaune (Norvegia/Svezia, 2005)

La cosiddetta trilogia dell’appartamento di Roman Polanski ha veramente lasciato il segno, non si spiegherebbe altrimenti la profonda devozione di alcuni registi verso tali opere: il norvegese Pål Sletaune è uno di questi, perché “Next Door” (“Naboer” nel titolo originale) è un film profondamente polanskiano, settantacinque minuti che volano Continua a leggere

Rosemary’s Baby

rosemary's babydi Roman Polanski (Stati Uniti, 1968)

All’interno della cosiddetta trilogia dell’appartamento, “Rosemary’s Baby” è il film nettamente più famoso di Roman Polanski, non a caso su IMDb è stato votato da quasi duecentomila persone, al contrario di “Repulsion” (1965) e “L’Inquilino Del Terzo Piano” (1976), entrambi al di sotto delle cinquantamila unità. Una differenza abissale che però non rispecchia affatto quella Continua a leggere

Tous Les Dieux Du Ciel

tous les dieuxdi Quarxx (Francia, 2018)

La grande stagione in cui l’horror estremo francese dettava legge è finita da un bel pezzo, eppure sporadicamente assistiamo a qualche piacevole impennata figlia proprio dei vecchi tempi. Il regista transalpino Quarxx (questo il suo nome da battaglia), dopo gli ottimi consensi raccolti in giro con il cortometraggio “Un Ciel Bleu Presque Parfait” del 2016, ha trasformato il suo short in una Continua a leggere