Over Your Dead Body

di Takashi Miike (Giappone/Francia/Cina, 2014)

Durante la scorsa decade l’eclettico Takashi Miike ha spaziato come al solito in lungo e in largo (soprattutto per quanto riguarda gli adattamenti di manga o di romanzi), alternando degli ottimi film ad altri meno ispirati. L’importante è che Miike lavori sempre piena libertà, perché mettergli il bavaglio significa anche limitare di Continua a leggere

Executive Koala

executive koaladi Minoru Kawasaki (Giappone, 2005)

Per tutti gli amanti delle giapponesate weird, il nome di Minoru Kawasaki è sicuramente tra i più gettonati, anche solo per la doppietta “The Calamari Wrestler” (2004) ed “Executive Koala” (2005), opere piuttosto conosciute tra gli appassionati. Kawasaki è cresciuto a Tokyo attraverso l’immaginario dei kaiju eiga (Godzilla e dintorni) e delle serie televisive tipo “Ultraman”, un Continua a leggere

Tetsuo II: Body Hammer

tetsuoIIdi Shinya Tsukamoto (Giappone, 1992)

Il manifesto cyberpunkTetsuo: The Iron Man” (1989) ha dato il via a una trilogia poi proseguita con questo lavoro e con il più recente “Tetsuo: The Bullet Man” del 2009. Oggi ci soffermiamo sul secondo capitolo uscito nel 1992, una sorta di rielaborazione dell’esordio in cui Shinya Tsukamoto cambia molte cose, proprio per evitare di scivolare nei classici stereotipi da sequel: l’utilizzo del colore Continua a leggere

Gyo: Tokyo Fish Attack

gyo tfadi Takayuki Hirao (Giappone, 2012)

I manga di Junji Itō sono crudeli, raccapriccianti, malsani e bizzarri, una fonte inesauribile di idee e di contenuti per il cinema horror giapponese contemporaneo. Oltre ad aver ispirato una manciata di film piuttosto apprezzati dai suoi fan (tra i quali ricordiamo la lunga serie dedicata a “Tomie” oppure il weirdoUzumaki”), il lavoro di Itō ha dato il via alla realizzazione di un anime a dir Continua a leggere

A Page Of Madness

a page of madnessdi Teinosuke Kinugasa (Giappone, 1926)

Non eravamo mai andati così indietro nel tempo per quanto riguarda le pellicole orientali, ma se oggi siamo qui a parlarvi di “A Page Of Madness” (“Kurutta Ippêji”), un buon motivo c’è: siamo infatti davanti a un capolavoro (non sempre ricordato a dovere) del cinema muto giapponese, un film creduto disperso fino al 1971 e poi miracolosamente ritrovato dallo stesso regista Teinosuke Kinugasa Continua a leggere

Watcher In The Attic

watcher in the atticdi Noboru Tanaka (Giappone, 1976)

Il titolo originale “Edogawa Rampo Ryôki-Kan: Yaneura No Sanposha” non lascia dubbi al riguardo, “Watcher In The Attic” è l’ennesimo film giapponese tratto da un’opera del celebre scrittore nipponico Edogawa Rampo (una lista molto lunga nella quale troviamo pellicole come “Blind Beast” di Yasuzô Masumura o “Gemini” di Shinya Tsukamoto). Da noi a malapena conosciuto con la Continua a leggere

Sonatine

sonatinedi Takeshi Kitano (Giappone, 1993)

Per una serie di motivi, nel 1993 si chiude la prima fase artistica di Takeshi Kitano. “Sonatine” (uno dei suoi film più amati e celebrati dal pubblico) lascia esplodere definitivamente la sua poetica cinematografica: questo percorso viene però ridimensionato e riformulato durante l’anno seguente, quando il regista rimane vittima di un grave incidente motociclistico che segna Continua a leggere

Pulse

pulsedi Kiyoshi Kurosawa (Giappone, 2001)

La doppietta composta da “Cure” (1997) e “Pulse – Kairo” (2001) ha permesso a un regista come Kiyoshi Kurosawa di codificare definitivamente il suo percorso artistico, associato in maniera un po’ riduttiva alla corrente J-horror che imperversava durante quegli anni in Giappone. Se infatti il rapporto tra Kurosawa e questo tipo di pellicole è storicamente indiscutibile, è anche vero che Continua a leggere

La Ballata Di Narayama

la ballata di narayamadi Shôhei Imamura (Giappone, 1983)

Shôhei Imamura (1926-2006) non solo è stato uno dei più importanti registi della nouvelle vague giapponese, ma si è distinto anche per aver vinto ben due volte la Palma d’Oro a Cannes, nel 1983 con “La Ballata Di Narayama” e nel 1997 con “L’Anguilla”. L’interesse per l’indagine sociale è un tema che ritroviamo spesso nelle sue pellicole, una ricerca che travalica epoche e contesti come accade Continua a leggere

First Love

first lovedi Takashi Miike (Giappone, 2019)

Il primo amore non si scorda mai, ecco perché un titolo come “First Love” può anche riferirsi alla prima vera passione di Takashi Miike, quella per gli yakuza movie, un genere che in passato gli ha garantito tanta popolarità. Pur non essendo un capolavoro, questo film finalmente riporta il regista giapponese su buoni livelli, considerando la cocente delusione di “Terra Formars” (2016) e il non proprio Continua a leggere