Men

di Alex Garland (Gran Bretagna, 2022)

È innegabile che durante gli ultimi anni, il cinema horror d’autore sia diventato il fiore all’occhiello di un intero genere, un movimento altrimenti relegato al più banale e stereotipato prodotto da multisala (ovviamente americano) o alle più sotterranee pellicole low budget (quelle per pochi intimi). Dopo le notevoli esperienze maturate in passato Continua a leggere

Pubblicità

The Other Lamb

di Małgorzata Szumowska (Irlanda/Belgio, 2019)

Małgorzata Szumowska è una regista ormai conosciuta e apprezzata non solo in terra polacca (del precedente “Mug”, uscito anche in Italia, ne abbiamo parlato a suo tempo). Da lei era dunque lecito attendersi uno step ulteriore in ambito internazionale, un’occasione che si è materializzata di recente con questo “The Other Lamb”, il primo lungometraggio della Szumowska Continua a leggere

Baise-Moi

di Virginie Despentes e Coralie Trinh Thi (Francia, 2000)

Virginie Despentes è una scrittrice la cui giovinezza è stata segnata dalla musica punk, dalla prostituzione, da ripetuti trattamenti psichiatrici e persino da uno stupro. È suo il controverso libro intitolato “Baise-Moi”, pubblicato in Francia nel 1993 e successivamente tradotto anche nel nostro paese. Accanto a lei troviamo Coralie Trinh Thi, ex attrice porno Continua a leggere

Terminal Island

terminal isldi Stephanie Rothman (Stati Uniti, 1973)

“Terminal Island” (in Italia “L’Isola Dei Dannati”) è un tipico prodotto exploitation dei primi anni settanta in cui troviamo tra gli attori un giovane Tom Selleck (il futuro protagonista di “Magnum, P.I.”). A dirigere l’orchestra c’è Stephanie Rothman (classe 1936), una delle poche donne invischiate nel giro dei b-movies a cavallo tra i 60s e i 70s (forse qualcuno di voi avrà sentito nominare titoli Continua a leggere

L’Amour Violé

l'amour violédi Yannick Bellon (Francia/Belgio, 1978)

In pochi in Italia conoscono Yannick Bellon, una regista attiva già alla fine degli anni quaranta con una serie di cortometraggi e documentari. Il suo è un cinema femminista privo di qualunque tipo di forzatura, le sue donne infatti sono naturali, intelligenti ed emancipate (non a caso la Bellon nel 1951 dedica un corto a Sidonie-Gabrielle Colette). Un discorso che ritorna con Continua a leggere

Avere Vent’Anni

averedi Fernando Di Leo (Italia, 1978)

La libertà ha un prezzo da pagare. Ce lo insegna “Avere Vent’Anni”, un cult del cinema bis nostrano, uno dei lavori più controversi sbucati fuori dal magico decennio degli anni settanta, quando al genio creativo dei registi corrispondeva spesso una reazione drastica dei benpensanti. Fernando Di Leo, dopo averci deliziato per anni con il noir (e non solo), tira fuori dal cilindro un lavoro che Continua a leggere

The Woman

the womandi Lucky McKee (Stati Uniti, 2011)

Chris Cleek è un avvocato di successo. Durante una battuta di caccia scorge nel bosco una donna dalle sembianze bestiali, la cattura e la conduce in un capanno attiguo alla sua abitazione, dove incatena la preda nel tentativo di istruirla e civilizzarla. La moglie di Chris e la figlia maggiore Peggy si dimostrano contrarie a questa situazione a dir poco ingestibile, mentre la piccolina di casa cerca Continua a leggere

Femina Ridens

feminadi Piero Schivazappa (Italia, 1969)

Il 1969 è un anno attraversato da un fermento culturale figlio delle proteste sessantottine e della vivacità artistica delle avanguardie del periodo. Pellicole come “Dillinger E’ Morto” (di Marco Ferreri), “Nerosubianco” (di Tinto Brass) e appunto “Femina Ridens” – tutte rilasciate nel giro di pochi mesi – sono intrise di elementi pop art (impossibile dimenticare la pistola a pois nel film di Ferreri), ma Continua a leggere

Flavia, La Monaca Musulmana

flaviadi Gianfranco Mingozzi (Italia/Francia, 1974)

“Flavia, La Monaca Musulmana” è un curioso intreccio di dramma storico e nunsploitation che si svolge durante il celebre sacco di Otranto del 1480, quando le truppe ottomane sbarcarono nella cittadina pugliese mettendo a ferro e fuoco l’intera popolazione (circa 800 otrantini furono decapitati poiché non rinnegarono la loro fedeltà al cristianesimo). In questo scenario si muove Flavia Continua a leggere