Triangle Of Sadness

di Ruben Östlund (Svezia/Francia/Gran Bretagna/Grecia, 2022)

A Cannes, Ruben Östlund vince sempre: lo aveva fatto nel 2014 con “Forza Maggiore” (nella sezione Un Certain Regard), prima di aggiudicarsi la Palma d’Oro con “The Square” nel 2017 e con questo “Triangle Of Sadness” nel 2022, un film girato prevalentemente su un lussuoso yacht tra le isole della Grecia. Ancora una volta, la satira del regista svedese colpisce Continua a leggere

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American Gothic

di John Hough (Gran Bretagna/Canada, 1987)

“American Gothic” è il titolo di un celebre quadro realizzato da Grant Wood nel 1930. Raffigura un agricoltore (con un forcone in mano) accanto a sua figlia (entrambi indossano degli abiti coloniali). L’opera è pregna di ambiguità, a cominciare dal volto teso e rigido dei due personaggi, da tempo considerati un simbolo della cultura rurale americana Continua a leggere

Murina

di Antoneta Alamat Kusijanović (Croazia/Slovenia/Stati Uniti, 2021)

Quando il fragile equilibrio di una famiglia viene messo in discussione dall’arrivo di un elemento esterno ad essa, le possibilità che il castello borghese possa crollare sono infinitamente alte. Questo leitmotiv lo abbiamo assaporato svariate volte nel cinema a noi caro, a cominciare dall’enigmatico “Teorema” (1968) di Pier Paolo Pasolini. Nel caso di “Murina” Continua a leggere

After Death (Oltre La Morte)

di Claudio Fragasso (Italia/Filippine, 1989)

Verso la fine degli anni ottanta, la grande stagione del cinema di genere italiano è già terminata da un pezzo: non resta dunque che affidarsi ai colpi di coda di qualche regista importante (Argento o Soavi), perché per gli artigiani del settore c’è ben poco da fare. Dopo quel grande pasticcio di “Zombi 3” (1988), pellicola inizialmente diretta da Lucio Continua a leggere

Night In Paradise

di Park Hoon-Jung (Corea del Sud, 2020)

Già passato in rassegna fuori concorso al Festival di Venezia 2020 (quello per pochi intimi), “Night In Paradise” ha finalmente raggiunto un pubblico più vasto grazie all’interesse di Netflix. Dietro la macchina da presa ritroviamo una nostra vecchia conoscenza, ovvero quel Park Hoon-Jung già sceneggiatore dello straripante “I Saw The Devil” (2010) ma poi Continua a leggere

Ho Camminato Con Uno Zombi

di Jacques Tourneur (Stati Uniti, 1943)

Un anno dopo “Il Bacio Della Pantera” (1942), il regista francese naturalizzato americano Jacques Tourneur piazza un altro colpo importante per la sua carriera, con un film considerato a ragione un passaggio obbligato per comprendere appieno l’evoluzione del cinema dei morti viventi: in questo caso il filo logico mette in connessione gli zombi ispirati Continua a leggere

Les Garçons Sauvages

les garçons sauvagesdi Bertrand Mandico (Francia, 2017)

To be incoherent means to have faith in cinema, it means to have a romantic approach, unformatted, free, disturbed and dreamlike, cinegenic, an epic narration”. Nel 2012 Bertrand Mandico crea insieme alla regista islandese Katrin Olafsdottir l’Incoherence Manifesto, a voler suggellare un particolare linguaggio cinematografico già espresso attraverso una serie di cortometraggi sperimentali Continua a leggere

Sonatine

sonatinedi Takeshi Kitano (Giappone, 1993)

Per una serie di motivi, nel 1993 si chiude la prima fase artistica di Takeshi Kitano. “Sonatine” (uno dei suoi film più amati e celebrati dal pubblico) lascia esplodere definitivamente la sua poetica cinematografica: questo percorso viene però ridimensionato e riformulato durante l’anno seguente, quando il regista rimane vittima di un grave incidente motociclistico che segna Continua a leggere

L’Ora Del Lupo

l'ora del lupodi Ingmar Bergman (Svezia, 1968)

La notizia della scomparsa di Max Von Sydow ci ha addolorato davvero tanto, ma nonostante ciò, possiamo dire che adesso il cinema di Ingmar Bergman si è cristallizzato per una seconda volta, diventando ancora più immortale rispetto al passato. Sono ben quattordici le pellicole in cui Von Sydow è stato diretto dal Maestro svedese e tra queste, oggi vogliamo ricordarne anche una Continua a leggere

The Lighthouse

the lighthousedi Robert Eggers (Canada, 2019)

Ambientare un film su un’isola sperduta e in un secolo remoto (dove comunicare con la terraferma è impossibile) sembra aver contagiato non pochi registi, lo abbiamo visto recentemente con Xavier Gens (le valide derive fantastiche di “Cold Skin”) e con Kristoffer Nyholm (suo l’interessante ma incompiuto “The Vanishing”). Storie di solitudine e di follia da cui non poteva sottrarsi neppure Robert Continua a leggere