Limbo

di Soi Cheang (Hong Kong/Cina, 2021)

Come un set a cielo aperto, Hong Kong è una metropoli da sempre riconoscibile al primo sguardo: il suo caos, il suo formicaio umano in perenne movimento, il suo tessuto urbano claustrofobico e schiacciato su se stesso, sono molte le prerogative che rendono unici i connotati dell’ex colonia britannica. Negli anni, il cinema noir locale ha avuto la fortuna Continua a leggere

Pubblicità

Dr. Lamb

di Danny Lee (Hong Kong, 1992)

Quando parliamo di cinema estremo proveniente da Hong Kong, dobbiamo per forza di cose passare dalla famigerata Cat III, una classificazione istituita nel 1988 in cui finivano dentro tutte quelle pellicole destinate a un pubblico rigorosamente adulto. Pur funzionando anche a livello retroattivo (nella lista furono incluse alcune opere uscite in precedenza Continua a leggere

Vengeance

di Johnnie To (Hong Kong/Francia, 2009)

Dopo aver realizzato una serie di pellicole fondamentali per la storia del cinema action/crime/noir orientale (impossibile non menzionare “A Hero Never Dies” oppure “Exiled”), Johnnie To nel 2009 si presenta a Cannes con un lungometraggio-tributo alla scuola transalpina: “Vengeance” infatti non solo è un sentito omaggio alle opere di Continua a leggere

Dangerous Encounters Of The First Kind

di Tsui Hark (Hong Kong, 1980)

“Dangerous Encounters Of The First Kind” è un lungometraggio capace di mettere in circolo delle sensazioni probabilmente uniche all’interno del movimento cinematografico di Hong Kong. Non a caso Tsui Hark è partito da molto lontano, da quella new wave senza la quale non si sarebbe potuta sviluppare una scuola tra le più acclamate e celebrate Continua a leggere

Corpse Mania

cmdi Kuei Chih-Hung (Hong Kong, 1981)

“Corpse Mania” (“Si Yiu”) rappresenta l’ennesimo prodotto di confine realizzato dal prolifico Kuei Chih-Hung, regista cinese classe 1937 scomparso a Los Angeles nel 1999. Nonostante si tratti di un thriller/horror qualitativamente nella media, questo lavoro ancora oggi mantiene intatta la sua importanza all’interno del contesto di Hong Kong: oltre all’immancabile produzione targata Shaw Continua a leggere

Ebola Syndrome

eboladi Herman Yau (Hong Kong, 1996)

Tre anni dopo l’imprescindibile “The Untold Story” (1993), la formidabile coppia formata da Herman Yau (alla regia) e Anthony Wong (l’attore protagonista) torna a sconvolgere le sale orientali con un film ancora più infimo e ripugnante, “Ebola Syndrome”, una pellicola carica di sensazioni ereditate dal precedente lavoro che vengono ulteriormente portate all’eccesso, buttando in Continua a leggere

Dream Home

dreamhdi Pang Ho-Cheung (Hong Kong, 2010)

Hong Kong è una città sviluppata in verticale ad altissima densità di popolazione. Molti abitanti vivono letteralmente stipati in minuscoli appartamenti, tante celle dello stesso alveare, un grigio labirinto proteso verso l’alto capace di soffocare il respiro. “Dream Home” sfrutta questi angusti spazi interni della metropoli lasciando da parte, almeno per una volta, le dinamiche orizzontali Continua a leggere

One Nite In Mongkok

onimdi Derek Yee (Hong Kong, 2004)

Si ritiene che Mongkok sia il quartiere con la più alta densità di popolazione al mondo, una zona di Hong Kong brulicante di persone, piena di esercizi commerciali e spesso congestionata per via del traffico. Un posto ideale per fare shopping ma anche per girare un crime movie come si deve, dove i destini dei vari personaggi si incrociano inesorabilmente durante i tre giorni che precedono Continua a leggere

Human Pork Chop

hpcdi Benny Chi-Shun Chan (Hong Kong, 2001)

Nel 1999 un terribile caso di cronaca nera sconvolge Hong Kong: a causa di un debito non estinto, una ragazza che lavora in un nightclub viene rapita, torturata, smembrata e fatta sparire da tre aguzzini. La sua testa mozzata viene poi ritrovata all’interno di un grande pupazzo di Hello Kitty, da qui il nome con il quale ancora oggi ricordiamo la vicenda, The Hello Kitty Murder Continua a leggere

Dumplings

dumpdi Fruit Chan (Hong Kong, 2004)

La carriera di Fruit Chan parte da molto lontano, ma il suo nome inizia prepotentemente a circolare solo dopo i seminali “Made In Hong Kong” (1997) e “The Longest Summer” (1998), due titoli che segnano in maniera indelebile la fase delicata del ritorno di Hong Kong alla Cina. Nel giro di poco tempo, Fruit Chan diventa uno dei registi più apprezzati del circuito orientale e nel 2004 arriva Continua a leggere