Tenderness Of The Wolves

di Ulli Lommel (Germania Ovest, 1973)

Il cinema tedesco non ha mai trascurato i serial killer di casa propria: una lunga storia che ha avuto inizio con il capolavoro “M – Eine Stadt Sucht Einen Mörder” (1931) per poi concludersi, almeno per il momento, con il recente “Der Goldene Handschuh” (2019) di Fatih Akin. Un viaggio cominciato da Düsseldorf (il pervertito Peter Kürten) e successivamente Continua a leggere

Marilyn

di Martín Rodríguez Redondo (Argentina/Cile, 2018)

“Marilyn” ha avuto il suo piccolo momento di celebrità nel 2018, quando fu proiettato al Festival di Berlino. Anche se oggi dalle nostre parti questo film non se lo ricorda più nessuno, nella comunità LGBT sudamericana sono ancora in molti a parlare del personaggio di Marcelo Bernasconi (detto Marcos), il protagonista delle vicende (la pellicola è basata Continua a leggere

Saint-Narcisse

di Bruce LaBruce (Canada, 2020)

Uno dei nomi più gettonati all’interno del circuito cinematografico LGBT è quello del canadese Bruce LaBruce, un artista a trecentosessanta gradi già noto durante gli anni ottanta per essere stato tra i promotori del movimento queercore (ovvero queer di ispirazione punk). Con alcune delle sue ultime pellicole, LaBruce sembra aver imboccato una Continua a leggere

O Animal Cordial

di Gabriela Amaral (Brasile, 2017)

Da molti anni a questa parte, il cinema di confine centro-sudamericano è in pieno fermento: c’è tanta passione, ci sono buone idee ma soprattutto ci sono dei registi (anche esordienti) che riescono ad ottenere risultati importanti con budget minimi. Da oggi possiamo aggiungere alla lista dei promossi pure la brasiliana Gabriela Amaral (classe 1980), artefice di Continua a leggere

Purgatoryo

di Roderick Cabrido (Filippine, 2016)

L’obitorio come un purgatorio, perché in attesa del loro funerale (dunque la via per il paradiso) questi cadaveri finiscono lì dentro, stesi all’interno di una vasca o sopra un tavolo di acciaio. Un’atmosfera gelida, illuminata sporadicamente da luci fredde e bluastre. Se per i defunti questo luogo rappresenta soltanto un transito per chissà dove, per i vivi è un Continua a leggere

Buddies

di Arthur J. Bressan Jr (Stati Uniti, 1985)

“Buddies” è un film davvero commovente, una lezione di umanità che meriterebbe maggiore visibilità al di là del circuito nel quale la pellicola è diventata celebre, quello LGBT. Questo per ribadire che i sentimenti, le malattie o il più tragico dolore non appartengono soltanto a una determinata fetta di popolazione, ma sono un patrimonio comune a Continua a leggere

L’Imbalsamatore

l'imbalsamatoredi Matteo Garrone (Italia, 2002)

Anche se qualcuno se ne è accorto un po’ in ritardo (con il recente “Dogman”), non è certo una novità il fatto che Matteo Garrone sia un regista capace di trasformare in oro alcune vicende di cronaca nera accadute nel nostro paese. Era già capitato con “Primo Amore” (2004) e ancora prima con “L’Imbalsamatore”, la sua pellicola più vicina al noir nel senso stretto del termine, soprattutto per via di Continua a leggere

Totò Che Visse Due Volte

toto che visse due voltedi Daniele Ciprì e Franco Maresco (Italia, 1998)

Un film degradante per la dignità del popolo siciliano, del mondo italiano e dell’umanità, offensivo del buon costume, con esplicito disprezzo verso il sentimento religioso e contenente scene blasfeme intrise di degrado morale”. Attraverso questo feroce attacco frontale, “Totò Che Visse Due Volte” fu bannato in prima istanza dalla commissione Continua a leggere

Nevrland

nevrlanddi Gregor Schmidinger (Austria, 2019)

Il cinema indipendente austriaco continua imperterrito a sfornare prodotti di livello, lo abbiamo visto di recente con lo splendido “Die Beste Aller Welten” (2017) di Adrian Goiginger e lo ribadiamo oggi con “Nevrland”, primo lungometraggio per il talentuoso Gregor Schmidinger, regista classe 1985 nato a Linz. Nel curriculum di Schmidinger possiamo annoverare Continua a leggere

Sauvage

sauvagedi Camille Vidal-Naquet (Francia, 2018)

Ancora una volta è il coraggio del cinema francese a regalarci un’opera destinata a lasciare il segno, soprattutto se parliamo di filmografia LGBT. Quello di Camille Vidal-Naquet è un esordio frutto di un’attenta analisi svolta all’interno del poco conosciuto universo della prostituzione maschile, un perfetto equilibrio tra osservazione documentaristica, irruenza (melo)drammatica e Continua a leggere