Ayka

di Sergei Dvortsevoy (Russia/Germania/Kazakistan, 2018)

Come spesso accade dalle nostre parti, il cinema russo contemporaneo resta sempre un’esperienza (nonché un privilegio!) per pochi intimi, anche quando queste pellicole riescono ad aggiudicarsi qualche importante premio internazionale. Ricordiamo infatti che nel 2018, la kazaka Samal Yeslyamova trionfò a Cannes come migliore attrice della rassegna Continua a leggere

Pubblicità

Yakuza’s Law

di Teruo Ishii (Giappone, 1969)

Che i mafia movies possano essere ultraviolenti non è affatto una novità, nessuno però si sarebbe potuto immaginare un film così estremo girato nel lontano 1969. A metterci la faccia è ovviamente Teruo Ishii, regista già noto in quel periodo per le sue pellicole appartenenti al filone ero guro (nel suo caso, torture a non finire condite da elementi sia Continua a leggere

Totò Che Visse Due Volte

toto che visse due voltedi Daniele Ciprì e Franco Maresco (Italia, 1998)

Un film degradante per la dignità del popolo siciliano, del mondo italiano e dell’umanità, offensivo del buon costume, con esplicito disprezzo verso il sentimento religioso e contenente scene blasfeme intrise di degrado morale”. Attraverso questo feroce attacco frontale, “Totò Che Visse Due Volte” fu bannato in prima istanza dalla commissione Continua a leggere

A History Of Violence

adi David Cronenberg (Stati Uniti, 2005)

Con “A History Of Violence” David Cronenberg apre un nuovo ciclo all’interno della sua cinematografia, staccandosi dal contorto incedere dei suoi lavori precedenti (lo stesso “Spider”, uscito nel 2002, si muove come un oggetto di transizione tra follia e ossessione). Qui inoltre il regista lascia correre a briglie sciolte una storia molto lineare, supportandola a dovere con una regia asciutta Continua a leggere

Il Grande Racket

il grande racketdi Enzo G. Castellari (Italia, 1976)

Con “La Polizia Incrimina La Legge Assolve” (1973) e il successivo “Il Cittadino Si Ribella” (1974), Enzo G. Castellari aveva fatto irruzione nel genere poliziottesco come un fulmine a ciel sereno. Tempo due anni e da Genova ci trasferiamo a Roma, mentre un sobrio Fabio Testi prende il posto di Franco Nero (protagonista nei due film sopracitati ma ancora impegnato col regista nel contemporaneo “Keoma”) Continua a leggere