This Transient Life

di Akio Jissôji (Giappone, 1970)

Akio Jissôji (1937-2006) è stato un regista giapponese che ha attraverso diverse fasi cinematografiche: noi ce lo ricordiamo sia per i primi lungometraggi (la cosiddetta trilogia buddista, composta da “This Transient Life”, “Mandara” e “Poem”) che per il segmento presente nell’horror estremo “Rampo Noir” (2005), senza dimenticare l’importante Continua a leggere

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2ldk

di Yukihiko Tsutsumi (Giappone, 2003)

“2LDK” (in Giappone, questa sigla si riferisce a un appartamento con due camere da letto) è un film nato per scommessa. Durante il 2003, i registi Yukihiko Tsutsumi e Ryûhei Kitamura decisero infatti di sfidarsi a vicenda, girando due pellicole con una coppia di personaggi all’interno di una piccola abitazione. Pochi yen per entrambi e una sola Continua a leggere

Creepy

di Kiyoshi Kurosawa (Giappone, 2016)

A Kiyoshi Kurosawa sono sempre bastate le atmosfere, sia durante la fase J-horror che in tempi più recenti, quando il regista ha allargato ulteriormente i suoi confini cinematografici. Nel caso di “Creepy” (il titolo è tutto un programma), a far paura non è una presenza sovrannaturale o qualche scena annaffiata con il sangue, bensì un semplice vicino di Continua a leggere

Zombie Ass: Toilet Of The Dead

di Noboru Iguchi (Giappone, 2011)

Il coraggio e il cattivo gusto posso andare tranquillamente a braccetto, ce lo insegna il folle Noboru Iguchi, regista il cui nome è indissolubilmente legato al lato più trash del cinema giapponese contemporaneo. Non bastavano i vari “The Machine Girl” (2008) o “Robo-Geisha” (2009) per farci urlare a pieni polmoni what the fuck, perché il meglio Continua a leggere

Irezumi

di Yasuzô Masumura (Giappone, 1966)

In giapponese, irezumi significa letteralmente inserire inchiostro nero. È il tatuaggio per eccellenza del Sol Levante (artisticamente parlando, è caratterizzato da colori molto accesi e da ampi disegni), un segno distintivo spesso utilizzato dagli appartenenti alla Yakuza (la famigerata mafia nipponica). Nel 1966, un talentuoso regista del calibro Continua a leggere

Confessions

di Tetsuya Nakashima (Giappone, 2010)

“Confessions” (“Kokuhaku”) è il primo thriller diretto da Tetsuya Nakashima, regista giapponese in precedenza conosciuto e apprezzato in patria per le sue colorate commedie pop. Questo cambio di rotta si rivela un passo importante per la sua carriera: “Confessions” entra infatti nella cosiddetta short-list come candidato per l’Oscar al miglior film straniero Continua a leggere

Rashômon

di Akira Kurosawa (Giappone, 1950)

Si potrebbe parlare a lungo del pessimismo presente nel cinema di Akira Kurosawa: abbiamo scelto di farlo attraverso uno dei suoi capolavori assoluti, “Rashômon”, il film che ha spalancato le porte del successo internazionale al regista giapponese (il doppio trionfo prima a Venezia e poi agli Oscar ha segnato in maniera indelebile il nostro rapporto Continua a leggere

Gimme Shelter

di Hisayasu Satô (Giappone, 1986)

Verso la metà degli anni ottanta, il cinema underground giapponese aggiorna automaticamente le sue tematiche, puntando i propri riflettori sul lato oscuro di una società sempre più tecnologica e protesa verso il futuro. Il benessere e lo sviluppo da un lato, la nevrosi e la frustrazione nel rovescio della medaglia, con la famiglia (disfunzionale) spesso al Continua a leggere

Tokyo Sonata

di Kiyoshi Kurosawa (Giappone, 2008)

Esistono tanti modi per mettere in scena la dissoluzione di una famiglia, lo abbiamo visto di recente anche in terra nipponica: pensiamo al perverso “Visitor Q” (2001) di Takashi Miike oppure al viscerale “Cold Fish” (2010) di Sion Sono, due pellicole dove la disintegrazione familiare passa inesorabilmente dal sovvertimento delle Continua a leggere

Ecco L’Impero Dei Sensi

di Nagisa Ôshima (Giappone/Francia, 1972)

“Ecco L’Impero Dei Sensi” è una pietra miliare del cinema erotico mondiale, una vera e propria corrida d’amore (riferendoci alla traduzione del titolo originale “Ai No Korîda”) che Nagisa Ôshima realizzò ispirandosi a una storia vera accaduta in Giappone nel 1936. Insieme al celebre regista, troviamo Kôji Wakamatsu nelle vesti di produttore esecutivo Continua a leggere