Napoli Spara!

di Mario Caiano (Italia, 1977)

Un anno dopo il sottovalutato “Milano Violenta” (1976), Mario Caiano si sposta a Napoli, cercando di bissare il clamoroso successo del cult “Napoli Violenta” (1976), uno dei poliziotteschi più amati di sempre. Il risultato è una sorta di sequel apocrifo, anche se completamente scollegato dal film di Umberto Lenzi (a parte la location partenopea, l’unico personaggio Continua a leggere

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Blow Out

di Brian De Palma (Stati Uniti, 1981)

Brian De Palma era in forma smagliante durante i primi anni ottanta. Se per l’intramontabile “Scarface” (1983) sarebbe opportuno aprire una parentesi a parte, le altre pellicole a cui ci riferiamo sono dei thriller che non hanno bisogno di presentazione: qualcuno però ha tentato di mettere in ombra “Blow Out”, sminuendone il valore in rapporto a due opere Continua a leggere

Nitram

di Justin Kurzel (Australia, 2021)

Tra i massacri più sanguinosi della storia compiuti da una singola persona, quello di Port Arthur (in Tasmania) ha davvero lasciato delle cicatrici indelebili. Era il 1996 quando un giovane di nome Martin Bryant uccise a colpi d’arma da fuoco trentacinque persone in varie località di questo sobborgo. Tempo dopo, gli approfondimenti psichiatrici Continua a leggere

Titane

di Julia Ducournau (Francia/Belgio, 2021)

Questa volta Nanni Moretti non ha tutti i torti: dopo aver visto “Titane”, ci si sente davvero invecchiati. Lui ovviamente a Cannes si aspettava un risultato diverso, non che trionfasse un film malsano così agli antipodi rispetto alla sua sensibilità cinematografica. Noi invece, da sempre innamorati della tanto celebrata corrente estrema d’oltralpe, ci sentiamo Continua a leggere

Apaches

di John Mackenzie (Gran Bretagna, 1977)

Per molti anni nel Regno Unito andarono in onda i cosiddetti public information films, una serie di cortometraggi commissionati dal governo in modo tale da poter educare/informare il cittadino, mettendolo in guardia sui vari pericoli presenti nella quotidianità (dalle città alle zone rurali). Siccome verso la metà dei 70s alcuni bambini morirono in Continua a leggere

Audrey Rose

di Robert Wise (Stati Uniti, 1977) 

Quello di “Audrey Rose” è un Robert Wise ormai agli sgoccioli, nonostante il colpo di coda di “Star Trek” di due anni successivo, un film costoso e ambizioso che tanto piacque al pubblico dell’epoca (molto meno alla critica). Alla base di “Audrey Rose” c’è invece un errore di fondo, in quanto l’opera fu pubblicizzata come un horror a sfondo religioso, quando al Continua a leggere

Blind

di Ahn Sang-Hoon (Corea del Sud, 2011)

Purtroppo sono ancora pochi i thriller coreani di valore che negli anni sono riusciti a trovare una distribuzione home video italiana: uno di questi è “Blind”, un film meno cruento e originale rispetto ad altre pellicole dello stesso tenore ma come sempre curato in ogni minimo dettaglio. Questo per sottolineare il costante livello medio-alto di molti prodotti provenienti Continua a leggere

Grace

gracedi Paul Solet (Stati Uniti/Canada, 2009)

Quella legata alla gravidanza è una delle tematiche più delicate in ambito estremo, soprattutto quando la spiccata sensibilità femminile è costretta a scontrarsi con delle immagini shock non sempre facili da mandare giù. Ciò non significa che per i maschietti sia meno doloroso sopportare un pancione preso a mattonate (“Proxy”) oppure gli orrori di un grembo materno sotto costante minaccia Continua a leggere

Wij

wijdi Rene Eller (Olanda/Belgio, 2018)

All’interno di quel cinema legato a doppio filo con il disagio delle nuove generazioni, “Wij” è un film che irrompe a gamba tesa, un’opera persino capace in alcuni passaggi di alzare verso l’alto l’asticella del politicamente scorretto. Se ad esempio le vecchie pellicole di Larry Clark ci catapultavano nei sobborghi americani per sbatterci in faccia la grigia quotidianità di tanti adolescenti piuttosto Continua a leggere

Rabid

rabiddi David Cronenberg (Canada/Stati Uniti, 1977)

“Rabid – Sete Di Sangue” prosegue quell’affascinante discorso già iniziato con il precedente “Shivers” (1975), insistendo ancora una volta su delle tematiche che all’epoca risultavano assolutamente all’avanguardia: malattie sessuali, vaccini, pandemie e una serie di pericoli incubati dall’uomo e non provenienti da una fonte esterna. Con il progresso scientifico spettatore attivo di tali orrori, poiché Continua a leggere