Marilyn

di Martín Rodríguez Redondo (Argentina/Cile, 2018)

“Marilyn” ha avuto il suo piccolo momento di celebrità nel 2018, quando fu proiettato al Festival di Berlino. Anche se oggi dalle nostre parti questo film non se lo ricorda più nessuno, nella comunità LGBT sudamericana sono ancora in molti a parlare del personaggio di Marcelo Bernasconi (detto Marcos), il protagonista delle vicende (la pellicola è basata Continua a leggere

Saint-Narcisse

di Bruce LaBruce (Canada, 2020)

Uno dei nomi più gettonati all’interno del circuito cinematografico LGBT è quello del canadese Bruce LaBruce, un artista a trecentosessanta gradi già noto durante gli anni ottanta per essere stato tra i promotori del movimento queercore (ovvero queer di ispirazione punk). Con alcune delle sue ultime pellicole, LaBruce sembra aver imboccato una Continua a leggere

Buddies

di Arthur J. Bressan Jr (Stati Uniti, 1985)

“Buddies” è un film davvero commovente, una lezione di umanità che meriterebbe maggiore visibilità al di là del circuito nel quale la pellicola è diventata celebre, quello LGBT. Questo per ribadire che i sentimenti, le malattie o il più tragico dolore non appartengono soltanto a una determinata fetta di popolazione, ma sono un patrimonio comune a Continua a leggere

Strella

strelladi Panos H. Koutras (Grecia, 2009)

Il 2009 è un anno cruciale per la Grecia, in autunno infatti scoppia ufficialmente quella disastrosa crisi economica che avrà una grande influenza sul cinema ellenico degli anni a venire. Durante questa stagione così controversa, nel paese escono due film molto importanti, uno destinato a mandare in orbita Yorgos Lanthimos (il suo celebre “Dogtooth”), l’altro invece capace di diventare un Continua a leggere

Nevrland

nevrlanddi Gregor Schmidinger (Austria, 2019)

Il cinema indipendente austriaco continua imperterrito a sfornare prodotti di livello, lo abbiamo visto di recente con lo splendido “Die Beste Aller Welten” (2017) di Adrian Goiginger e lo ribadiamo oggi con “Nevrland”, primo lungometraggio per il talentuoso Gregor Schmidinger, regista classe 1985 nato a Linz. Nel curriculum di Schmidinger possiamo annoverare Continua a leggere

Sauvage

sauvagedi Camille Vidal-Naquet (Francia, 2018)

Ancora una volta è il coraggio del cinema francese a regalarci un’opera destinata a lasciare il segno, soprattutto se parliamo di filmografia LGBT. Quello di Camille Vidal-Naquet è un esordio frutto di un’attenta analisi svolta all’interno del poco conosciuto universo della prostituzione maschile, un perfetto equilibrio tra osservazione documentaristica, irruenza (melo)drammatica e Continua a leggere

La Moglie Del Soldato

la moglie del soldatodi Neil Jordan (Gran Bretagna, 1992)

Questa volta partiamo con un aneddoto che spiega il perché del titolo italiano “La Moglie Del Soldato”, sicuramente meno efficace e più banale dell’originale “The Crying Game”. In realtà il film, durante la sua fase di lavorazione, aveva la denominazione “The Soldier’s Wife”, ma Neil Jordan decise di cambiarla su consiglio dell’amico Stanley Kubrick. Il motivo? Semplice, Kubrick sapeva per Continua a leggere

Sebastiane

sebadi Derek Jarman (Gran Bretagna, 1976)

Che l’iconografia di San Sebastiano sia da tempo connessa a un immaginario di matrice gay non è un mistero, già alla fine del XV° secolo infatti il suo martirio veniva rappresentato diversamente dal passato, mostrando il Santo come un giovanotto nudo e senza barba legato a un albero (o a una colonna) e trafitto con le frecce. Un corpo dolcemente scolpito e visibilmente effeminato, con i Continua a leggere

O Fantasma

o fantasmadi João Pedro Rodrigues (Portogallo, 2000)

Ogni festival che si rispetti ha il suo film scandalo edizione dopo edizione, anzi a volte sono persino due (come accaduto a Venezia nel 2000). Oltre al magnifico e controverso “L’Isola” di Kim Ki-Duk, quell’anno in concorso c’era anche un semisconosciuto regista portoghese al suo esordio, João Pedro Rodrigues, autore di una pellicola più fischiata che applaudita: si tratta appunto di “O Continua a leggere

Funeral Parade Of Roses

funeraldi Toshio Matsumoto (Giappone, 1969)

“Funeral Parade Of Roses” (“Bara No Sôretsu”) rappresenta la vetta cinematografica di Toshio Matsumoto, un film che bisogna saper decostruire e ricostruire attraverso il bombardamento di immagini a cui siamo sottoposti, ognuna delle quali collegata a un significato, a una tematica, a un concetto portante. Il regista giapponese (scomparso poco meno di un anno fa) qui miscela Continua a leggere