Jack Be Nimble

di Garth Maxwell (Nuova Zelanda, 1993)

All’inizio degli anni novanta, il cinema horror stava attraversando uno dei suoi momenti meno brillanti (se escludiamo ovviamente alcune ottime eccezioni a livello underground). Per trovare qualche bella chicca, bastava dunque addentrarsi in profondità, magari in Germania (il cinema estremo di Jörg Buttgereit) oppure nella lontana periferia neozelandese Continua a leggere

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Lamb

di Valdimar Jóhannsson (Islanda/Svezia/Polonia, 2021)

Pochi mesi fa “Lamb” si è aggiudicato a Cannes il Prize of Originality nella sezione Un Certain Regard. Un riconoscimento più che meritato, considerando la straniante natura fantasy del film, una particolarità che a un certo punto prende per mano una storia di chiara matrice drammatica. Il regista Valdimar Jóhannsson (qui al suo esordio) ha curato Continua a leggere

Chi Giace Nella Culla Della Zia Ruth?

di Curtis Harrington (Gran Bretagna, 1972)

Shelley Winters oltre Hollywood. Nel suo curriculum troviamo infatti anche tanto cinema di genere, soprattutto durante gli indimenticabili anni settanta (l’abbiamo già incontrata da assoluta protagonista ne “Il Clan Dei Barker” e nel cult “Gran Bollito” di Mauro Bolognini). Il suo carattere esplosivo viene sfruttato al meglio pure in questo “Chi Giace Nella Continua a leggere

Krampus

krampusdi Michael Dougherty (Stati Uniti, 2015)

Ricordo ancora quando nel 2015 fu annunciata l’uscita nelle sale di “Krampus”, una commedia horror natalizia che avrebbe potuto allietare il pubblico italiano durante il mese di dicembre. Il film però scomparve improvvisamente dai monitor senza neppure una nuova data di distribuzione, per poi essere venduto straight to video nella primavera dell’anno successivo (intelligente l’idea di aspettare Continua a leggere

Phenomena

phenomenadi Dario Argento (Italia, 1985)

“Phenomena” piomba esattamente a metà degli anni ottanta, ma le sue basi partono dal decennio precedente. Se infatti Dario Argento con “Tenebre” (1982) aveva sperimentato il giallo asettico aperto alla modernità  (il bianco dominante come in uno studio televisivo), con questo passo successivo egli torna indietro all’idea di fiaba nera (le radici concettuali di “Suspiria”), facendoci immergere Continua a leggere