Amore E Morte Nel Giardino Degli Dei

di Sauro Scavolini (Italia, 1972)

Questo lavoro nasce dal connubio tra due fratelli mai troppo celebrati negli ambienti del cinema bis italiano, Sauro e Romano Scavolini. Il primo, classe 1934, ha sceneggiato decine e decine di film soprattutto durante gli anni settanta (il sodalizio con Sergio Martino fu lungo e proficuo), mentre Romano (lui nato nel 1940) ce lo ricordiamo Continua a leggere

De Sade 2000

di Jesús Franco (Liechtenstein/Francia, 1973)

“De Sade 2000” (“Eugénie” nel titolo originale) è stato l’ultimo film interpretato da Soledad Miranda prima della sua scomparsa, avvenuta durante l’estate del 1970. La giovane attrice, come abbiamo già ricordato in altre occasioni, morì a soli ventisette anni in seguito a un terribile incidente stradale. La pellicola, uscita poi in via ufficiale soltanto nel Continua a leggere

Saint-Narcisse

di Bruce LaBruce (Canada, 2020)

Uno dei nomi più gettonati all’interno del circuito cinematografico LGBT è quello del canadese Bruce LaBruce, un artista a trecentosessanta gradi già noto durante gli anni ottanta per essere stato tra i promotori del movimento queercore (ovvero queer di ispirazione punk). Con alcune delle sue ultime pellicole, LaBruce sembra aver imboccato una Continua a leggere

Jug Face

di Chad Crawford Kinkle (Stati Uniti, 2013)

Non sempre quel filone cinematografico che viene comunemente chiamato folk-horror attinge dalle tradizioni popolari di una comunità o da qualche antica fiaba o leggenda tramandata di generazione in generazione: il caso di “Jug Face” ce lo conferma, poiché la storia che ruota attorno a questo film proviene esclusivamente dalla fantasia del regista e Continua a leggere

Neve Nera

di Martín Hodara (Argentina/Spagna, 2017)

“Neve Nera” (“Nieve Negra”) è un thriller argentino che all’azione sostituisce il torbido dramma familiare, un approccio che si rivela interessante considerando pure la suggestiva location utilizzata per l’occasione (la Patagonia, anche se alcune scene sono state girate ad Andorra). Ancora una volta la neve diventa un valore aggiunto, perché il Continua a leggere

Blue Jeans

di Mario Imperoli (Italia, 1975)

Tra i volti (e non solo…) più ammirati durante la stagione della commedia sexy all’italiana, è impossibile non citare quello di Gloria Guida (classe 1955), salita alla ribalta fin da giovanissima prima come cantante e poi come attrice. Viene lanciata nel mondo del cinema da Mario Imperoli con l’acerbo “La Ragazzina” (1974), un’esperienza poi ripetuta nel giro di pochi Continua a leggere

Strella

strelladi Panos H. Koutras (Grecia, 2009)

Il 2009 è un anno cruciale per la Grecia, in autunno infatti scoppia ufficialmente quella disastrosa crisi economica che avrà una grande influenza sul cinema ellenico degli anni a venire. Durante questa stagione così controversa, nel paese escono due film molto importanti, uno destinato a mandare in orbita Yorgos Lanthimos (il suo celebre “Dogtooth”), l’altro invece capace di diventare un Continua a leggere

Profonde Tenebre

profonde tenebredi Jesús Franco (Germania Ovest/Spagna, 1981)

Tra i circa centosettanta film girati in carriera da Jess Franco, poteva non esserci uno slasher movie? Un genere che sicuramente non era nelle corde del duttile regista madrileno, ma che non si poteva per nulla trascurare in quanto era diventato un trend troppo importante durante i primi anni ottanta. Poche idee, un budget irrisorio ed ecco qui “Profonde Tenebre”, un titolo che nell’edizione Continua a leggere

Carne

carnedi Gaspar Noé (Francia, 1991)

Anche se “Carne” è il terzo cortometraggio di Gaspar Noé, la carriera di questo controverso regista franco-argentino inizia praticamente da qui, con un premio della critica a Cannes nel 1991 e con le basi concettuali di quello che nel 1998 sarà il suo primo lungometraggio, il memorabile e annichilente “I Stand Alone”. Ci sono comunque voluti moltissimi anni per raccogliere i fondi Continua a leggere

Arcana

arcanadi Giulio Questi (Italia, 1972)

La scritta in sovraimpressione posta all’inizio di “Arcana” non è casuale, Giulio Questi ci avvisa che questo film non è una storia ma è un gioco (e i giocatori siamo noi). Un po’ come buttare sulle nostre spalle l’interpretazione stessa dell’opera, uno sporco affare che bisogna saper accettare senza farsi prendere dal panico. “Arcana” infatti, per almeno un’ora, si dimostra una pellicola abbastanza limpida Continua a leggere