Sundown

di Michel Franco (Messico/Francia/Svezia, 2021)

Dopo l’anteprima mondiale al Festival di Venezia dello scorso anno, “Sundown” è atterrato ufficialmente nelle sale italiane: un’occasione ghiotta per conoscere da vicino il cinema di Michel Franco, regista messicano classe 1979 già apprezzato sulle nostre pagine per l’ottimo “Después De Lucía” (2012) e per il controverso ma incompiuto “Nuevo OrdenContinua a leggere

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Luna De Miel

di Diego Cohen (Messico, 2015)

“Luna De Miel” fece la sua discreta figura durante la proiezione romana al Fantafestival del 2016. Dopotutto, già dalla scorsa decade, il cinema estremo messicano (e in generale quello dei paesi latini dell’area centro-sudamericana) ha decisamente alzato in alto la propria asticella. In questo caso, basta un piccolo budget per sfornare un prodotto più che Continua a leggere

Fando Y Lis

di Alejandro Jodorowsky (Messico, 1968)

Con il suo primo lungometraggio, Alejandro Jodorowsky fa le prove generali in vista dei suoi futuri capolavori. Il budget è povero, ma le idee sono già straripanti, grazie anche all’apporto decisivo dell’amico/collega di sempre Fernando Arrabal (l’opera prende ispirazione da una pièce teatrale scritta anni prima dal regista e drammaturgo spagnolo) Continua a leggere

La Calle De La Amargura

di Arturo Ripstein (Messico, 2015)

Arturo Ripstein (classe 1943) ha imparato le basi del mestiere collaborando con Luis Buñuel: è infatti il 1962 quando il giovane messicano lavora come assistente alla regia (non accreditato) sul set de “L’Angelo Sterminatore”. Da tempo considerato in patria uno dei cineasti più influenti e importanti di sempre, Ripstein non ha mai smesso di fare Continua a leggere

Animales Humanos

di Lex Ortega (Messico, 2020)

Se con l’infame “Atroz” (definito il più violento film messicano mai realizzato) Lex Ortega è entrato di diritto nel giro estremo che conta, il suo nuovo lungometraggio “Animales Humanos” ribadisce la sua propensione nel saper affondare per bene le unghie nel cinema di confine, anche ribaltando completamente la prospettiva sociale. Le strade Continua a leggere

Nuevo Orden

di Michel Franco (Messico/Francia, 2020)

Con “Nuevo Orden” il messicano Michel Franco abbandona le tematiche intimiste dei sui lavori precedenti (pensiamo all’ottimo “Después De Lucía” o al più recente “Chronic”), abbracciando un discorso molto più ambizioso legato a doppio filo con i problemi della società contemporanea. Un approccio che al Festival di Venezia è stato decisamente apprezzato Continua a leggere

Intrépidos Punks

di Francisco Guerrero (Messico, 1988)

Il cinema di genere messicano ha una lunga tradizione, non a caso c’è un termine appositamente coniato per descrivere tale movimento, ovvero mexploitation, un grande contenitore in cui possiamo trovare proprio di tutto: dai tantissimi film con protagonista El Santo (eroe mascherato del wrestling locale) fino agli horror degli anni settanta, un filone Continua a leggere

Il Massacro Della Guyana

di René Cardona Jr (Messico, 1979)

Era il 18 novembre del 1978 quando oltre novecento persone persero la vita (quasi tutte avvelenate con il cianuro) nel famigerato massacro della Guyana, un suicidio di massa rivoluzionario la cui notizia fece subito il giro del mondo. Dietro questa tragedia c’era il pastore Jim Jones, fondatore del Tempio del Popolo e da oltre un anno trasferitosi con centinaia di Continua a leggere

Perdita Durango

di Álex De La Iglesia (Messico/Spagna, 1997)

Due anni dopo l’uscita del cult “El Día De La Bestia” (1995), Álex De La Iglesia subentra al collega Bigas Luna per la realizzazione di “Perdita Durango”, un film piuttosto ambizioso (ispirato a un romanzo di Barry Gifford) che viene prontamente plasmato attraverso le frizzanti derive pulp che stavano spopolando in quel periodo (torna in mente Continua a leggere

Rovine

di Carter Smith (Stati Uniti/Germania/Australia, 2008)

Rispetto ad alcune pellicole più o meno contemporanee nelle quali la location esotica diventa una trappola senza vie di uscita (pensiamo a titoli come “Bordeland” o “Turistas”), questo “Rovine” ha una marcia in più. Scott B. Smith adatta il suo omonimo romanzo trasformandolo in uno script tutto sommato semplice e lineare, manna dal cielo per un Continua a leggere