The Night House

di David Bruckner (Stati Uniti/Gran Bretagna, 2020)

David Bruckner sta facendo strada, non a caso a lui è stata affidata la regia di “Hellraiser” (2022), un reboot al momento in fase di post-produzione su cui già si sta discutendo moltissimo (anche solo per il fatto che nel ruolo di Pinhead questa volta troveremo un’attrice!). Se con “Il Rituale” (2017) Bruckner aveva ottenuto (senza strafare) buoni risultati, il Continua a leggere

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Corpus Christi

corpus christidi Jan Komasa (Polonia, 2019)

“Corpus Christi” (“Boże Ciało”) è arrivato nella cinquina finale dei film stranieri candidati al premio Oscar, un traguardo che rappresenta già una grande vittoria nonostante in questa categoria il trionfo di “Parasite” sia più che scontato (oltre che meritato). Una bella soddisfazione per un cinema polacco in ottima salute, senza per forza scomodare il nome maggiormente quotato del momento, quello di Continua a leggere

Alps

alpsdi Yorgos Lanthimos (Grecia/Stati Uniti, 2011)

Il gelido linguaggio estetico di Yorgos Lanthimos trova il suo apice estremo in “Alps” (“Alpeis”), un’opera criptica e complessa che anche a distanza di tempo non è riuscita completamente a fare breccia nel cuore dei tanti estimatori del regista greco. Una pellicola probabilmente schiacciata all’interno di una filmografia che poco prima ci aveva consegnato il must “Kynodontas” (2009) e Continua a leggere

A Venezia… Un Dicembre Rosso Shocking

don't look nowdi Nicolas Roeg (Gran Bretagna/Italia, 1973)

Subito dopo l’inarrivabile capolavoro di Luchino Visconti “Morte A Venezia” del 1971, il fascino crepuscolare e malinconico della città lagunare trova altri due vertici importanti tra il 1972 e il 1973, prima con Aldo Lado (“Chi L’Ha Vista Morire?”) e poi con Nicolas Roeg, con “Don’t Look Now” (questo il titolo originale) artefice di un classico del cinema thriller/horror di quel periodo. Un film Continua a leggere

Midsommar

midsommardi Ari Aster (Stati Uniti, 2019)

Un anno dopo il fin troppo strombazzato “Hereditary” (2018), atterra nelle sale il secondo lungometraggio di Ari Aster, un banco di prova importante per testare le sue effettive capacità. Il giovane regista newyorkese (classe 1986) questa volta convince maggiormente, grazie a una pellicola più sobria e più quadrata rispetto ai voli pindarici messi in scena nella precedente. Un passo in avanti Continua a leggere

Starfish

starfishdi A.T. White (Stati Uniti, 2018)

Dopo l’immancabile gavetta (una manciata di cortometraggi), anche A.T. White debutta sulla lunga distanza e lo fa con un film tanto originale quanto ambizioso. Questo “Starfish” è un mystery movie ma allo stesso tempo è pure uno sci-fi/horror dai contorni post-apocalittici, una commistione tra generi che rimette in circolo una serie di sensazioni già assaporate in passato (qui però alimentate da un Continua a leggere

Proxy

proxy-posterdi Zack Parker (Stati Uniti, 2013)

Quello di Zack Parker (regista classe 1978 originario dell’Indiana) è un cinema di confine che oscilla sempre tra il dramma e il thriller, un mix letale contornato da personaggi ambigui, folli, spesso mossi da sentimenti di rivalsa violenti e devastanti. “Scalene” (2011) è un lavoro per certi versi sorprendente, ma anche il successivo e più recente “Proxy” non è da meno, pur con qualche passaggio Continua a leggere

Después De Lucía

después de luciadi Michel Franco (Messico/Francia, 2012)

“Después De Lucía” (“After Lucia”) è il secondo lungometraggio del messicano Michel Franco, dopo l’incoraggiante esordio “Daniel & Ana” (2009). Il film si è aggiudicato il premio Un Certain Regard al Festival di Cannes nel 2012, un primo importante riconoscimento per un regista di sicuro talento. Quella che sulla carta può apparire come l’ennesima pellicola dedicata al tema del bullismo, si rivela Continua a leggere

Winter Silence

winter silencedi Sonja Wyss (Olanda, 2008)

“Winter Silence” è un film mistico, arcano e criptico, settanta minuti racchiusi nella meravigliosa cornice di un paesaggio montano innevato. Unico film (oltre a due cortometraggi) diretto da Sonja Wyss, regista originaria delle Bahamas.
In un piccolo villaggio isolato, un uomo, sua moglie e le loro quattro figlie vivono immersi nel Continua a leggere