Decision To Leave

di Park Chan-Wook (Corea del Sud, 2022)

Dopo sei anni di assenza dal grande schermo (“The Handmaiden” risale al 2016), Park Chan-Wook torna a deliziarci con un cinema sempre più distante dai modelli coreani di riferimento (una virata che si poteva già intuire con “Thirst” o con il precedente lungometraggio, film molto diverso dalle sue esperienze più celebri). Premiato solo pochi mesi Continua a leggere

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Le Ombre Degli Avi Dimenticati

di Sergei Parajanov (Unione Sovietica, 1965)

La carriera di questo regista nato nel 1924 da genitori armeni è stata a dir poco turbolenta: prima bersagliato dalla censura (le autorità sovietiche criticarono aspramente il suo operato) e poi finito in carcere (a cui seguirono molti anni di inattività), Sergei Parajanov ha osato sfidare in maniera coerente e personale il sistema, remando contro quelle istituzioni da Continua a leggere

Ballata Dell’Odio E Dell’Amore

di Álex De La Iglesia (Spagna/Francia, 2010)

“Ballata Dell’Odio e Dell’Amore” (“Balada Triste De Trompeta”) è il film più celebre tra quelli diretti da Álex De La Iglesia negli ultimi vent’anni, un lungometraggio già consacrato a Venezia nel 2010 con la vittoria del Leone d’Argento. È proprio tra questi fotogrammi che emerge il volto più eclettico del regista basco, non a caso l’incontro/scontro tra dramma Continua a leggere

Leptirica

di Đorđe Kadijević (Jugoslavia, 1973)

Il primo horror non si scorda mai, ecco perché “Leptirica” è un pezzo di storia cinematografica della ex-Jugoslavia. Girato da Đorđe Kadijević in un remoto villaggio bosniaco (Zelinje), questo film prende ispirazione da una vecchio racconto pubblicato nel 1880 da Milovan Glišić, uno scrittore che alcuni in patria considerano il Gogol serbo. Ci troviamo Continua a leggere

Ema

di Pablo Larraín (Cile, 2019)

Chi lo avrebbe mai detto, anche Pablo Larraín è riuscito a spiazzare il suo pubblico più affezionato. Che sia un bene o un male questo forse lo capiremo in un futuro prossimo, ma una cosa è certa, “Ema” si stacca completamente dal passato del regista cileno, scegliendo la via della suggestione al posto di quella del rigore formale e narrativo. Un film per gli occhi Continua a leggere

La Svastica Nel Ventre

di Mario Caiano (Italia, 1977)

All’interno del famigerato filone nazisploitation, non tutto era obbligatoriamente legato al trash o a produzioni di infimo livello. “La Svastica Nel Ventre” di Mario Caiano è una delle poche pellicole dignitose tra quelle appartenenti a questo sottogenere: l’approccio qui è meno truculento (anche se la violenza psicologica è ben presente) ma soprattutto Continua a leggere

Panico A Needle Park

di Jerry Schatzberg (Stati Uniti, 1971)

Per il personaggio di Michael Corleone del celebre “Il Padrino” (1972), Francis Ford Coppola scritturò un semisconosciuto Al Pacino dopo averlo visto all’opera in questo “The Panic In Needle Park”, primo film in cui l’attore americano recita in un ruolo da protagonista. Per lui una prova strabiliante, anche nella versione in italiano nella quale al doppiaggio Continua a leggere

Carne

di Armando Bo (Argentina, 1968)

Una delle collaborazioni più affascinanti in ottica exploitation è stata quella portata avanti dal regista Armando Bo insieme alla modella Isabelle Sarli (i due ebbero anche una relazione), un connubio vincente che i più attenti di voi conosceranno di sicuro. Il fatto curioso è che queste pellicole non arrivano dall’Italia o dagli Stati Uniti, bensì dall’Argentina, un Continua a leggere

Thirst

di Park Chan-Wook (Corea del Sud/Stati Uniti, 2009)

Che il cinema dei vampiri non debba per forza ridursi ai grandi classici del passato o alle solite pellicole adolescenziali di ultima generazione, è un dato di fatto: senza andare troppo indietro nel tempo, film come “Lasciami Entrare” (2008) o il più recente “Solo Gli Amanti Sopravvivono” (2013) hanno dimostrato che esiste anche una terza via, in cui la Continua a leggere