Amore E Morte Nel Giardino Degli Dei

di Sauro Scavolini (Italia, 1972)

Questo lavoro nasce dal connubio tra due fratelli mai troppo celebrati negli ambienti del cinema bis italiano, Sauro e Romano Scavolini. Il primo, classe 1934, ha sceneggiato decine e decine di film soprattutto durante gli anni settanta (il sodalizio con Sergio Martino fu lungo e proficuo), mentre Romano (lui nato nel 1940) ce lo ricordiamo Continua a leggere

Pubblicità

Tenderness Of The Wolves

di Ulli Lommel (Germania Ovest, 1973)

Il cinema tedesco non ha mai trascurato i serial killer di casa propria: una lunga storia che ha avuto inizio con il capolavoro “M – Eine Stadt Sucht Einen Mörder” (1931) per poi concludersi, almeno per il momento, con il recente “Der Goldene Handschuh” (2019) di Fatih Akin. Un viaggio cominciato da Düsseldorf (il pervertito Peter Kürten) e successivamente Continua a leggere

The Sinful Dwarf

di Vidal Raski (Danimarca, 1973) 

Ai fautori nonché ai cultori del cinema exploitation non è mai mancata la fantasia, ecco perché qualcuno (molto prima di noi) si è preso persino la briga di coniare il termine dwarfploitation per dare un significato ancora più specifico a questo tipo di pellicole. Quelle dove i protagonisti sono dei nani, meglio se infami. In realtà in “The Sinful Dwarf” Continua a leggere

Vacanze Per Un Massacro

vacanze per un massacrodi Fernando Di Leo (Italia, 1980)

C’è più sex che violence in questo film minore di Fernando Di Leo, una pellicola realizzata con pochi soldi quasi esclusivamente all’interno di una sola location. Il soggetto originario di Mario Gariazzo viene sceneggiato dallo stesso regista, un compito non facile che si tramuta in un lavoro scarno e privo di particolari guizzi vincenti, se escludiamo l’eccellente svolta conclusiva, girata egregiamente e Continua a leggere

La Notte Dei Diavoli

la notte dei diavolidi Giorgio Ferroni (Italia/Spagna, 1972)

In un periodo storico in cui impazza il giallo all’italiana, Giorgio Ferroni sorprende tutti e ritorna al gotico, dopo aver definitivamente chiuso la parentesi con il peplum e con il western. Erano infatti trascorsi dodici anni dal celebre “Il Mulino Delle Donne Di Pietra” (1960), un film seminale per il cinema fantastico nazionale anche solo per il fatto che fu il primo horror nostrano girato a Continua a leggere

A Brutal Game

abtdi Jean-Claude Brisseau (Francia, 1983)

Chissà se la recente scomparsa di Jean-Claude Brisseau (1944-2019) possa ridestare un minimo di interesse attorno alla sua carriera, da sempre ingiustamente sottovalutata almeno al di fuori dei confini francesi. Un cinema tormentato, fortemente drammatico e ricco di pulsioni quasi impenetrabili, nel quale l’erotismo gioca un ruolo a dir poco fondamentale. Potevamo dedicare questa breve Continua a leggere

Histoire d’O

histoire d'odi Just Jaeckin (Francia/Germania Ovest, 1975)

“Historie d’O” è un film del 1975 ispirato all’omonimo romanzo di Pauline Réage pubblicato nel 1954, un libro scandalo la cui prefazione fu scritta da Jean Paulhan, all’epoca amante della donna e grande estimatore del Marchese De Sade. Curiosamente proprio nel 1975 il nome di De Sade ritorna nel capolavoro di Pasolini “Salò o Le 120 Giornate Di Sodoma”, ma con un significato Continua a leggere

Serial Rapist

serial rapistdi Kōji Wakamatsu (Giappone, 1978)

Sono talmente tante le pellicole dirette da Kōji Wakamatsu che spesso ci si sofferma solo sulla punta dell’iceberg, una manciata di titoli fondamentali (girati nella seconda metà degli anni sessanta) tra i quali ricordiamo “Embrione” (1966), “Angeli Violati” (1967), “Violent Virgin” (1969) e “Su Su Per La Seconda Volta Vergine” (1969). Poi c’è anche un Wakamatsu minore ma non per Continua a leggere

Violenza Ad Una Vergine Nella Terra Dei Morti Viventi

violenza a una verginedi Jean Rollin (Francia, 1971)

Quando si tratta di affibbiare titoli italiani a film stranieri, abbiamo sempre molta fantasia. Ma soprattutto furbizia, perché se “Le Frisson Des Vampires” diventa “Violenza Ad Una Vergine Nella Terra Dei Morti Viventi” significa voler attirare il pubblico utilizzando tutte le sfaccettature possibili del cinema exploitation: quelle legate alla violenza, al sesso (la vergine) e visto che ci Continua a leggere

La Bestia

la bestiadi Walerian Borowczyk (Francia, 1975)

Il cinema erotico di Walerian Borowczyk non si può scindere da quel bisogno irrefrenabile di libertà sessuale, un concetto spesso imprigionato all’interno della mentalità borghese che ne ha sempre limitato ogni movimento. Così, quando l’essere umano è costretto a sottostare alle regole imposte dalla propria cultura di riferimento, tende a trasgredire: lo fa in maniera a volte plateale Continua a leggere