Silenced

di Hwang Dong-Hyuk (Corea del Sud, 2011)

Cosa diavolo stava combinando dieci anni fa il regista/sceneggiatore della celebratissima serie “Squid Game”? Possiamo parlare di un vero e proprio salto mortale nel passato, poiché nel 2011 Hwang Dong-Hyuk aveva appena realizzato un film drammatico tra i più dolorosi e strazianti mai girati in Corea del Sud, “Silenced” (da noi all’epoca premiato al Continua a leggere

Unfriended: Dark Web

di Stephen Susco (Stati Uniti, 2018)

Anche se parlare di sequel vero e proprio è ovviamente fuorviante, “Unfriended: Dark Web” si infila sulla scia del primo capitolo diretto da Levan Gabriadze nel 2014, mettendo però da parte ogni riferimento al sovrannaturale (con risultati finalmente degni di nota). Qui viene meno l’originalità del prototipo “Unfriended”, ma si sale vertiginosamente a Continua a leggere

The Seasoning House

the Seasoning_House-posterdi Paul Hyett (Gran Bretagna, 2012)

Paul Hyett ha iniziato la sua carriera cinematografica come truccatore ed effettista, lavorando nella crew di pellicole di successo come “The Descent” (2005) o “Eden Lake” (2008). Poi, nel 2012, il debutto alla regia con questo “The Seasoning House”, un prodotto interessante frutto di tanti anni di esperienza sul set. Si tratta di un revenge thriller violento e Continua a leggere

A Quiet Place

a quiet placedi John Krasinski (Stati Uniti, 2018)

E’ possibile realizzare un horror originale nel 2018? La risposta è sì, anche se non basta un’idea per fare bingo, soprattutto se alla fine dei giochi l’idea stessa si ritorce contro come un boomerang. In un genere cinematografico nel quale le urla fanno parte di un codice universalmente riconosciuto (pensiamo solo alla storica figura delle scream queen), “A Quiet Place: Un Posto Continua a leggere

Mr. Vendetta

mr. vendetta posterdi Park Chan-Wook (Corea del Sud, 2002)

Capita spesso di imbattersi nel cinefilo occasionale, quello che di solito apprezza solo un paio di registi coreani, Kim Ki-Duk e Park Chan-Wook. Il primo per “Ferro 3” (2004) e il secondo per “Oldboy” (2003), due film da lui considerati i più grandi mai realizzati in Corea (la loro importanza è indiscutibile, meno il fatto che questa valutazione rappresenti la classica ovvietà di chi conosce Continua a leggere

The Tribe

tribedi Myroslav Slaboshpytskyi (Ucraina, 2014)

L’avviso all’inizio del film è eloquente: non ci saranno sottotitoli di nessun tipo per aiutarci a capire la lingua dei segni, una scelta del regista che si rivela vincente perché solo in questo modo siamo catapultati nel silenzio assordante dell’opera, la quale attraverso le azioni e i movimenti dei protagonisti riesce a svelare tutto ciò che si nasconde dietro il loro continuo gesticolare Continua a leggere